Fino a 10.000 euro a fondo perduto per la doppia transizione di imprese a Lucca, Massa-Carrara e Pisa.
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Hai un'impresa a Lucca, Massa-Carrara o Pisa e sai che dovresti digitalizzare i processi o ridurre i consumi, ma ogni volta finisce in fondo alla lista. Il preventivo c'è, il tempo no, e l'investimento da solo pesa.
Una parte di quella spesa te la copre la Camera di Commercio. Il voucher doppia transizione Toscana Nord-Ovest 2026 mette 2 milioni di euro a fondo perduto per chi innova in chiave digitale ed ecologica. Ti spiego a chi spetta, quanto vale davvero e perché qui i tempi contano più del solito.
Il bando parla alle imprese con sede legale in una delle tre province della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest: Lucca, Massa-Carrara e Pisa. La sede deve esserci al momento della domanda e restare fino alla liquidazione del contributo.
Possono partecipare micro, piccole e medie imprese, ma anche cooperative, startup e PMI innovative. Il settore non è un filtro: vanno bene manifattura, artigianato, servizi, commercio.
Servono però i requisiti in ordine:
C'è un'esclusione facile da sottovalutare: chi ha già ricevuto, per lo stesso intervento e le stesse spese, il voucher transizione digitale, ecologica e sistemi di sicurezza 2025, qui non può ripresentarsi sulle medesime voci.
Il contributo è a fondo perduto, quindi non lo restituisci. Copre il 50% delle spese ammissibili, con una spesa minima di progetto di 2.000 euro.
Il tetto del contributo cambia in base alla dimensione:
In pratica, per arrivare al contributo massimo di 10.000 euro devi sostenere una spesa di progetto di 20.000 euro, e ne recuperi la metà.
Il bando lavora in regime de minimis, cioè dentro il tetto di aiuti pubblici che la tua impresa può ricevere in tre esercizi. Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni, nei limiti delle regole sugli aiuti di Stato. La dotazione complessiva è di 2 milioni di euro, divisa in due plafond distinti: 1,5 milioni riservati alle imprese sotto i 10 dipendenti e 500.000 euro per le altre.
Qui c'è il cuore del bando, ed è anche il punto dove molte domande prendono la strada sbagliata. Ogni progetto deve collegarsi ad almeno una tecnologia abilitante della Transizione 5.0. Parliamo di intelligenza artificiale, IoT, cloud, big data, robotica avanzata, manifattura additiva, blockchain, realtà aumentata e virtuale, sistemi gestionali come ERP, MES, CRM, e soluzioni digitali per energia e sostenibilità.
Su questa base, sono ammesse:
Restano fuori i siti vetrina, l'hardware di base non collegato alle tecnologie 5.0, i beni usati, le consulenze ordinarie come quelle fiscali, contabili o legali, i consumabili e gli adeguamenti a norme di legge. La vendita online vale solo se il sito è davvero operativo, con catalogo e pagamento immediato. Le spese contano dal 1° gennaio 2026.
Hai già un preventivo in mano e non sai se rientra tra le tecnologie ammesse? È la domanda giusta da farsi prima di spendere. Verifichiamolo insieme.
Attenzione alla meccanica, perché spiazza chi è abituato al fondo perduto a sportello.
Le domande si presentano dall'8 al 17 luglio 2026. Una finestra di dieci giorni, e questa è la prima cosa da segnare in agenda. Ma la fretta da sola non basta.
Il motivo è che non è un click day. È una graduatoria a punteggio. Le domande ammissibili vengono ordinate in base alle premialità, e ogni condizione vale un punto: impresa resiliente, startup o PMI innovativa, rating di legalità, impresa femminile, certificazione della parità di genere, società Benefit. A parità di punteggio vince chi ha l'investimento ammissibile più alto, poi conta il protocollo di arrivo.
Tradotto: vince chi unisce due cose, presentare in fretta e presentare bene. Le premialità danno punti in graduatoria, non aumentano il contributo, quindi vanno dichiarate e documentate nel modo giusto. Un progetto preparato il giorno dell'apertura, con dieci giorni di finestra, parte già in svantaggio.
Diciamo le cose come stanno. Se avevi già in mente un investimento in digitalizzazione o in tecnologie per l'efficienza, e sei in una delle tre province, questo voucher vale il tempo di provarci. Metà della spesa coperta su un progetto che avresti fatto comunque è un risparmio reale.
Se invece non hai un progetto chiaro, o pensi a una spesa molto piccola, il conto cambia. La finestra è di soli dieci giorni e la graduatoria premia chi arriva con le premialità in ordine. Senza un progetto curato, anche con i requisiti a posto rischi di restare fuori.
Qui non basta essere eleggibile. Conta arrivare presto con un progetto che faccia punteggio, ed è esattamente la parte dove le domande fai da te perdono colpi. Lo vediamo ogni anno: nel 2025 abbiamo seguito 88 pratiche, e la differenza tra una che entra e una che resta fuori quasi mai è il bando in sé.
La mia spesa software rientra o no?
Dipende da cosa fa quel software. Se serve a implementare una tecnologia abilitante 5.0, in linea generale sì. Se è un semplice sito vetrina o un gestionale di base scollegato dall'innovazione, no. Il confine è sottile e si gioca su come descrivi il progetto e il collegamento alla tecnologia. È il tipo di valutazione che conviene fare prima di firmare il preventivo, non dopo.
Ho meno di 10 dipendenti: mi conviene comunque?
Spesso sì, perché il plafond riservato alle imprese minori è la fetta più grande, 1,5 milioni su 2. Il contributo massimo per te è 5.000 euro, su una spesa di 10.000. Se il tuo investimento è in quell'ordine di grandezza, il rapporto è interessante. Su quanto puntare e come impostare le premialità ti diciamo subito se hai margine, partendo dai tuoi numeri.
Ho già usato altri aiuti pubblici, posso accedere?
Di solito sì, perché qui conta il regime de minimis e quanto plafond ti resta nei tre esercizi. Il punto è capire quali dei tuoi aiuti passati rientrano davvero nel de minimis e quali no, perché un calcolo sbagliato può costarti la revoca mesi dopo. Su questo partiamo dalla tua situazione reale e ti diciamo se c'è spazio.
Se invece porti il tuo brand sui mercati esteri, dalla stessa Camera di Commercio trovi un'altra misura utile: qui ti spieghiamo il voucher fiere internazionali Toscana Nord-Ovest 2026.
Il voucher doppia transizione Toscana Nord-Ovest 2026 è un'occasione concreta per le imprese di Lucca, Massa-Carrara e Pisa che vogliono innovare in chiave digitale ed ecologica con lo Stato che ne paga metà. Fondo perduto al 50%, fino a 10.000 euro, una finestra di dieci giorni e una graduatoria che premia chi si prepara prima.
La differenza tra una domanda che entra e una che resta fuori non la fa il bando, la fa il progetto. Noi lo costruiamo ogni giorno per imprese come la tua: oltre 400 ci hanno già scelto.
Vuoi sapere se per la tua impresa vale la pena e come arrivare pronto all'8 luglio? Prenota una call con noi, partiamo dal tuo caso.