FUSESE Calabria: 73.000 euro a fondo perduto per chi è senza lavoro

FUSESE: 50% a fondo perduto fino a 73.000 euro, il resto a tasso zero, più tutoraggio da 2.000 euro.

Sei disoccupato da tempo e l'idea di aprire qualcosa di tuo ti sembra l'unica strada rimasta, ma anche la più impraticabile: senza reddito non ottieni credito, e senza credito non parti. È un circolo che le misure ordinarie non rompono, perché tutte partono dal presupposto che tu abbia qualcosa da mettere.

FUSESE è costruito esattamente sul presupposto opposto. È lo strumento finanziario della Regione Calabria gestito da Fincalabra, con una dotazione di 43,1 milioni di euro, rivolto a chi ha maggiori difficoltà di inserimento lavorativo.

Chi può accedere

Il destinatario è definito con precisione: disoccupati di lunga durata, soggetti con difficoltà di inserimento lavorativo o a rischio di disoccupazione prolungata.

Rientrano cittadini, liberi professionisti e progetti non ancora costituiti.

Lo status non si autocertifica a parole: va documentato con atti che arrivano dal Centro per l'impiego. È il primo requisito da sistemare, e quello che richiede più tempo.

Quanto vale

Il meccanismo somma tre componenti.

Contributo a fondo perduto: 50% dell'investimento ammissibile, con tetti differenziati per forma giuridica:

  • Ditta individuale o lavoro autonomo: 38.000 euro
  • Società di persone: 73.000 euro

Prestito a tasso zero. Copre il resto dell'intervento.

Tutorship e mentorship del valore di 2.000 euro, fornite da Fincalabra. Non sono denaro che ricevi: sono servizi di accompagnamento.

L'importo complessivo richiedibile va da 10.000 a 148.000 euro.

La differenza tra i due tetti è netta e merita una riflessione: costituire una società di persone invece di una ditta individuale quasi raddoppia il contributo massimo a fondo perduto. È una scelta che va fatta all'inizio, valutando anche gli aspetti fiscali e di responsabilità, ma il dato economico è rilevante.

Cosa puoi finanziare

Il perimetro è tra i più ampi tra i bandi di autoimpiego:

attrezzature e macchinari, impianti di produzione, arredi, software e digitalizzazione, certificazioni, brevetti, licenze, registrazione di marchi, formazione, marketing, ricerca di mercato, partecipazione a fiere ed eventi, personale dipendente e consulenze, polizze assicurative, spese amministrative e legali, logistica, affitto, utenze, studi di fattibilità, spese generali.

La presenza di affitto, utenze, polizze e personale consente di coprire anche la gestione dei primi mesi, che per chi parte da una condizione di disoccupazione è la fase più delicata.

Come si presenta la domanda

La domanda si compila online sulla piattaforma dedicata.

C'è una particolarità sulle firme che va letta con attenzione: la domanda deve essere firmata digitalmente dal richiedente e olograficamente dai soci, a pena di irricevibilità. È una combinazione insolita e un errore su questo punto non è sanabile.

È obbligatorio indicare un indirizzo PEC. La domanda ha valore di autocertificazione ed è soggetta a imposta di bollo, da dichiarare e conservare.

I documenti da allegare:

Dal Centro per l'impiego

  • percorso lavoratore, per dimostrare lo status di lavoratore svantaggiato o molto svantaggiato
  • patto di servizio, che attesti la profilazione GOL e la disponibilità alla formazione

Identità

  • documento di identità valido e codice fiscale

Spese

  • preventivi per impianti, macchinari, attrezzature e le altre voci indicate

I due documenti del Centro per l'impiego sono il collo di bottiglia: vanno richiesti con anticipo, perché dipendono da un appuntamento e da tempi che non controlli.

La regola di una sola domanda

È ammessa una sola domanda per impresa.

Puoi presentarne una nuova solo in tre casi:

  • la prima è stata non ammessa
  • l'impresa ha rinunciato formalmente
  • l'impresa ha rimborsato un precedente finanziamento ricevuto sullo stesso avviso

Significa che non puoi provare, vedere come va e ripresentare corretta. La prima domanda è quella buona.

Tempi dello sportello

Lo sportello ha aperto il 16 aprile alle ore 10:00. La chiusura è stabilita dal Comitato Investimenti in base alla disponibilità finanziaria, con comunicazione ufficiale sui portali.

Non c'è quindi una data di scadenza fissa: la finestra si chiude quando le risorse si esauriscono. Le domande incomplete, fuori termine o irregolari sono irricevibili.

Errori più comuni

Sbagliare le firme. Digitale per il richiedente, olografa per i soci. L'irricevibilità è esplicita.

Presentare domanda senza i documenti del Centro per l'impiego. Sono la prova del requisito soggettivo. Senza, non c'è pratica.

Scegliere la ditta individuale senza valutare l'alternativa. Il tetto passa da 38.000 a 73.000 euro con la società di persone. Su un progetto significativo la differenza è sostanziale.

Considerare i 2.000 euro di tutorship come contributo. Non sono erogati all'impresa: sono servizi.

Presentare una domanda approssimativa contando di riprovare. È ammessa una sola domanda per impresa.

Dimenticare l'imposta di bollo. Va dichiarata e conservata.

Vale la pena

Per chi rientra nei requisiti soggettivi, è uno degli strumenti più completi disponibili: metà dell'investimento non torna indietro, il resto è a tasso zero, e c'è un accompagnamento strutturato.

La combinazione di fondo perduto e prestito a tasso zero significa che l'investimento è coperto per intero, ma che una parte resta debito da restituire. Va inserita nel piano.

Il vincolo più rilevante è che la misura non è cumulabile. Chi ha già ottenuto altre agevolazioni, o sta valutando bandi paralleli, deve scegliere.

Il caso in cui non è lo strumento adatto è chi non rientra nella definizione di lavoratore svantaggiato: il requisito è la ragione stessa della misura e non c'è margine interpretativo.

Domande aperte

Come si dimostra lo status di lavoratore svantaggiato o molto svantaggiato?

Attraverso il percorso lavoratore rilasciato dal Centro per l'impiego e il patto di servizio con la profilazione GOL. Le due categorie, svantaggiato e molto svantaggiato, hanno criteri distinti basati su durata della disoccupazione, età, titolo di studio e altre condizioni. Capire in quale si rientra prima di avviare la pratica evita di scoprire tardi che il requisito non è soddisfatto.

Conviene la società di persone per il tetto più alto?

Sul piano del contributo massimo sì, il divario è di 35.000 euro. Ma la società di persone comporta responsabilità patrimoniale dei soci, adempimenti diversi e la necessità di avere almeno due persone realmente coinvolte. Costituirla solo per il contributo, con un socio di comodo, è una scelta che crea problemi successivi sia sul piano dei controlli sia su quello dei rapporti.

Quando chiude lo sportello?

Non c'è una data prefissata: la chiusura è decisa dal Comitato Investimenti in base alla disponibilità finanziaria. Con una dotazione di 43 milioni la capienza è ampia, ma il ritmo di assorbimento non è prevedibile dall'esterno. Presentare presto resta la strategia corretta.

Il prestito a tasso zero prevede garanzie?

La scheda descrive la struttura dell'intervento, con il 50% a fondo perduto e il resto a tasso zero, senza specificare il regime di garanzie sulla componente di prestito. È un elemento che incide sulla fattibilità reale per chi parte da una condizione di disoccupazione, e va chiarito con il soggetto gestore prima di impostare l'operazione.

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