Senza lavoro in Basilicata? Fino a 36.000 euro a tasso zero per aprire: chi accede, spese, domanda.

In Basilicata esiste un prestito a tasso zero pensato proprio per i disoccupati: si chiama Fondo Microfinanza FSE+, è gestito da Sviluppo Basilicata per conto della Regione e finanzia da 5.000 a 36.000 euro per aprire un'impresa o un'attività da libero professionista. Niente interessi, niente spese e, se apri da solo, niente garanzie.
Il requisito che decide tutto è lo stato di disoccupazione alla data della domanda. Devi essere iscritto al Centro per l'Impiego e aver firmato la DID, cioè la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.
Rientri tra i disoccupati anche se lavori ma guadagni poco: fino a 8.500 euro lordi l'anno come dipendente, fino a 5.500 euro lordi come autonomo. Chi ha già una partita IVA in questa fascia può candidarsi solo per un'attività diversa, cioè con un codice ATECO di un'altra divisione, e deve cancellare quello vecchio.
Gli altri requisiti per chi apre da solo:
C'è poi un vincolo che sorprende molti: l'impresa non deve essere già costituita. Se hai già aperto la partita IVA o registrato la società, anche se è inattiva, la domanda non è accoglibile. La partita IVA si apre dopo, quando arriva l'esito positivo.
Il fondo è diviso in linee, e in domanda indichi a quale ti candidi.
La riserva per le donne e la linea giovani non cambiano le condizioni del prestito, che restano identiche per tutti. Cambiano la platea e, per le società, i settori in cui puoi operare. Se sei under 35 e vuoi confrontare con altre opzioni, qui trovi una panoramica sui finanziamenti a tasso zero per aprire un'impresa sotto i 35 anni. Se sei una donna, vale lo stesso discorso per i finanziamenti a tasso zero per l'imprenditoria femminile.
Puoi candidarti come lavoratore autonomo (ditta individuale o libero professionista) oppure come società da costituire: società di persone, cooperativa, SRL o SRL semplificata.
In società le regole cambiano in tre punti:
Attenzione a un dettaglio della linea over 35. Se la società è formata in maggioranza da over 35, il progetto deve valorizzare le risorse del territorio: agroalimentare, forestale, turismo e cultura, risorse ambientali e paesaggistiche, energia, economia verde. Il vincolo non vale per le imprese femminili né per quelle giovanili.
È un mutuo chirografario, cioè senza ipoteca, da 5.000 a 36.000 euro.
Un esempio concreto: con 30.000 euro, dopo un anno di pausa, restituisci circa 417 euro al mese per sei anni. Ricorda però che è un debito, non un contributo: torna indietro tutto. Se hai dubbi su cosa convenga di più, qui trovi la differenza tra tasso zero e fondo perduto.
Il prestito rientra nel regime de minimis, il tetto di 300.000 euro di aiuti pubblici in tre anni per impresa. Per una nuova attività di solito non è un problema, ma va dichiarato. Se vuoi capire come funziona, ecco cos'è il regime de minimis.
Il prestito copre sia gli investimenti sia i costi dei primi mesi, con una regola di equilibrio: le spese di investimento devono superare il 50% del programma.
Tra gli investimenti rientrano:
Tra le spese di gestione:
Due vantaggi poco noti. L'IVA è finanziabile, perché le spese si calcolano al lordo. E puoi comprare beni usati, a patto che il venditore dichiari che negli ultimi sette anni non hanno ricevuto contributi pubblici e che il prezzo sia sotto quello del nuovo.
Restano fuori auto e moto, anche gli N1 con quattro posti, leasing, terreni e immobili, pagamenti in contanti e consolidamento di debiti.
Se rilevi un'attività esistente, il trasferimento d'azienda è ammesso: l'acquisto del ramo o dei beni può arrivare al massimo al 50% degli investimenti, mentre il solo acquisto di quote societarie non è finanziabile.
La domanda si presenta a sportello: le pratiche vengono esaminate in ordine di arrivo, dalle 8:00 del 20 maggio 2024 fino alle 17:00 del 30 giugno 2029 o fino a esaurimento dei fondi.
Ti servono SPID di livello 2 (oppure CIE o CNS), una PEC intestata a te e la firma digitale. Accedi alla piattaforma Centrale Bandi della Regione, compili il modulo e alleghi:
Puoi presentare una sola domanda.
Prima c'è un controllo formale su firma, documenti e requisiti. Poi la valutazione di merito, che comprende un colloquio con Sviluppo Basilicata, in presenza o in videochiamata. Non presentarti significa essere valutato solo sulle carte.
Il punteggio massimo è 70 e per passare servono almeno 35, con tre soglie minime da rispettare tutte insieme:
L'esito arriva entro 60 giorni dalla domanda, salvo sospensioni per integrazioni.
Con l'esito positivo hai 45 giorni per aprire la partita IVA o costituire la società, dimostrare di avere il locale a disposizione e indicare un conto corrente dedicato. Poi firmi il contratto nella sede di Sviluppo Basilicata e ricevi il bonifico.
Da quel momento hai 12 mesi per completare gli acquisti, avviare l'attività e sostenere le spese di gestione. Alla fine serve una perizia asseverata di un professionista iscritto all'albo, con foto dei beni e del poster informativo esposto nel locale.
Aprire la partita IVA prima della domanda. È la causa di esclusione più banale e più frequente. Prima si candida, poi si apre.
Un piano costruito solo sulle spese di gestione. Se affitto e merci pesano più degli investimenti, il programma non rispetta la soglia del 50%.
Sottovalutare il colloquio. La soglia sulla coerenza tra profilo e attività si gioca lì: devi dimostrare di conoscere il mestiere e i numeri del tuo progetto.
Pagare in contanti. Ogni spesa deve essere tracciabile, sul conto dedicato, con il codice CUP in fattura.
Se sei disoccupato, residente in Basilicata e il tuo progetto sta sotto i 36.000 euro, è difficile trovare condizioni migliori: costo del denaro zero, un anno senza rate e nessuna garanzia se apri da solo.
Non conviene se ti serve un capitale più alto e non hai un piano per coprire la differenza, o se il tuo progetto è quasi solo ristrutturazione. E va affrontato con realismo: la rata arriva comunque dopo dodici mesi, anche se l'attività non è ancora a regime.
Ho un lavoro part time: posso candidarmi?
Dipende dal reddito. Se lo stipendio lordo annuo non supera 8.500 euro, per l'avviso sei considerato disoccupato. Il punto delicato è come si calcola quel reddito e come si documenta, perché un errore qui fa cadere la domanda in fase formale, quando è ormai troppo tardi per rimediare.
Voglio aprire con mio fratello: conviene la società o la ditta individuale?
La ditta individuale non richiede garanzie, la società sì. Ma la scelta dipende anche dai requisiti di entrambi, dalla linea su cui vi candidate e dai vincoli settoriali della linea over 35. È una decisione da prendere prima della domanda, perché dopo non si cambia.
Posso usarlo insieme a un contributo a fondo perduto?
Sì, la misura è cumulabile, ma la somma degli aiuti sulle stesse spese non può superare il 100% del costo. Combinare bene due strumenti può coprire un progetto più grande di 36.000 euro, a patto di assegnare a ciascuno le spese giuste.
Quanto tempo passa dalla domanda ai soldi sul conto?
Sulla carta 60 giorni per l'esito, più 45 per i documenti e il tempo per la firma. In pratica conviene contare su qualche mese e preparare il locale e i fornitori nel frattempo, senza però fatturare nulla prima dell'apertura della partita IVA, altrimenti la spesa non è ammissibile.