Aprire un bar a fondo perduto: quanto copre il voucher, quando conviene il contributo e cosa resta a tuo carico.

Hai trovato il locale giusto, magari sotto casa, e hai già in testa il bancone, la macchina del caffè, i tavolini fuori. Poi fai due conti: attrezzature, arredi, lavori, impianti. La cifra sale in fretta, e se non hai un lavoro stabile nessuna banca te la presta.
Aprire un bar a fondo perduto si può, se hai meno di 35 anni e non hai un lavoro stabile. Le misure sono due, gemelle: Resto al Sud 2.0 se apri in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, e Autoimpiego Centro Nord se apri nelle altre dodici regioni. Entrambe sono gestite da Invitalia e non chiedono di restituire niente. Quanto ottieni dipende da dove apri e da quanto costa il tuo bar.
Entrambe le misure hanno due strade, e devi sceglierne una.
Il voucher copre il 100% delle spese, senza quota a tuo carico:
• al Sud fino a 40.000 euro, o 50.000 con la maggiorazione
• al Centro Nord fino a 30.000 euro, o 40.000 con la maggiorazione
La maggiorazione spetta ai progetti con una parte significativa di spese innovative, digitali o per il risparmio energetico. Per un bar può voler dire cassa e gestionale in cloud, sistemi di ordinazione digitale, attrezzature ad alta efficienza energetica.
Il contributo copre una percentuale di un investimento più grande:
• al Sud il 75% fino a 120.000 euro, il 70% fino a 200.000
• al Centro Nord il 65% fino a 120.000 euro, il 60% fino a 200.000
Il resto lo metti tu, con risorse tue o un finanziamento.
Le misure pagano quello che serve per aprire:
• banco bar, vetrine refrigerate, macchina del caffè, macinadosatori, lavastoviglie, fabbricatore di ghiaccio
• tavoli, sedie, arredi interni e dehors, purché nuovi
• cassa, gestionale, software e sito
• impianti, come quello elettrico o di climatizzazione
• opere edili di ristrutturazione del locale, solo con il contributo e fino al 50% delle spese
Restano fuori l'affitto, le utenze, il personale, la merce da vendere (caffè, bevande, alimenti), le attrezzature usate e l'acquisto del locale. In pratica il fondo perduto ti aiuta ad aprire il bar, non a tenerlo aperto i primi mesi.
Il punto chiave per un bar sono i lavori. Se il locale va rifatto, il voucher non li copre e la scelta cambia. Tre esempi con budget ipotetici:
Bar piccolo in un locale già a norma: 35.000 euro di attrezzature e arredi.
Al Sud il voucher copre tutto. al Centro Nord copre 30.000 euro, o tutto se ottieni la maggiorazione. Il contributo darebbe molto meno: 26.250 euro al Sud, 22.750 al Centro Nord. Vince il voucher.
Bar medio con qualche lavoro: 70.000 euro, di cui 20.000 di opere edili.
Il voucher non copre i lavori: nel migliore dei casi ti paga i 50.000 euro di attrezzature e ti lascia i 20.000 di opere. Il contributo vale 52.500 euro al Sud e 45.500 al Centro Nord, calcolati su tutto il progetto, lavori compresi. Qui conviene il contributo.
Bar caffetteria completo: 150.000 euro tra lavori, impianti e arredi.
Solo il contributo ha senso: 105.000 euro al Sud, 90.000 al Centro Nord. I restanti 45.000 o 60.000 sono a carico tuo, e vanno pianificati prima.
La soglia di pareggio tra le due strade sta intorno ai 62.000 euro di investimento al Centro Nord e ai 67.000 al Sud. Sotto, di solito conviene il voucher. Sopra, il contributo.
Per entrambe le misure devi avere:
• età: tra 18 anni compiuti e 35 non ancora compiuti
• condizione lavorativa: disoccupato, inoccupato, inattivo o iscritto al programma GOL. Al Sud rientra anche chi lavora ma guadagna molto poco
• un'attività nuova: il bar non deve aver ancora iniziato a operare, e negli ultimi 6 mesi non devi aver avuto un'attività con lo stesso codice ATECO
Se apri in società, chi ha i requisiti deve avere la maggioranza delle quote e dell'amministrazione. Tutti i dettagli sono nelle schede su Resto al Sud 2.0 e su Autoimpiego Centro Nord.
Le due misure nazionali non fanno per te, ma restano strade più piccole. Alcune regioni e alcuni comuni hanno bandi per chi apre un'attività commerciale, a volte senza limiti di età. A Milano, per esempio, il bando per le botteghe di quartiere copre il 75% dell'investimento e aggiunge 10.000 euro per l'affitto dei primi mesi, se apri in un locale sfitto fuori dalla circonvallazione.
Sono misure che cambiano molto da un territorio all'altro. Il confronto con il 100% del voucher te lo spiego nella guida su dove si può davvero aprire un'attività al 100% a fondo perduto.
Firmare l'affitto e partire con i lavori prima della domanda: Le spese fatte prima non rientrano, e un bar già operativo non è più un'attività nuova.
Scegliere il voucher quando il locale va rifatto: Se metà del budget sono lavori, il voucher ti lascia scoperta proprio la parte più pesante.
Comprare attrezzature usate: Una macchina del caffè rigenerata costa meno, ma non è finanziabile.
Dimenticare la cassa dei primi mesi: Affitto, merce e stipendi non sono coperti. Il bar deve reggersi da subito sulle sue gambe.
Posso rilevare un bar che esiste già?
Le misure finanziano attività nuove, quindi il subentro in un bar avviato è un caso delicato. Conta come viene strutturata l'operazione, cosa compri, quale codice ATECO aveva il vecchio gestore e se l'attività risulta davvero nuova. In molti casi conviene chiudere e ripartire da zero, in altri si perde il bando. Va guardato prima di firmare qualsiasi cosa.
Quanto costa davvero aprire un bar?
Non esiste una cifra unica: un chiosco e una caffetteria in centro sono due progetti diversi. Le voci che spostano di più il conto sono i lavori nel locale, la canna fumaria se cucini, gli impianti e il banco su misura. Il budget va costruito sui preventivi del tuo locale, perché è da lì che dipende anche la scelta tra voucher e contributo.
Ho già lavorato come barista: posso aprire lo stesso?
Sì, aver lavorato da dipendente nel settore non ti esclude. Conta la tua situazione lavorativa al momento della domanda e il fatto di non aver avuto un'attività tua con lo stesso codice negli ultimi 6 mesi. Se oggi hai ancora un contratto, anche part time, va verificato se rientri.
Con il contributo devo anticipare tutti i soldi?
Non necessariamente. Le misure pagano a stati di avanzamento, presentando le fatture, oppure tramite un conto vincolato da cui vengono pagati i fornitori. Quale dei due sistemi ti lascia meno scoperto dipende da quanto puoi mettere tu all'inizio e da come sono distribuite le spese nel tempo.