Cosa puoi comprare con il voucher per avviare un'attività

Cosa puoi comprare con il voucher per avviare un'attività: spese ammesse, spese escluse e regole da rispettare.

Hai ottenuto, o speri di ottenere, il voucher per aprire la tua attività. Adesso arriva la domanda pratica: con quei soldi cosa ci compro? Il forno sì, ma il primo carico di farina? Il computer sì, ma l'affitto del locale? E il commercialista che ti aiuta con la domanda?

Le due misure di Invitalia per chi si mette in proprio, Resto al Sud 2.0 per il Mezzogiorno e Autoimpiego Centro Nord per le altre regioni, coprono a fondo perduto fino al 100% delle spese di avvio. Ma solo di alcune spese. Sapere prima quali sono ti evita di costruire un progetto che poi, in fase di rendicontazione, perde pezzi.

La logica: si paga quello che serve per aprire

Le due misure seguono la stessa idea. Finanziano i beni e i servizi che ti servono per far nascere l'attività, cioè l'investimento iniziale. Non finanziano quello che ti serve per tenerla aperta nei mesi successivi.

Ogni spesa deve essere strettamente legata alla nuova attività. Un computer va bene se lavori al computer, un'auto difficilmente.

Le spese ammesse

Con il voucher, sia al Sud sia al Centro Nord, puoi comprare:

• macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica

• arredi, anche questi nuovi

• software, licenze, app e piattaforme digitali, insieme ai servizi informatici

• sito web, marchio e branding

• competenze e know how su prodotti e processi ad alto contenuto tecnologico

• consulenze tecnico specialistiche, fino al 30% delle spese

Un esempio concreto: per un'officina che ripara biciclette elettriche puoi finanziare banco di lavoro, attrezzi, arredi, gestionale e sito per le prenotazioni. Quasi tutto quello che serve il giorno dell'apertura.

La spesa che cambia tra voucher e contributo

C'è una voce che il voucher non copre e il contributo sì: le opere edili, cioè ristrutturazione e manutenzione straordinaria del locale. Con il contributo per programmi di investimento puoi finanziarle fino al 50% delle spese del progetto.

Questo pesa molto nella scelta tra le due strade. Se il tuo locale va rifatto, il voucher al 100% potrebbe non essere la soluzione più conveniente, anche se sulla carta copre di più. Gli importi delle due strade li trovi nelle schede di Resto al Sud 2.0 e di Autoimpiego Centro Nord.

Le spese escluse

Restano fuori, con entrambe le misure:

• acquisto di immobili e terreni

• affitti e utenze

• personale, compresi i primi dipendenti

• materie prime, semilavorati e merce da rivendere

• leasing

• consulenze legali, fiscali e quelle per preparare la domanda

Sono proprio le voci che pesano di più nei primi mesi, per questo serve un piano per la cassa anche quando il voucher copre il 100% dell'investimento.

Le regole sugli acquisti

Non basta comprare la cosa giusta. Devi comprarla nel modo giusto.

Dopo la domanda, non prima: Il progetto deve partire dopo la presentazione della richiesta. Un macchinario comprato il mese prima non rientra.

Beni nuovi: Niente usato, neanche se in ottime condizioni.

Pagamenti tracciabili: Bonifici e strumenti che lasciano traccia, con fatture intestate all'attività. I contanti non si rendicontano.

Tempi di realizzazione: Al Centro Nord hai 9 mesi per completare il progetto con il voucher, prorogabili a 12, e 16 mesi con il contributo, prorogabili a 20.

Beni vincolati: Al Sud i beni finanziati non possono essere spostati dalla sede, venduti o usati per altro per 3 anni dopo la fine del progetto.

La maggiorazione: 10.000 euro per spese specifiche

Il tetto del voucher sale di 10.000 euro, a 50.000 al Sud e a 40.000 al Centro Nord, se il progetto ha certe caratteristiche. Al Centro Nord le condizioni sono due, in alternativa:

• almeno il 20% delle spese riguarda beni o servizi innovativi, digitali, per la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico

• almeno metà della maggiorazione va in consulenze tecnico specialistiche di un ente del terzo settore, per innovazione, prototipi o certificazioni ambientali ed energetiche

Al Sud la logica è la stessa: componenti innovative, digitali, sostenibili o consulenze tecnico specialistiche. In tutti e due i casi la maggiorazione va chiesta espressamente in domanda.

Gli errori più comuni sulle spese

Mettere in progetto spese escluse: Un preventivo per l'affitto o per la merce non viene ammesso e abbassa la qualità della domanda.

Comprare prima del tempo: È l'errore più frequente e non si recupera.

Sforare il tetto delle consulenze: Oltre il 30% delle spese, la parte in eccesso non viene riconosciuta.

Pagare in modo non tracciabile: Anche una spesa giusta, pagata male, va persa in rendicontazione.

Domande aperte

Il voucher copre anche l'IVA?

In genere l'IVA è agevolabile solo se per te è un costo vero, cioè se non puoi detrarla. Per la maggior parte delle partite IVA ordinarie non lo è. Cambia per alcuni regimi e alcune attività e cambia il conto finale: va verificato sul tuo inquadramento fiscale.

Posso comprare un'auto o un furgone?

Dipende da quanto il mezzo è legato all'attività, un furgone attrezzato per un'officina mobile è una cosa, un'auto per spostarti è un'altra. La valutazione si fa sulla funzione del bene nel progetto, e va argomentata bene in domanda.

Posso pagare un corso di formazione con il voucher?

La formazione generica non rientra tra le spese tipiche, le misure finanziano invece competenze e know how ad alto contenuto tecnologico e consulenze tecnico specialistiche. Capire se quello che ti serve rientra in queste voci dipende da cosa offre il fornitore e da come si lega al progetto.

Cosa succede se in rendicontazione una spesa non viene accettata?

Quella spesa resta a tuo carico e il contributo si riduce di conseguenza,se la spesa esclusa era importante per il progetto, può mettere in difficoltà l'intero piano. Per questo conviene costruire l'elenco delle spese con le regole davanti, prima di presentare la domanda.

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