Neoimpresa copre fino al 75% degli investimenti, 80% per startup innovative, con garanzia pubblica.

Hai aperto da pochi mesi, o stai per farlo, e ti servono 80.000 euro per impianti e attrezzature. Vai in banca e ti trovi davanti al problema strutturale di chi inizia: nessuno storico creditizio, nessun bilancio, nessuna garanzia patrimoniale da offrire. Il progetto è valido ma il tuo profilo, per come lo legge una procedura standard, è quello di un soggetto senza passato.
Neoimpresa è la linea di finanziamento che Intesa Sanpaolo dedica proprio alle imprese di nuova costituzione e alle startup innovative. Non è un contributo pubblico e va restituito, ma cambia due cose: la percentuale di investimento coperta e il modo in cui viene gestita la garanzia.
Un finanziamento a medio lungo termine destinato a imprese di nuova costituzione o a startup innovative, pensato per sostenere i costi di avvio e sviluppo.
Va detto subito: non c'è fondo perduto. Restituisci tutto, con gli interessi. Il vantaggio non è nel costo del denaro ma nell'accessibilità, e in particolare nella possibilità di attivare la garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI, che è lo strumento pubblico che permette alla banca di prestare a chi non ha garanzie proprie.
Questo è il cuore della misura.
Le percentuali si calcolano sugli investimenti documentati, IVA esclusa. È un dettaglio che sposta i numeri: su un investimento da 100.000 euro più IVA, la base di calcolo resta 100.000 euro e l'IVA la anticipi comunque tu.
L'importo minimo del finanziamento è di 10.000 euro.
La differenza tra 75% e 80% sembra piccola ma su 100.000 euro di investimento significa 5.000 euro di mezzi propri in meno da trovare. Per una startup in avvio non è irrilevante, ed è uno dei motivi concreti per cui l'iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese ha un valore che va oltre l'immagine.
Il perimetro copre investimenti materiali e immateriali:
impianti, macchinari, attrezzature, marchi, brevetti, software e digitalizzazione, pubblicità e promozione, partecipazione a fiere ed eventi, servizi.
C'è poi una quota destinata al capitale circolante, fino a un massimo del 20% del finanziamento. È la parte che serve a coprire scorte e gestione dei primi mesi, e in una nuova impresa è spesso la più critica, perché i costi corrono mentre gli incassi non sono ancora a regime.
Il finanziamento si può strutturare in tre modi, e la scelta va fatta in base al tipo di investimento.
Tasso variabile. Il costo segue l'andamento dei parametri di mercato. Se i tassi scendono paghi meno, se salgono paghi di più.
Tasso fisso. La rata resta la stessa per tutta la durata. Costa tipicamente di più in partenza ma ti dà un numero certo su cui costruire le previsioni.
Stato avanzamento lavori. L'erogazione non avviene in un'unica soluzione ma per tranche, man mano che il progetto procede. È la forma adatta quando l'investimento ha fasi distinte, per esempio lavori edilizi seguiti da installazione di impianti: paghi interessi solo su quanto effettivamente erogato.
Il percorso è bancario, non amministrativo. Ti rivolgi alla banca presentando la richiesta di finanziamento corredata dalla documentazione necessaria.
La banca valuta il merito creditizio e, se richiesto, inoltra la domanda di garanzia al Fondo di Garanzia per le PMI. In caso di esito positivo si stipula il contratto e l'importo viene erogato, anche a stato avanzamento se previsto dal piano di investimento.
La differenza rispetto a un bando è totale: non ci sono graduatorie né punteggi pubblici, c'è una valutazione creditizia. Quello che conta è la solidità del piano, la coerenza dei preventivi e la capacità prospettica di rimborso.
Vale la pena capirlo, perché è il pezzo che rende possibile l'operazione.
Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento pubblico che garantisce una parte del finanziamento. Per la banca significa ridurre il rischio, e quindi poter erogare a un'impresa che altrimenti non avrebbe il profilo. Per te significa non dover offrire garanzie reali, come un'ipoteca su un immobile, e in molti casi evitare garanzie personali.
Non è automatico: la garanzia va richiesta e concessa, e l'operazione si perfeziona solo dopo.
Presentarsi senza preventivi documentati. La copertura si calcola sugli investimenti documentati. Preventivi generici o stime approssimative riducono la base finanziabile.
Contare sul circolante oltre il limite. La quota destinata al capitale circolante è al massimo il 20%. Chi costruisce il piano pensando di finanziare soprattutto la gestione corrente scopre tardi che il grosso deve essere investimento.
Non avere i mezzi propri. Il 20% o 25% a carico tuo è una condizione, non un'indicazione. Vanno dimostrati.
Scegliere il tasso senza fare i conti. Su una durata medio lunga la differenza tra fisso e variabile può valere migliaia di euro. È una scelta che merita una simulazione, non una preferenza istintiva.
Trattarlo come un'agevolazione. È un debito. Va inserito nel piano finanziario come uscita, con la rata che pesa sui primi anni, proprio quelli in cui l'attività è più fragile.
Dipende dall'alternativa che hai.
Se stai confrontando Neoimpresa con un bando pubblico a tasso zero o a fondo perduto, il bando è quasi sempre più conveniente sul piano economico. Il problema dei bandi è che hanno finestre, graduatorie e tempi lunghi.
Neoimpresa ha un vantaggio diverso: la disponibilità. Non aspetti l'apertura di uno sportello, non corri contro altri candidati, e i tempi dipendono dall'istruttoria bancaria. Per chi deve partire adesso, questa differenza conta.
La combinazione più sensata, quando è possibile, è usare lo strumento bancario per la parte di fabbisogno che non può aspettare e affiancare un bando sulle spese compatibili. Va però verificato caso per caso: questa linea risulta non cumulabile, quindi la sovrapposizione va studiata prima e non improvvisata.
Il caso in cui non conviene è l'impresa che ha un fabbisogno molto contenuto e accesso a misure regionali di microcredito a tasso zero: lì il confronto economico è netto.
Devo essere già costituito per chiedere il finanziamento?
La linea si rivolge a imprese di nuova costituzione e a startup innovative, quindi presuppone un soggetto esistente con partita IVA e iscrizione camerale. Chi è ancora in fase di progetto ha strumenti pubblici più adatti, che ammettono la domanda prima della costituzione. La sequenza tra costituzione, richiesta e avvio delle spese va impostata bene, perché condiziona anche l'eventuale accesso futuro ad altri incentivi.
La garanzia pubblica copre tutto il finanziamento?
No, il Fondo di Garanzia interviene su una percentuale dell'operazione, che varia in base alla tipologia di finanziamento e al soggetto. La parte non garantita resta rischio della banca, e su quella la valutazione del merito creditizio è piena. È il motivo per cui un piano finanziario solido conta anche quando la garanzia c'è.
Posso usarlo insieme a un contributo regionale sullo stesso investimento?
La cumulabilità va verificata su entrambi i lati, perché sia lo strumento bancario sia il bando regionale possono avere vincoli. Il caso tipico in cui si crea un problema è quando lo stesso bene viene finanziato due volte oltre le intensità massime consentite: succede più spesso di quanto si pensi e viene rilevato in fase di controllo, non di domanda.
Quanto dura il finanziamento?
Si tratta di una linea a medio lungo termine, con durata che si definisce in base al piano di investimento e alla valutazione della banca. La variabile da governare non è la durata in sé ma il rapporto tra durata, rata e flussi di cassa previsti nei primi due anni di attività, che sono quelli in cui una nuova impresa fatica di più.