Aprire un ristorante a fondo perduto: fino al 75% di cucina e lavori, al Sud e al Centro Nord. Esempi e limiti.

Hai lavorato anni nelle cucine degli altri, o hai una ricetta di famiglia che tutti ti dicono di far assaggiare al pubblico. Il locale c'è, l'idea pure. Poi arriva il preventivo della cucina professionale, quello della cappa e della canna fumaria, quello dell'impianto. E capisci che la parte difficile non è cucinare.
Aprire un ristorante a fondo perduto è possibile se hai meno di 35 anni e non hai un lavoro stabile. Le misure sono due: Resto al Sud 2.0, per chi apre in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, e Autoimpiego Centro Nord, per chi apre nelle altre dodici regioni. Sono gestite da Invitalia e coprono una parte importante dell'investimento senza che tu debba restituirla. Per un ristorante, però, la strada giusta è quasi sempre una sola.
Ogni misura offre due strade alternative.
Il contributo finanzia una percentuale dell'investimento:
• al Sud il 75% fino a 120.000 euro, il 70% fino a 200.000
• al Centro Nord il 65% fino a 120.000 euro, il 60% fino a 200.000
Il voucher copre il 100% delle spese, ma con tetti più bassi:
• al Sud fino a 40.000 euro, o 50.000 con la maggiorazione
• al Centro Nord fino a 30.000 euro, o 40.000 con la maggiorazione
Per un ristorante conta soprattutto il contributo, per un motivo preciso: le opere edili. Adeguare un locale alla ristorazione vuol dire quasi sempre lavori, e i lavori sono finanziabili solo con il contributo, fino al 50% delle spese del progetto. Il voucher non li copre.
Con il contributo rientrano:
• la cucina professionale: forni, piani cottura, abbattitore, celle frigo, lavastoviglie, cappa
• arredi della sala e del dehors, purché nuovi
• impianti elettrici, idraulici, di aerazione e climatizzazione
• lavori di ristrutturazione e adeguamento del locale, fino al 50% del progetto
• cassa, gestionale, sistemi di prenotazione, sito
Restano fuori l'affitto, le utenze, il personale, le materie prime, le attrezzature usate e l'acquisto dei muri. Il fondo perduto ti aiuta a costruire il ristorante. I primi mesi di gestione, finché la sala non si riempie, restano a carico tuo.
Budget ipotetici, per capire l'ordine di grandezza.
Piccola trattoria in un locale già attrezzato: 45.000 euro.
Se servono solo attrezzature e arredi, il voucher è la strada più conveniente. Al Sud copre tutto con la maggiorazione. Al Centro Nord arriva a 40.000 euro, sempre con la maggiorazione. Il contributo darebbe meno: 33.750 euro al Sud, 29.250 al Centro Nord.
Ristorante da 60 coperti da adeguare: 100.000 euro, di cui 35.000 di lavori.
Qui il voucher è fuori gioco. Il contributo vale 75.000 euro al Sud e 65.000 al Centro Nord. A tuo carico restano 25.000 o 35.000 euro.
Ristorante con cucina a vista e dehors: 180.000 euro.
Sopra i 120.000 euro la percentuale scende: 126.000 euro al Sud, al 70%, e 108.000 al Centro Nord, al 60%. A tuo carico restano 54.000 o 72.000 euro, da coprire con risorse tue o con un finanziamento bancario.
Oltre i 200.000 euro di progetto le due misure non ti seguono più.
Per entrambe le misure devi avere:
• età: tra 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti
• condizione lavorativa: disoccupato, inoccupato, inattivo o iscritto al programma GOL. Al Sud anche chi lavora con un reddito molto basso
• un'attività nuova: il ristorante non deve aver ancora iniziato a operare, e negli ultimi 6 mesi non devi aver avuto un'attività con lo stesso codice ATECO
Puoi aprire anche in società con altri, purché chi ha i requisiti abbia la maggioranza delle quote e dell'amministrazione. Il contributo chiede un piano d'impresa con i numeri e un colloquio con Invitalia: il punteggio guarda alle tue competenze, al mercato e alla sostenibilità economica. Tutti i dettagli sono nelle schede su Resto al Sud 2.0 e su Autoimpiego Centro Nord.
Se sei una donna, a qualsiasi età, o se il progetto supera i 200.000 euro, la misura nazionale da guardare è ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero, per imprese guidate in prevalenza da giovani o da donne. Dal 1° luglio 2026 la quota a fondo perduto è esaurita e resta il finanziamento agevolato, utile per progetti fino a 3 milioni. Qui come funziona.
Poi ci sono le misure regionali e locali, che in alcune zone coprono anche affitto e materie prime del primo anno. Ne parliamo nella guida su dove si può davvero aprire un'attività al 100% a fondo perduto.
Iniziare i lavori prima della domanda: Le spese sostenute prima non sono ammissibili, e i lavori sono la voce più grande.
Superare il 50% di opere edili: Se il locale va rifatto da zero, i lavori possono pesare più di metà del progetto. La parte in eccesso resta tutta a carico tuo.
Sottovalutare i permessi: Canna fumaria, impatto acustico, pratiche sanitarie: se arrivano tardi, slitta l'apertura e con lei i tempi del progetto finanziato.
Fare il piano d'impresa solo per il bando: Coperti, scontrino medio, costo del personale: se i numeri non reggono, Invitalia lo vede al colloquio.
Posso aprire un ristorante in un locale dove c'era già un ristorante?
Sì, il locale può avere avuto un'altra gestione, diverso è rilevare l'attività del gestore precedente, con avviamento e attrezzature: lì il rischio è che il ristorante non risulti un'attività nuova, e che le attrezzature usate non siano finanziabili. Come strutturare l'ingresso nel locale va deciso prima di firmare, non dopo.
Quanto costa davvero aprire un ristorante?
Dipende quasi tutto dal locale, un posto già a norma per la ristorazione e uno da adeguare possono differire di decine di migliaia di euro solo per impianti e lavori. Il budget va costruito sui preventivi reali, perché da quella cifra dipendono la strada da scegliere, la percentuale e la parte che resta a te.
Posso assumere personale con questi fondi?
No, il personale non è una spesa finanziabile. Esistono però incentivi separati per le assunzioni, soprattutto di giovani e donne, che riducono i contributi da versare. Se e come sommarli al fondo perduto dipende da come costruisci la squadra e da quando assumi.
Con il contributo devo anticipare tutto?
Non per forza, si può chiedere il pagamento a stati di avanzamento, presentando le fatture, oppure passare da un conto vincolato da cui vengono pagati i fornitori. Per un ristorante, con fornitori grandi e lavori lunghi, scegliere il sistema giusto pesa molto sulla cassa dei mesi prima dell'apertura.