CresciSI Start Up: fino a 500.000 euro con garanzia pubblica obbligatoria

CresciSI: da 30.000 a 500.000 euro per startup innovative, con garanzia del Fondo PMI sull'intera operazione.

Sei una startup innovativa iscritta alla sezione speciale, hai il prodotto che funziona e i primi clienti, e ti servono 200.000 euro per comprare hardware, assumere e costruire le scorte. Non vuoi diluire ulteriormente e i bandi che hai trovato coprono solo una parte, o hanno tempi che non ti puoi permettere.

CresciSI è la linea di Mediocredito Centrale dedicata a questo scenario. È un finanziamento, quindi va restituito con gli interessi, ma ha una caratteristica che lo rende accessibile a chi non ha garanzie: l'intervento del Fondo di Garanzia PMI è obbligatorio su tutta l'operazione.

Chi può accedere

Startup innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese. L'iscrizione non è un dettaglio formale: è il requisito che apre la porta.

La dimensione ammessa è micro o piccola impresa. È previsto un parametro sul valore della produzione, che va verificato sul proprio bilancio o sulla dichiarazione dei redditi.

Il prodotto è disponibile su tutto il territorio nazionale.

Quanto vale e a quali condizioni

L'importo va da 30.000 a 500.000 euro.

Il finanziamento è chirografario, cioè senza ipoteca, a tasso variabile. Il TAN è dato dall'Euribor più uno spread fisso fino al 6%.

Questo è il punto da capire bene, perché determina quanto ti costa davvero. Se l'Euribor sale, le rate aumentano. Se scende, il costo diminuisce, ma non scende mai sotto lo spread. Lo spread è il pavimento: anche con Euribor a zero paghi comunque fino al 6%.

Non c'è fondo perduto. Il prestito va restituito interamente, con interessi e spese. Il vantaggio è la garanzia pubblica, che facilita l'accesso al credito a chi altrimenti non lo otterrebbe. Va detto con chiarezza, perché il nome e la collocazione tra gli incentivi possono trarre in inganno.

Le due finalità, con durate diverse

Il prodotto si articola su due destinazioni e la scelta cambia la durata massima.

Investimenti materiali e immateriali. Durata fino a 72 mesi, comprensiva del preammortamento tecnico e di eventuali preammortamenti ordinari concessi dalla banca. L'erogazione può avvenire a stato avanzamento lavori, con pagamento diretto ai fornitori.

Scorte e altre esigenze finanziarie di medio lungo periodo. Durata massima 60 mesi, oltre il preammortamento tecnico. Piano rateale mensile o trimestrale.

Durante il preammortamento paghi solo le rate di interessi. È la fase che alleggerisce i primi mesi, quando l'investimento non ha ancora prodotto ricavi.

La condizione che blocca più operazioni: i mezzi propri

È obbligatorio un apporto minimo di mezzi propri pari al 20%, interamente versato prima della stipula.

La base di calcolo cambia a seconda della finalità:

  • per gli investimenti: 20% del piano finanziario
  • per il circolante: 20% dell'importo finanziato

L'apporto si realizza tramite aumento di capitale sociale oppure finanziamento soci postergato, cioè un prestito dei soci che in caso di difficoltà viene rimborsato dopo gli altri creditori.

Due elementi qui contano più di quanto sembri. Il primo è "interamente versato prima della stipula": non è un impegno a versare, sono soldi che devono essere già in azienda. Il secondo è che la documentazione di quell'apporto, atto di aumento capitale o accordo di finanziamento soci postergato, è tra i documenti richiesti.

Cosa puoi finanziare

Il perimetro è tra i più ampi disponibili:

attrezzature e macchinari, impianti di produzione, acquisto immobili, opere edili e ristrutturazione, software e digitalizzazione, brevetti, licenze, registrazione di marchi, certificazioni, formazione, consulenze, studi di fattibilità, ricerca di mercato, partecipazione a fiere ed eventi, servizi, spese amministrative e legali, logistica, affitto, utenze, spese generali.

Per una startup tecnologica significa poter costruire un piano che comprende insieme hardware, licenze software, protezione della proprietà intellettuale e le spese di struttura dei primi mesi.

Come si presenta la domanda

Il canale è digitale. Accedi al portale EasyPMI, ti registri e presenti la richiesta online. Dopo la registrazione sei affiancato dagli esperti della banca nella compilazione, e puoi monitorare lo stato della pratica in tempo reale nell'area personale.

Per imprese con fatturato superiore a 10 milioni di euro è previsto il canale diretto tradizionale tramite rete commerciale.

I documenti da preparare sono:

  • visura camerale aggiornata, con l'iscrizione alla sezione speciale come startup innovativa
  • documento di identità e codice fiscale del legale rappresentante
  • bilancio o dichiarazione dei redditi, se disponibile
  • documentazione dell'apporto di mezzi propri: atto di aumento di capitale o finanziamento soci postergato
  • business plan o piano finanziario dettagliato
  • documentazione sui requisiti di startup innovativa

Come viene valutata

La concessione è soggetta alla valutazione della banca, che comprende istruttoria sul merito creditizio e verifica dei requisiti.

Non sono indicate tempistiche dichiarate per l'istruttoria o per l'esito. È una differenza rilevante rispetto ai bandi pubblici, che di solito fissano un termine: qui i tempi dipendono dalla pratica e dal carico.

L'operazione si perfeziona solo dopo la concessione della garanzia del Fondo, che è obbligatoria per l'intera operazione.

Errori più comuni

Presentarsi senza aver versato i mezzi propri. È la causa più frequente di operazioni che si fermano alla stipula. Il versamento va pianificato con settimane di anticipo, perché un aumento di capitale richiede passaggi notarili.

Sottovalutare il tasso variabile. Uno spread fino al 6% su 72 mesi incide in modo significativo. Va simulato in tre scenari, non solo con i tassi attuali.

Confondere il prodotto con un'agevolazione a fondo perduto. Si restituisce tutto.

Chiedere il massimo senza un piano che lo regga. L'istruttoria è creditizia: la banca guarda la capacità di rimborso prospettica. Un importo sovradimensionato rispetto ai flussi previsti riduce le probabilità di esito positivo.

Perdere lo status di startup innovativa durante l'operazione. L'iscrizione alla sezione speciale ha durata limitata e requisiti da mantenere. Un decadimento in corso d'opera crea problemi.

Vale la pena

Per una startup innovativa che ha bisogno di capitale di debito e non vuole diluire, è uno strumento coerente: importi fino a mezzo milione, durate lunghe, perimetro di spesa ampio e garanzia pubblica che rende possibile l'operazione senza patrimonio da offrire.

Il confronto va però fatto con le alternative pubbliche. Smart&Start Italia, per fare l'esempio più diretto, finanzia l'80% del piano a tasso zero, con una quota a fondo perduto per le sedi al Sud. Su un fabbisogno da 300.000 euro la differenza di costo tra tasso zero e Euribor più spread è sostanziale.

CresciSI resta più interessante in due casi: quando i tempi contano e non puoi aspettare un'istruttoria pubblica, e quando hai già usato altre misure non cumulabili. Lo strumento è cumulabile con altre agevolazioni, il che lo rende utilizzabile come complemento su spese non coperte da un bando.

Domande aperte

Posso accedere se sono PMI innovativa e non startup innovativa?

Il prodotto è dedicato alle startup innovative iscritte alla sezione speciale. Le PMI innovative sono una categoria distinta, con requisiti diversi, e per loro esistono linee differenti. Capire in quale delle due categorie rientri, e se convenga il passaggio dall'una all'altra, è una valutazione che incide su diversi strumenti contemporaneamente.

Il finanziamento soci postergato conta come mezzi propri?

Sì, è una delle due modalità ammesse insieme all'aumento di capitale. La differenza tra le due non è solo formale: incide sulla struttura patrimoniale, sul rapporto con futuri investitori e sul modo in cui la società appare in una due diligence. La scelta va fatta guardando anche ai round successivi, non solo all'operazione in corso.

Cosa succede se l'Euribor sale molto durante i 72 mesi?

La rata aumenta, perché il tasso è variabile senza tetto dichiarato. La protezione possibile passa da strumenti di copertura o dalla scelta di durate più brevi, ma entrambe hanno un costo. È il tipo di valutazione che va fatta prima della stipula confrontando scenari, non dopo.

Quanto pesa davvero il business plan in un'istruttoria bancaria?

Pesa in modo diverso rispetto a un bando. Qui non genera punteggio: serve a dimostrare che i flussi futuri sostengono la rata. Un piano con previsioni ottimistiche non aumenta le probabilità, le riduce, perché chi valuta applica i propri scenari prudenziali e nota subito lo scarto.

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