Bando Arche spese ammissibili: opere, macchinari e software. Fuori consulenze, leasing e usato.

Il preventivo che hai sul tavolo non è la domanda, tra i due c'è un filtro e su un bando che copre fino al 100% delle spese quel filtro è l'unica cosa che decide quanto incassi davvero.
Le spese ammissibili del bando Arche sono investimenti veri: opere, beni strumentali nuovi, immobilizzazioni immateriali. Non consulenze, non gestione, non scorte. Qui trovi cosa entra, cosa resta fuori e le tre condizioni che fanno cadere anche le voci che a prima vista sembrano a posto.
Prima delle singole voci di spesa, il progetto. L'investimento deve rientrare in almeno uno di questi cinque ambiti, e ne basta uno:
È un perimetro largo, e la presenza dell'ambito immobile lo rende diverso dalla maggior parte delle misure sul manifatturiero: qui le opere murarie sul capannone sono candidabili, mentre altrove sono la prima voce esclusa.
Quattro categorie di spesa:
L'installazione che segue il macchinario è dentro. È un dettaglio che vale qualche migliaio di euro su ogni impianto e che spesso finisce fuori dal preventivo perché nessuno la chiede separata.
L'elenco delle esclusioni è secco: consulenze, leasing, beni usati, terreni e fabbricati, scorte e materie prime, formazione, trasporto, imposte e tasse.
Due meritano un commento, perché sono quelle che fanno più danni.
Le consulenze: Su molti bandi la consulenza specialistica è una voce agevolabile, a volte la principale. Qui no. E il punto critico non è la consulenza fatturata come tale, che si riconosce subito: è quella annidata dentro il contratto del fornitore, la voce "assistenza alla progettazione" che viaggia insieme all'impianto. In istruttoria si scorpora e cade.
Il leasing: Se stai pensando di prendere il macchinario in leasing perché è come lo hai sempre comprato, quella strada qui non porta contributo. La forma di acquisto va decisa prima di firmare, non dopo.
Sulla logica generale con cui un ente legge un elenco di spese, qui trovi come ragionare sulle spese ammissibili di un bando.
Anche una voce che sta nell'elenco può cadere se non rispetta queste tre condizioni. Sono cumulative: servono tutte e tre.
La terza è quella su cui si inciampa di più, soprattutto sui beni immateriali: un software portato a costo nell'esercizio non è una immobilizzazione, e quindi non è una spesa ammissibile.
Qui c'è la parte più interessante dell'avviso, e vale la pena rileggerla due volte.
Sono ammesse le spese sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028. Non è la classica regola per cui l'investimento deve partire dopo la domanda: un investimento già avviato, o addirittura già concluso dentro quella finestra, può rientrare.
Per un'impresa che ha rifatto una linea produttiva nel 2025 pagandola di tasca propria, questo cambia completamente il senso della verifica. L'attenzione va spostata sui documenti: "spesa sostenuta" ha un significato preciso in rendicontazione e non coincide automaticamente con la data della fattura o dell'ordine. È una verifica che si fa carte alla mano.
Posso mettere in domanda il capannone che sto ristrutturando?
Le opere murarie e impiantistiche strumentali sono ammissibili, quindi in linea generale sì. Il confine da guardare è tra opera e immobile: terreni e fabbricati sono esclusi, le opere sul fabbricato no. Su un cantiere reale questa linea passa dentro il computo metrico, voce per voce, e va disegnata prima di candidare l'importo pieno. Se hai il computo, si guarda insieme.
Il mio fornitore mi fattura macchinario e messa in servizio insieme. Va bene?
L'installazione è ammissibile, quindi la fattura unica non è di per sé un problema. Lo diventa se dentro quella voce ci sono attività che il bando esclude, tipicamente consulenza, progettazione o formazione all'uso. La soluzione è quasi sempre semplice e sta a monte: chiedere al fornitore un preventivo che separi le voci. Farlo prima costa una telefonata, farlo dopo significa rimettere mano alla rendicontazione.
Ho comprato un impianto nel 2025. Rientra davvero?
La finestra parte dall'8 maggio 2024, quindi la data non è un ostacolo. Quello che va verificato è la documentazione: come e quando la spesa è stata sostenuta, come il bene è stato iscritto in bilancio, chi era il fornitore. Sono tre controlli su documenti che hai già, e danno una risposta certa in poco tempo. Vale la pena farli prima di costruire il resto del progetto intorno a quella voce.
Il progetto si costruisce partendo dai preventivi, non dal tetto del bando.
Per il quadro completo, parti dalla guida al bando per le attività manifatturiere di Lazio e Marche. Per capire come si presenta e con quali tempi, il dettaglio è nell'articolo su come fare domanda.