Resto al Sud 2.0: voucher fino a 50.000 euro o il 75% a fondo perduto per under 35 che aprono al Sud.

Vuoi aprire qualcosa di tuo nella tua regione, ma i conti non tornano.
Servono attrezzature, arredi, un gestionale, un sito, magari qualche lavoro nel locale e senza uno stipendio fisso nessuna banca ti finanzia per partire.
Resto al Sud 2.0 è la misura del Ministero del Lavoro, gestita da Invitalia, pensata proprio per questo: finanzia a fondo perduto chi ha meno di 35 anni, non ha un lavoro stabile e vuole avviare un'impresa, uno studio professionale o un'attività autonoma in una delle otto regioni del Sud. Puoi ottenere un voucher che copre il 100% delle spese fino a 50.000 euro, oppure un contributo del 75% su progetti fino a 200.000 euro. Senza restituire niente.
La misura ha una dotazione di 356,4 milioni di euro. Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025 e non ha una data di chiusura: resta aperto finché ci sono fondi.
Funziona a sportello, cioè senza graduatoria. Invitalia esamina le domande in ordine di arrivo e risponde entro 90 giorni. Se il tuo progetto è in regola e supera il punteggio minimo, viene finanziato. Chi presenta prima ha un vantaggio concreto: trova ancora fondi disponibili.
Puoi usarla per avviare:
• una ditta individuale o una società (snc, sas, srl anche semplificata)
• una cooperativa o una società tra professionisti
• un'attività da libero professionista o da lavoratore autonomo con partita IVA
Il primo Resto al Sud, chiuso nell'ottobre 2025, era aperto fino a 55 anni e funzionava a metà: una parte a fondo perduto e una parte con un prestito bancario da restituire.
Resto al Sud 2.0 cambia logica in tre punti:
• è tutto a fondo perduto: niente quota di prestito, niente rate
• è riservato agli under 35 senza un lavoro stabile, compresi i cosiddetti working poor, cioè chi lavora ma guadagna troppo poco
• ha due strade diverse a seconda della taglia del progetto: un voucher per gli avvii leggeri e un contributo per gli investimenti più strutturati
Se cerchi "Resto al Sud" oggi, è questa la misura attiva. La versione precedente non accetta più domande.
In sintesi, devi avere queste caratteristiche:
• età: tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti
• condizione lavorativa: inattivo, inoccupato, disoccupato, disoccupato nel programma GOL oppure working poor
• luogo: l'attività deve nascere in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia
• settore: tutti, tranne agricoltura, pesca e acquacoltura
• attività nuova: il progetto parte dopo la domanda, e negli ultimi 6 mesi non devi aver avuto un'attività con lo stesso codice ATECO
Se apri in società, i soci con i requisiti devono avere la maggioranza delle quote e dell'amministrazione. Le regole hanno parecchi dettagli che fanno la differenza tra una domanda accolta e una respinta: le trovi tutte, una per una, nella nostra guida ai requisiti di Resto al Sud 2.0.
Le due strade si escludono a vicenda. Scegli in domanda quale seguire.
Il voucher copre il 100% delle spese ammesse:
• fino a 40.000 euro
• fino a 50.000 euro se richiedi la maggiorazione, per progetti con componenti innovative, digitali, di sostenibilità o con consulenze tecnico specialistiche
Il contributo finanzia una percentuale dell'investimento:
• 75% per programmi fino a 120.000 euro
• 70% per programmi tra 120.000 e 200.000 euro
Tre esempi per capire cosa ottieni:
• Progetto da 35.000 euro: Con il voucher ti viene coperto tutto. Con il contributo avresti 26.250 euro. Qui il voucher non ha rivali.
• Progetto da 100.000 euro: Il voucher si ferma a 50.000 euro. Il contributo ti dà 75.000 euro, e i restanti 25.000 sono a tuo carico.
• Progetto da 180.000 euro: Solo il contributo ha senso: 126.000 euro a fondo perduto.
La soglia di pareggio sta intorno ai 67.000 euro di investimento: sotto, di solito conviene il voucher; sopra, il contributo. Tieni conto però che il contributo chiede un piano d'impresa completo e un colloquio con Invitalia.
Entrambe le strade rientrano nel regime de minimis, cioè il tetto di 300.000 euro di aiuti pubblici in tre anni per impresa.
Il cuore della misura sono gli investimenti per partire:
• macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi
• software, licenze, app, piattaforme digitali e servizi ICT
• sito web, brand digitale e beni immateriali ad alto contenuto tecnologico
• consulenze tecnico specialistiche, fino al 30% delle spese
• opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, solo con il contributo e fino al 50% delle spese
Restano fuori l'acquisto di immobili e terreni, gli affitti, le utenze, il personale, le materie prime e le consulenze legali, fiscali o per preparare la domanda. In pratica la misura paga ciò che ti serve per aprire, non quello che ti serve per stare aperto i primi mesi.
La domanda si presenta solo online, dall'area personale sul sito di Invitalia. Ti servono SPID, CIE o CNS, una firma digitale e una PEC.
I passaggi sono questi:
1. Scegli la strada: voucher o contributo.
2. Prepari il progetto: per il voucher basta una descrizione dell'iniziativa, per il contributo serve un piano d'impresa con i numeri.
3. Carichi i documenti: dichiarazioni sui requisiti, documenti di identità, eventuale atto costitutivo o partita IVA.
4. Invitalia valuta: controlla requisiti e spese, assegna un punteggio di merito (minimo 17 punti) e, per il contributo, ti convoca a un colloquio a distanza.
5. Ricevi i soldi a tranche: a stato avanzamento lavori, presentando le fatture, oppure tramite un conto vincolato da cui la banca paga direttamente i fornitori.
Il punteggio guarda alle tue competenze, al mercato a cui ti rivolgi, alla strategia commerciale e alla sostenibilità economica. Non basta avere i requisiti: il progetto deve stare in piedi.
Resto al Sud 2.0 vale solo nelle otto regioni del Mezzogiorno. Per chi apre nel resto d'Italia esiste una misura gemella, con requisiti simili e importi un po' più bassi: l'Autoimpiego Centro Nord.
Conta la sede dell'attività, non la tua residenza. Se vivi a Torino e torni ad aprire a Bari, usi Resto al Sud 2.0.
Se hai meno di 35 anni, non hai un lavoro stabile e vuoi aprire al Sud, sì: oggi è una delle misure più generose per chi parte da zero. Non chiede garanzie, non chiede un prestito e, con il voucher, non ti lascia nemmeno una quota a carico.
Non fa per te se hai già un'attività avviata, se lavori in agricoltura o nella pesca, o se il progetto supera i 200.000 euro. E non è automatica: serve un progetto credibile, con numeri che reggono, e per il contributo un colloquio da preparare sul serio.
Ho già avuto il vecchio Resto al Sud: posso chiedere anche il 2.0?
Non c'è un divieto esplicito legato alla vecchia misura, ma due regole pesano molto: non devi aver avuto un'attività con lo stesso codice ATECO negli ultimi 6 mesi, e devi trovarti oggi in una delle condizioni lavorative richieste. Chi ha un'impresa ancora attiva aperta con il vecchio Resto al Sud quasi sempre non rientra. Se l'hai chiusa, dipende da quando e da cosa vuoi aprire adesso.
Meglio il voucher o il contributo per un progetto da 60.000 euro?
Sulla carta il voucher ti dà 50.000 euro e il contributo 45.000, quindi vince il voucher. Ma per ottenere i 50.000 serve la maggiorazione, che richiede componenti innovative, digitali o di sostenibilità reali nel progetto. Senza, il voucher si ferma a 40.000 euro e il calcolo si ribalta. Prima di scegliere va capito se il tuo progetto ha davvero i numeri per la maggiorazione.
Quanto tempo passa dalla domanda ai soldi?
Invitalia risponde entro 90 giorni. Poi, con il contributo, la prima quota arriva dopo almeno 3 mesi dalla concessione e dopo che hai presentato fatture per almeno il 30% delle spese. Tradotto: devi poter anticipare una parte dei costi, oppure usare il conto vincolato. Come organizzare la cassa dei primi mesi dipende molto da quanto puoi mettere tu all'inizio.
Posso sommare Resto al Sud 2.0 a un bando della mia regione?
In alcuni casi sì, purché la stessa spesa non venga finanziata due volte. Molte regioni del Sud hanno misure per l'autoimpiego pensate per lo stesso pubblico, come FUSESE in Calabria. Combinarle bene può coprire un progetto più grande; combinarle male porta alla revoca di uno dei due aiuti. Va valutato sul tuo progetto, spesa per spesa.