Firenze: 50% fino a 5.000 euro su spese già fatte, più 500 euro se sei società benefit.

Hai aperto da poco nella città metropolitana di Firenze e hai già speso: costituzione, arredi, attrezzature, gestionale, sito, magari il marchio. Quelle spese sono fatte e le fatture sono nel cassetto.
Questo bando è costruito esattamente per quella situazione. Non finanzia progetti futuri: rimborsa la metà di quello che hai già realizzato, fino a 5.000 euro.
La misura finanzia iniziative già realizzate nella sede legale o nell'unità operativa localizzata nell'area metropolitana fiorentina.
È pensata per coprire una fase di partenza già avviata, non per progetti da sviluppare dopo la domanda. È il contrario della maggior parte dei bandi, dove spendere prima di presentare domanda è l'errore che ti esclude.
Qui presenti le fatture di quello che hai fatto.
Contributo pari al 50% delle spese, con spesa minima di 2.000 euro e contributo massimo di 5.000 euro per impresa.
Per le imprese benefit è prevista una premialità aggiuntiva fissa di 500 euro, nel limite del 100% delle spese.
Il tetto di 5.000 euro si raggiunge con 10.000 euro di spesa. La dotazione complessiva è di 90.000 euro: a contributo pieno copre meno di venti imprese.
Micro, piccole e medie imprese e startup, con sede legale o unità operativa nella città metropolitana di Firenze.
Il bando ha un'attenzione dichiarata alla crescita di iniziative imprenditoriali giovani, capaci di trasformare competenze e know how in attività innovative con ricadute economiche e socioculturali sul territorio.
Il perimetro copre l'avvio e il funzionamento:
Ci sono tre esclusioni e condizioni da conoscere.
I mezzi di trasporto sono esclusi. Autoveicoli e altri mezzi non rientrano, in nessuna forma.
Per le neoimprese nate da passaggio generazionale sono ammessi solo beni non già compresi nell'atto di trasferimento. Non puoi rendicontare ciò che ti è stato ceduto.
Per sito e commercio elettronico è richiesta una reale operatività, verificabile in istruttoria. Un sito pubblicato ma vuoto, o un negozio online senza prodotti, non regge il controllo.
Si passa dalla piattaforma RESTART, con firma digitale, accedendo dalla sezione beneficiari con CNS o SPID dell'imprenditore, oppure tramite un intermediario delegato dalla sezione intermediari.
In piattaforma selezioni il bando, inserisci i dati, alleghi i documenti e firmi anche il modello riepilogativo generato dal sistema, che va reinserito nella pratica. È il passaggio in cui più domande restano incomplete.
I documenti da allegare:
Le quietanze sono obbligatorie: non basta la fattura, serve la prova del pagamento.
Questo bando ha una fase successiva che non si trova quasi mai altrove.
Le pratiche regolari ricevono il CUP, il codice unico di progetto, che va riportato sulle fatture. L'impresa integra le fatture con il CUP nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate.
Va poi compilato un questionario sulla sostenibilità, con il supporto dei Digital Promoter camerali.
Sono adempimenti post concessione che vanno messi in conto: il contributo non arriva senza averli completati.
La Camera esamina le domande in ordine cronologico di invio, verificando requisiti e completezza.
Le domande complete sono ammesse fino a esaurimento fondi e il provvedimento è adottato entro 60 giorni.
Non c'è valutazione di merito con punteggi: conta essere formalmente in regola e arrivare presto.
Non reinserire il modello riepilogativo firmato. La pratica resta incompleta.
Allegare fatture senza quietanze. Servono entrambe.
Rendicontare un veicolo. I mezzi di trasporto sono esclusi.
Presentare un sito non operativo. L'operatività è verificabile in istruttoria.
In caso di passaggio generazionale, rendicontare beni già ceduti. Sono esclusi per definizione.
Ignorare gli adempimenti sul CUP. Bloccano l'erogazione anche a contributo concesso.
Sì, e per una ragione specifica: rimborsa spese già sostenute. Non devi pianificare, non devi aspettare, non rischi di impegnarti su un progetto che poi non viene finanziato. Se hai le fatture, hai la pratica.
Cinquemila euro su un avvio d'impresa non risolvono nulla da soli, ma sono denaro che recuperi su uscite già fatte, con una procedura telematica.
Il limite è la dotazione ridotta, 90.000 euro, unita alla selezione cronologica.
La misura non è cumulabile, quindi va verificato che le stesse spese non siano già coperte da altri contributi.
Cosa qualifica un'impresa come benefit?
Le società benefit sono una forma giuridica specifica, che integra nello statuto finalità di beneficio comune accanto allo scopo di lucro e comporta obblighi di rendicontazione dedicati. La premialità è di 500 euro, quindi non giustifica da sola la scelta, ma per chi stava già valutando quella forma è un elemento che si aggiunge ad altri vantaggi reputazionali e di accesso ad altre misure.
Quali spese rientrano nella finestra temporale ammessa?
Il bando finanzia iniziative già realizzate, il che implica un periodo di riferimento entro cui le spese devono collocarsi. Individuare con precisione la data da cui le fatture sono ammissibili è il controllo che determina quanto della tua spesa effettiva riesci a rendicontare, e va fatto sul testo dell'avviso prima di preparare la pratica.
Come si dimostra l'operatività reale del sito o del negozio online?
La verifica avviene in istruttoria e riguarda il funzionamento effettivo, non l'esistenza del dominio. Nella pratica significa avere contenuti, catalogo, funzioni attive e, per il commercio elettronico, un processo di acquisto funzionante. Chi rendiconta un sito appena messo online rischia la decurtazione della voce.
Il canone di affitto per quanti mesi è ammesso?
L'affitto della sede rientra tra le spese ammissibili, ma l'arco temporale riconoscibile e il modo in cui si documenta, insieme al contratto di locazione richiesto tra gli allegati, sono elementi che incidono in modo significativo sull'importo finale. Per molte imprese l'affitto è la voce più consistente, quindi vale la pena impostarla correttamente fin dall'inizio.