Nuove Imprese Cosenza 2026: 10.000 euro a fondo perduto per aprire

Cosenza: 50% a fondo perduto fino a 10.000 euro per aprire, 60% se impresa femminile.

Stai per aprire in provincia di Cosenza e hai davanti la lista delle spese iniziali: costituzione, attrezzature, computer e gestionale, sito, registrazione del marchio, affitto della sede. Sono cifre che sommate superano facilmente i ventimila euro, tutte concentrate prima del primo incasso.

La Camera di Commercio di Cosenza copre metà di quella spesa, e non chiede di restituire nulla.

Chi può accedere

Il bando si rivolge a chi sta avviando una nuova impresa, comprese le persone che non hanno ancora costituito.

Il requisito territoriale è preciso: serve sede o unità locale nella provincia di Cosenza, dove gli interventi devono essere realizzati e utilizzati.

Il regime applicato è il de minimis e la misura non è cumulabile con altre agevolazioni.

Quanto vale

Il contributo è a fondo perduto e si calcola sull'importo complessivo dei preventivi di spesa ammessi, al netto dell'IVA.

  • Caso ordinario: Percentuale 50%, Contributo massimo 10.000 euro
  • Impresa femminile, oppure con imprenditore o socio diversamente abile: Percentuale 60%, Contributo massimo 10.000 euro

La spesa minima per accedere è di 4.000 euro.

Il tetto di 10.000 euro si raggiunge con 20.000 euro di spesa nel caso ordinario, e con circa 16.700 euro nel caso maggiorato. Oltre quelle soglie il contributo non cresce.

La dotazione complessiva è di 150.000 euro. È una cifra che, a contributo pieno, copre una quindicina di progetti. La tempestività conta molto.

Cosa puoi finanziare

Gli interventi devono essere strettamente funzionali all'attività da avviare:

  • costituzione e adempimenti iniziali
  • tutela di brevetti e marchi
  • beni strumentali nuovi e durevoli, comprese strutture rimovibili
  • hardware, soluzioni digitali e software
  • analisi di mercato
  • quote di ingresso in franchising
  • sviluppo di identità e comunicazione con strumenti online
  • canoni di locazione della sede
  • realizzazione di spazi di coworking
  • formazione obbligatoria e percorsi formativi per l'imprenditoria rivolta a cittadini stranieri

La presenza delle quote di franchising e dei canoni di locazione rende il bando utilizzabile anche da chi apre un'attività commerciale in affiliazione, che spesso resta fuori dalle misure sull'innovazione.

Cosa resta escluso

Non sono ammessi progetti in ambiti esclusi: tabacco, gioco d'azzardo e scommesse, sperimentazione con animali vivi, clonazione umana, puro sviluppo o gestione immobiliare, attività finanziarie di trading.

L'uso deve essere esclusivamente civile.

Le regole sugli acquisti che fanno perdere il contributo

Qui il bando è più rigido della media e vale la pena leggerlo con attenzione.

Gli acquisti e le attività devono essere avviati dopo l'invio della domanda. Una fattura datata prima rende quella spesa inammissibile.

Devono essere realizzati in coerenza con i preventivi presentati, senza variazioni della tipologia di investimento. Non puoi presentare un preventivo per un forno e poi comprare un impianto di refrigerazione.

I fornitori sono sostituibili solo per chiusura o indisponibilità non imputabile. Cambiare fornitore perché ne hai trovato uno più economico non è previsto.

La conseguenza pratica è che i preventivi non sono una stima: sono un impegno. Vanno costruiti con cura, perché ti legano.

Il termine per chiudere

Gli investimenti vanno completati e la richiesta finale inviata entro 180 giorni dalla pubblicazione dell'ammissione alla concessione.

Sei mesi sono sufficienti per acquisti e servizi, meno se il progetto include allestimenti o forniture con tempi lunghi.

Come si presenta la domanda

Si passa dalla piattaforma ReStart di InfoCamere. Accedi con SPID o CNS, completi il profilo con i dati obbligatori e selezioni il bando. Compili anagrafica e dichiarazioni, carichi gli allegati con firma digitale e salvi il riepilogo. Poi firmi digitalmente il riepilogo, lo ricarichi e invii la pratica, ricevendo via email il numero di protocollo.

Il doppio passaggio di firma sul riepilogo è il punto in cui più domande si bloccano: va previsto il tempo per farlo correttamente.

I documenti da allegare:

  • domanda di concessione del contributo
  • progetto imprenditoriale
  • preventivi di spesa degli investimenti previsti
  • documento di identità del futuro legale rappresentante
  • ricevuta di pagamento dell'imposta di 16 euro tramite PagoPA
  • dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti, se il dichiarante è diverso dal richiedente
  • dichiarazione sul regime forfettario, se applicabile

Come viene valutata

Le domande sono istruite a sportello in ordine cronologico di protocollazione. L'ufficio verifica ammissibilità e correttezza formale e approva graduatorie intermedie e finale fino a copertura della dotazione.

Non c'è valutazione di merito con punteggi: conta arrivare prima ed essere formalmente in regola.

C'è una regola sull'ultima posizione utile: se le risorse non bastano, il contributo viene ridotto in proporzione alle somme disponibili. Puoi quindi essere ammesso e ricevere meno di quanto chiesto.

Il procedimento si conclude di norma entro 120 giorni dalla data ultima di presentazione.

Errori più comuni

Spendere prima di inviare la domanda. È la causa più frequente di decurtazione.

Preventivi generici. Devono essere precisi perché vincolano gli acquisti successivi.

Progetto sotto i 4.000 euro di spesa. Sotto la soglia minima non si accede.

Dimenticare l'imposta di bollo. La ricevuta PagoPA è un allegato richiesto, e la sua assenza blocca la pratica.

Sbagliare la procedura di firma su ReStart. Il riepilogo va firmato digitalmente e ricaricato: saltare quel passaggio significa non aver inviato nulla.

Vale la pena

Per chi apre in provincia di Cosenza, sì. Il 50% o 60% su una spesa di ventimila euro sono diecimila euro che non tornano indietro, a fronte di una pratica telematica che si prepara in poche settimane.

Il limite è la dotazione ridotta, 150.000 euro, unita alla procedura a sportello: chi arriva tardi trova le risorse esaurite o riceve un contributo proporzionalmente ridotto.

Il caso in cui non è lo strumento adatto è il progetto con investimenti rilevanti, sopra i 50.000 euro: il tetto di 10.000 euro copre una quota marginale e conviene guardare a misure regionali di taglio maggiore, tenendo presente che questa misura non è cumulabile.

Domande aperte

Posso presentare domanda prima di costituire l'impresa?

Tra i destinatari rientrano i progetti non ancora costituiti, e tra gli allegati compare il documento di identità del futuro legale rappresentante. La sequenza tra domanda, costituzione e primi acquisti resta però il punto da impostare con precisione, perché le spese sono ammissibili solo dopo l'invio della domanda e alcuni adempimenti presuppongono un soggetto già esistente.

Come si qualifica un'impresa come femminile per il 60%?

La maggiorazione dipende da una definizione basata sulla partecipazione femminile nella compagine e negli organi, con soglie che cambiano secondo la forma giuridica. Nelle società con compagine mista la verifica non è immediata, e il dieci per cento di differenza sul contributo giustifica il controllo preventivo.

Cosa succede se un fornitore aumenta il prezzo dopo la domanda?

Gli acquisti devono essere coerenti con i preventivi presentati e la sostituzione del fornitore è ammessa solo per chiusura o indisponibilità non imputabile. Un aumento di prezzo è una situazione che va gestita documentando bene la circostanza, perché il bando non la disciplina espressamente e l'esito dipende dalla valutazione dell'ufficio.

Il contributo ridotto per l'ultima posizione utile quanto può scendere?

Dipende dalle risorse residue al momento della protocollazione. È una variabile che non puoi controllare, ma che puoi ridurre presentando presto. Quando la dotazione è di 150.000 euro, la differenza tra presentare nella prima settimana e nella quarta può essere sostanziale.

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