Aprire un'attività al 100% a fondo perduto: dove è davvero possibile

Aprire un'attività al 100% a fondo perduto si può: dove, fino a quanto e chi ha i requisiti per farlo.

Su internet trovi decine di promesse: "apri la tua attività gratis", "contributi al 100%", "nessun anticipo". Poi leggi il bando e scopri che copre il 50%, che il resto è un prestito, o che la scadenza è passata da un anno.

Aprire un'attività al 100% a fondo perduto oggi è possibile davvero, ma solo in pochi casi precisi. Le due misure che lo permettono in tutta Italia sono Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro Nord, entrambe gestite da Invitalia. Coprono l'intera spesa di avvio fino a 40.000 o 50.000 euro, ma solo se hai meno di 35 anni e non hai un lavoro stabile. Vediamo dove valgono, fino a che cifra, e quando il 100% smette di essere 100%.

Cosa vuol dire "100% a fondo perduto"

Vuol dire che lo Stato ti rimborsa tutta la spesa ammessa e tu non restituisci niente, niente quota a tuo carico, niente prestito da rimborsare.

Attenzione a due cose però:

• il 100% vale sulle spese ammesse, non su tutto quello che ti serve. Affitto, bollette e merce restano fuori.

• c'è sempre un tetto. Sopra quella cifra, la parte in più la paghi tu o passi a un'altra formula con una percentuale più bassa.

Quindi la domanda giusta non è "esiste il 100%?", ma "fino a quanto e per che cosa?".

Dove si può: le due misure nazionali

Al Sud, con Resto al Sud 2.0. Vale in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il voucher copre il 100% fino a 40.000 euro, che diventano 50.000 con la maggiorazione per progetti innovativi, digitali o sostenibili.

Al Centro e al Nord, con Autoimpiego Centro Nord. Vale nelle altre dodici regioni, dal Lazio alla Valle d'Aosta. Il voucher copre il 100% fino a 30.000 euro, che diventano 40.000 con la maggiorazione.

Entrambe:

• sono aperte dal 15 ottobre 2025 e funzionano a sportello, finché ci sono fondi

• rispondono entro 90 giorni, senza graduatoria

• valgono per imprese, studi professionali e lavoro autonomo, in tutti i settori tranne agricoltura, pesca e acquacoltura

Chi può avere il 100%

Qui sta il filtro vero. Il voucher al 100% è riservato a chi:

• ha tra 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti

• è disoccupato, inoccupato, inattivo, iscritto a GOL oppure lavora con un reddito molto basso

• apre un'attività nuova, senza aver avuto negli ultimi 6 mesi un'attività con lo stesso codice ATECO

Se hai 40 anni, o un lavoro dipendente a tempo pieno, il 100% nazionale non è per te. Restano le misure regionali, che però raramente arrivano a coprire tutto.

E sopra il tetto?

Se il tuo progetto costa più di 40.000 o 50.000 euro, il voucher copre fino al tetto e il resto è tuo. Oppure passi al contributo per programmi di investimento, che copre una percentuale su progetti fino a 200.000 euro:

• al Sud il 75% fino a 120.000 euro e il 70% fino a 200.000

• al Centro Nord il 65% fino a 120.000 euro e il 60% fino a 200.000

Un esempio al Sud. Hai un progetto da 80.000 euro:

• con il voucher prendi al massimo 50.000 euro, e 30.000 li metti tu

• con il contributo prendi 60.000 euro, e 20.000 li metti tu

In questo caso il contributo rende di più, anche se non è "al 100%". Il 100% è la scelta migliore solo quando il progetto sta sotto il tetto del voucher.

Le misure regionali: chi arriva al 100%

Alcune regioni hanno misure per l'autoimpiego che coprono tutto, almeno sotto una certa soglia.

In Calabria è stata annunciata una misura contro il lavoro sommerso che copre il 100% delle spese fino a 50.000 euro e il 75% sopra quella cifra. Per ora è una pre informazione: lo sportello non è ancora aperto.

Le altre misure regionali per chi apre un'attività funzionano di solito in modo misto: una parte a fondo perduto e una parte con un prestito a tasso agevolato. Non sono al 100%, ma spesso sono aperte anche a chi ha più di 35 anni.

Il 100% non vuol dire zero euro in tasca

Questo è il punto che molti scoprono tardi.

Anche con il voucher al 100%, i soldi non ti arrivano tutti il primo giorno. Le strade sono due:

• rimborso a stato avanzamento: compri, paghi le fatture, e Invitalia ti rimborsa

• conto vincolato: apri un conto dedicato in cui versi almeno il 10% dell'agevolazione, Invitalia ci accredita i fondi e la banca paga direttamente i fornitori

In tutti e due i casi ti serve un po' di liquidità all'inizio. Non tanta, ma qualcosa sì. E poi ci sono le spese che il fondo perduto non copre mai: affitto, utenze, la prima merce, i contributi previdenziali.

Come capire se il 100% fa per te

Fatti tre domande:

1. Ho meno di 35 anni e sono senza un lavoro stabile? Se no, il 100% nazionale è escluso.

2. Il mio progetto sta sotto i 40.000 o 50.000 euro? Se sì, il voucher è quasi sempre la scelta migliore.

3. Ho componenti innovative, digitali o sostenibili reali? Se sì, puoi chiedere la maggiorazione da 10.000 euro.

Se rispondi sì a tutte e tre, oggi hai una delle condizioni più favorevoli in Italia per aprire un'attività.

Domande aperte

Il voucher copre anche l'IVA?

In genere l'IVA è un costo agevolabile solo se per te è davvero un costo, cioè se non puoi detrarla. Per la maggior parte delle partite IVA ordinarie non lo è. Cambia però per alcuni regimi e alcune attività, e cambia quanto ti resta in tasca: va verificato sul tuo inquadramento fiscale prima di fare i conti.

Posso avere il 100% e poi chiedere anche un bando regionale?

No, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro Nord non sono cumulabili con altri aiuti pubblici. Se nella tua regione c'è una misura che copre anche affitto o gestione, va confrontata con il voucher e scelta al suo posto, non insieme. Quale delle due ti lascia più soldi in tasca dipende da come è fatto il tuo progetto.

Il tetto da 50.000 euro è garantito se chiedo la maggiorazione?

No, la maggiorazione spetta solo se il progetto ha davvero le caratteristiche richieste, ad esempio una quota minima di spese innovative, digitali o sostenibili. Chiederla senza averne i requisiti abbassa la credibilità della domanda. Va capito prima se il tuo progetto ha i numeri per ottenerla.

Quanto ci mette ad arrivare il primo euro?

Invitalia risponde entro 90 giorni dalla domanda, poi dipende da come scegli di farti pagare: con il conto vincolato i fornitori vengono pagati più in fretta, con il rimborso devi prima anticipare tu. Organizzare la cassa dei primi mesi dipende da quanto puoi mettere all'inizio e da cosa devi comprare.

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