Come fare domanda per il fondo perduto sull'avvio d'impresa

Come fare domanda per il fondo perduto sull'avvio d'impresa: strumenti, documenti, valutazione e tempi.

Hai i requisiti, hai l'idea, hai fatto due conti. Poi apri il sito di Invitalia e ti trovi davanti a una piattaforma, una lista di dichiarazioni sostitutive, un piano d'impresa da compilare e la parola "PEC" ripetuta ovunque. È il momento in cui molti si fermano.

La domanda per Resto al Sud 2.0 e per Autoimpiego Centro Nord, le due misure di Invitalia che finanziano a fondo perduto chi si mette in proprio, non è impossibile. Ma ha una sequenza precisa, e un errore in un passaggio può costarti l'intera pratica. Vediamo cosa ti serve, cosa carichi e cosa succede dopo l'invio.

Prima di tutto: gli strumenti

La domanda si presenta solo online, nell'area personale sul sito di Invitalia. Prima di iniziare ti servono tre cose:

• un'identità digitale: SPID, CIE o CNS per accedere

• una firma digitale, per firmare la domanda e le dichiarazioni

• una PEC, che Invitalia usa per tutte le comunicazioni ufficiali

Se non le hai, procurale per prime. La firma digitale in particolare richiede qualche giorno.

Prima scelta: voucher o contributo

Prima di compilare qualsiasi cosa devi decidere quale strada seguire, perché cambia tutto il resto della domanda.

• Il voucher copre il 100% delle spese fino a 40.000 euro al Sud e 30.000 al Centro Nord, con 10.000 euro in più se chiedi la maggiorazione.

• Il contributo copre una percentuale su progetti fino a 200.000 euro e finanzia anche i lavori nel locale.

Per il voucher basta una descrizione dell'iniziativa, per il contributo serve un piano d'impresa completo, con numeri, mercato e sostenibilità. Le cifre esatte sono nelle schede di Resto al Sud 2.0 e di Autoimpiego Centro Nord.

Seconda scelta: la forma giuridica

La domanda va inviata con la forma giuridica già decisa: ditta individuale, lavoro autonomo, libera professione, società o cooperativa. Non si cambia a metà strada.

Se hai già aperto la partita IVA o costituito la società, devi rispettare la finestra di tempo prevista: l'attività deve essere ancora inattiva e avviata da pochissimo. Al Sud vale il mese della domanda o quello prima, al Centro Nord il mese precedente. Il dettaglio dei requisiti è nella guida su chi può accedere.

I documenti da preparare

Per Resto al Sud 2.0 carichi:

• la descrizione dell'iniziativa per il voucher, o il piano d'impresa per il contributo

• le dichiarazioni sostitutive sui requisiti dell'iniziativa e su quelli personali

• le dichiarazioni antiriciclaggio, sul casellario e sulle procedure concorsuali

• il documento di identità di chi presenta la domanda

• l'atto costitutivo e lo statuto, oppure il certificato di attribuzione della partita IVA

• l'estratto del conto vincolato o dedicato, con gli eventuali versamenti

• se ce l'hai, l'attestato di fine corso del percorso formativo ENM

Per Autoimpiego Centro Nord l'elenco è più corto: documento di identità, piano d'impresa, certificato dello stato di disoccupazione e dati camerali.

Poi compili sulla piattaforma il modulo di domanda vero e proprio.

Cosa succede dopo l'invio

Le domande vengono esaminate in ordine di arrivo, senza graduatoria, ed entro 90 giorni. Finché ci sono fondi, chi è in regola viene finanziato.

Al Sud la valutazione ha tre passaggi:

1. Controllo formale: Invitalia verifica che la domanda sia completa e che le spese siano ammissibili.

2. Colloquio solo per il contributo: una videochiamata con te ed eventuali soci, convocata via PEC con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso.

3. Punteggio: Invitalia valuta competenze, presidio tecnico del progetto, analisi di mercato, strategia e sostenibilità. Serve un minimo di 17 punti, sia per il voucher sia per il contributo.

Al Centro Nord ci sono un controllo formale e una valutazione di merito. Se vieni ammesso, partecipi a un percorso di tutoring obbligatorio con quattro incontri di verifica e supporto.

Dopo l'ammissione

Una volta approvata la domanda, realizzi il progetto e chiedi i pagamenti. Le strade sono due: il rimborso, presentando fatture già pagate, oppure il conto vincolato, da cui la banca paga direttamente i fornitori.

Gli errori che fanno perdere la domanda

Aprire la partita IVA nel momento sbagliato: Troppo presto e sei fuori dalla finestra, attività già operativa e la domanda è inammissibile.

Scrivere un progetto generico: Il punteggio guarda a mercato, competenze e sostenibilità. Una descrizione vaga non arriva ai 17 punti.

Non controllare la PEC: La convocazione al colloquio arriva lì. Mancarla significa perdere un passaggio decisivo.

Comprare prima della domanda: Le spese valgono solo se fatte dopo l'invio.

Domande aperte

Posso preparare la domanda da solo?

Sì, la piattaforma è aperta a tutti e non serve un intermediario. Il punto è la qualità: la descrizione o il piano d'impresa decidono il punteggio, e le dichiarazioni vanno compilate senza errori. Quanto sia fattibile farlo da soli dipende da quanto è semplice il tuo progetto e da quanto conosci i numeri della tua attività.

Come si prepara il colloquio con Invitalia?

Il colloquio serve a capire se conosci davvero il tuo progetto: clienti, prezzi, concorrenza, tempi. Non è un esame di teoria, ma va preparato sui punti deboli del tuo piano. Quali domande aspettarsi dipende da come è scritto il piano e da cosa lascia aperto.

Se la domanda viene respinta posso ripresentarla?

Dipende dal motivo del rifiuto. Un problema di documenti si può correggere, un requisito mancante no. E nel frattempo la tua situazione può cambiare, per esempio con la partita IVA che esce dalla finestra temporale. Prima di ripresentare va capito bene cosa non ha funzionato.

Quanto tempo serve per preparare tutto?

Dipende soprattutto dalla strada scelta, con il voucher il lavoro principale è la descrizione dell'iniziativa e i preventivi, con il contributo serve un piano d'impresa completo. A questo si aggiungono i tempi per firma digitale, PEC e certificati. Organizzare il calendario sul tuo caso evita di arrivare all'invio di corsa.

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