Bando Arche requisiti: ATECO sezione C, comune ammesso, de minimis

La prima cosa che vuoi sapere di un bando non è quanto vale. È se sei tu quello che può chiederlo, prima di metterci due settimane di lavoro.
Sul bando Arche i requisiti sono cinque, sono tutti eliminatori e vanno posseduti alla data di presentazione della domanda. Se ne manca uno, la domanda non passa l'istruttoria, e non c'è punteggio che compensi. Qui trovi cosa chiede ognuno, dove si nascondono le sorprese e quale requisito taglia fuori più imprese di quanto sembri.
Nessuno di questi è un criterio di merito. Sono tutte porte chiuse o aperte, e si controllano prima di aprire un file di progetto.
La sezione C della classificazione ATECO raccoglie le attività manifatturiere, è una sezione larga: alimentare, tessile, legno, carta, chimica, gomma e plastica, metallurgia, prodotti in metallo, elettronica, macchinari, mezzi di trasporto, mobili, e la manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature.
Restano fuori, per definizione, servizi e commercio. Un'impresa che distribuisce macchinari non è manifatturiera, invece un'impresa che li produce sì.
Il punto delicato è un altro: quale attività viene letta. Il requisito parla di almeno una delle attività della sezione C, ma un'impresa in visura ha spesso un codice prevalente e diversi secondari, e non sempre quello che fai davvero nello stabilimento coincide con quello che c'è scritto. Su come ragionano gli enti quando guardano i codici, abbiamo scritto una guida dedicata.
Se il tuo codice prevalente non è in sezione C ma una parte della tua produzione lo è, la verifica va fatta sui documenti prima della domanda, non dopo.
Qui c'è la notizia che nella finanza agevolata italiana quasi non si vede mai: l'avviso parla espressamente di imprese di qualsiasi dimensione.
Non sei tagliato fuori se hai superato i parametri di PMI. Non ti serve dimostrare di essere micro, piccola o media. Nella stragrande maggioranza dei bandi la dimensione dell'impresa è il primo filtro e il più brutale: qui semplicemente non c'è.
Per una media impresa strutturata che ha smesso di guardare i bandi perché "tanto sono tutti per le PMI", questo da solo giustifica una verifica.
Il contributo è concesso in regime de minimis. Vuol dire che il massimale è di 300.000 euro su tre anni, calcolato sull'impresa unica: non sulla singola società, ma sull'insieme delle imprese legate tra loro da rapporti di controllo.
Due conseguenze pratiche.
La prima: se negli ultimi tre anni hai già incassato aiuti in de minimis, quello che ti resta è la differenza. Il tetto dei 300.000 euro del bando è un massimo teorico, non il tuo. Su come funziona il conteggio e cosa ci rientra davvero, qui trovi la guida al regime de minimis.
La seconda, quella che sorprende di più: il plafond è condiviso nel gruppo. Se controlli altre società e una di loro ha già usato il de minimis, quella capienza è stata consumata anche per te.
Il conto va fatto prima di costruire il progetto, non dopo. Vederselo ridurre a istruttoria conclusa, quando i preventivi sono già firmati, è il modo peggiore di scoprirlo.
Oltre ai cinque requisiti, ci sono due paletti che vale la pena conoscere subito.
Una sola domanda per impresa: se hai più unità produttive dentro il perimetro, devi sceglierne una. E siccome il comune determina l'ambito e quindi il plafond su cui concorri, la scelta ha un peso concreto: ne parliamo nell'articolo sui comuni ammessi.
Le spese già agevolate con la precedente edizione della misura: non rientrano, se hai già partecipato alla precedente edizione, il perimetro delle spese candidabili va ricostruito voce per voce.
Il mio codice prevalente non è in sezione C, ma produco davvero. Posso partecipare?
Il requisito parla di almeno una delle attività della sezione C, quindi in linea generale una manifattura svolta e correttamente registrata è quello che conta. Il problema è quasi sempre documentale: cosa risulta in visura per quella unità produttiva, come è classificata l'attività che ci svolgi, e se le due cose coincidono. È una verifica che si fa sui documenti e che conviene chiudere prima di iniziare a raccogliere preventivi, perché se il disallineamento c'è, sistemarlo richiede tempo.
Ho già preso altri contributi, quanto mi resta davvero?
Dipende da quali di quei contributi erano in de minimis e quali no, perché non tutti i bandi lo sono e il tuo registro può contenere voci ambigue. E dipende dal perimetro del gruppo: due società che consideri separate possono essere una sola impresa unica ai fini del massimale. Il conto si fa sul registro, non a memoria, ed è il primo controllo che facciamo su ogni richiesta che arriva.
Sono una grande impresa, c'è davvero nessun limite di dimensione?
Sull'ammissibilità no: l'avviso è esplicito. Quello che cambia per un'impresa strutturata è il peso relativo del contributo e il tema del de minimis, perché un gruppo articolato consuma il plafond più in fretta di una singola società. La domanda utile non è se puoi partecipare, ma quanto ti resta di capienza e come conviene distribuirla tra le società del gruppo.
I cinque requisiti si controllano in mezz'ora con la visura e il registro degli aiuti alla mano.
Per il quadro completo della misura, parti dalla guida al bando per le attività manifatturiere di Lazio e Marche. Se invece vuoi sapere quanto porteresti a casa, il conto è nell'articolo su quanto vale il contributo.