Microprestiti Abruzzo: 80.000 euro a tasso zero più il 30% a fondo perduto

Abruzzo: micro prestito fino a 80.000 euro a tasso zero, senza garanzie, con il 30% a fondo perduto.

Sei giovane o sei una donna, hai un progetto di attività in Abruzzo e ti servono 60.000 euro per partire. In banca il discorso si chiude in fretta: nessuno storico, nessuna garanzia, nessun bilancio. È la ragione per cui la Regione ha costruito uno strumento che parte proprio da lì, dall'assenza di accesso ai canali finanziari tradizionali.

Qui trovi due cose insieme: un prestito a tasso zero senza garanzie e un contributo a fondo perduto pari al 30% di quel prestito.

Le due linee

L'avviso si articola in due linee con lo stesso identico impianto progettuale, distinte solo per il destinatario:

  • Linea A, Micro Prestiti Giovani
  • Linea B, Micro Prestiti Donne

Ogni linea ha una dotazione di 9,52 milioni di euro, per un totale di 19.049.000 euro.

Il fatto che l'impianto sia identico significa che una volta capito il meccanismo vale per entrambe: cambia solo a chi ti rivolgi.

Quanto vale

Il meccanismo somma due componenti.

Il micro prestito. Da 10.000 a 80.000 euro, a tasso zero.

  • Tasso: 0%
  • Durata: da 36 a 84 mesi
  • Preammortamento: 12 mesi, compreso nella durata
  • Rimborso: mensile
  • Garanzie: nessuna
  • Spese di istruttoria e commissioni: nessuna

La sovvenzione a fondo perduto. Pari al 30% del micro prestito, da 3.000 a 24.000 euro. Non si restituisce.

Il progetto complessivo deve prevedere una spesa da 13.000 a 104.000 euro.

Su un progetto da 104.000 euro: 80.000 euro di prestito a tasso zero e 24.000 euro a fondo perduto. Significa che l'intero investimento è coperto, e di quella somma quasi un quarto non torna indietro.

L'assenza di garanzie è l'elemento che rende questo strumento diverso da qualunque prodotto bancario: non serve un garante, non serve un immobile, non serve patrimonio.

Cosa puoi finanziare

Il perimetro copre l'avvio nel suo complesso:

attrezzature e macchinari, impianti di produzione, arredi, opere murarie e impiantistiche strettamente funzionali, software e licenze, digitalizzazione, consulenze specialistiche di avvio, marketing e comunicazione, formazione, registrazione di marchi e brevetti, spese amministrative e legali, personale, costi di costituzione, gestione iniziale, accompagnamento e tutoraggio.

Due voci meritano attenzione. La prima: le opere murarie sono ammesse solo se strettamente funzionali, quindi non possono costituire il cuore del progetto. La seconda: i costi di gestione iniziale rientrano, ed è quello che permette di coprire i mesi in cui l'attività non produce ancora ricavi.

Tutte le spese devono essere inserite nel business plan, direttamente collegate all'attività e sostenute nel periodo di realizzazione.

I tempi di realizzazione

Il progetto va completato e rendicontato entro 18 mesi dalla sottoscrizione del finanziamento.

È ammessa una sola proroga fino a 6 mesi e una sola variazione progettuale. La variazione non può modificare finalità, obiettivi o elementi che incidono sulla valutazione.

Quest'ultimo vincolo è più stringente di quanto sembri: se in corso d'opera cambi in modo sostanziale quello che avevi promesso, non stai facendo una variazione, stai facendo un altro progetto. E quello non è ammesso.

Il documento su cui si decide tutto: il business plan

Il progetto deve essere costruito su un business plan chiaro, coerente con l'attività proposta, sostenibile sul piano economico e finanziario, e capace di generare ricavi, copertura dei costi e rientro del finanziamento.

L'ultimo punto è quello che molti trascurano. Il prestito è a tasso zero ma va restituito: 80.000 euro su 84 mesi, dopo 12 di preammortamento, significa circa 1.100 euro al mese per sei anni. Il business plan deve mostrare che quella cifra esce ogni mese senza mettere in crisi l'attività.

Un piano che dimostra ricavi crescenti ma non fa apparire la rata tra le uscite è un piano che chi valuta scarta.

Errori più comuni

Costruire il progetto sotto i 13.000 euro di spesa. È la soglia minima complessiva. Sotto non sei ammissibile.

Progetto sbilanciato sulle opere murarie. Sono ammesse solo se strettamente funzionali. Un investimento prevalentemente edilizio non rientra nella logica dello strumento.

Non inserire il rimborso nel piano finanziario. È l'elemento esplicitamente richiesto e il più frequentemente assente.

Sottovalutare i 18 mesi. Il termine decorre dalla sottoscrizione del finanziamento e comprende anche la rendicontazione. Se il progetto ha lavori o forniture con tempi lunghi, il margine si assottiglia in fretta.

Contare su più variazioni in corso d'opera. Ne è ammessa una sola, e non può toccare finalità e obiettivi.

Ignorare il de minimis. Il regime applicato è quello, quindi gli aiuti pubblici già ricevuti negli ultimi tre esercizi vanno conteggiati.

Vale la pena

Per chi rientra in una delle due categorie e vuole aprire in Abruzzo, le condizioni sono tra le migliori disponibili sul mercato: copertura potenzialmente integrale del progetto, tasso zero, nessuna garanzia, un anno di preammortamento e quasi un quarto a fondo perduto.

Il confronto con un finanziamento bancario non regge nemmeno: lì avresti tasso di mercato, garanzie richieste e nessun contributo.

La misura è cumulabile con altre agevolazioni, il che consente di affiancarla ad altri strumenti su spese diverse, nel rispetto dei limiti del de minimis.

Il caso in cui non è lo strumento adatto è il progetto che supera i 104.000 euro di spesa, perché la parte eccedente resta scoperta, e quello che non riesce a chiudersi entro 18 mesi.

Va ricordato che l'80% circa dell'operazione resta un debito. Il fondo perduto del 30% si calcola sul prestito, non sull'intero progetto: è un alleggerimento sostanziale, non una copertura a fondo perduto dell'investimento.

Domande aperte

Fino a che età si rientra nella linea giovani?

La soglia anagrafica è un requisito soggettivo definito nell'avviso ed è il primo elemento da verificare, perché è eliminatorio. Nei bandi regionali di questo tipo il riferimento varia, e conta anche il momento in cui il requisito deve sussistere: alla domanda, alla costituzione o alla sottoscrizione. È una verifica da fare sul proprio caso prima di investire tempo nel piano.

Posso accedere se ho già un'attività avviata?

L'intervento sostiene la creazione e l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali, di lavoro autonomo e di nuove imprese. Chi ha già un'impresa operativa da tempo si colloca fuori dalla logica dello strumento, ma i casi di confine, come l'apertura di una nuova attività distinta o il passaggio da lavoro autonomo a impresa, richiedono una valutazione puntuale.

Le due linee sono alternative o posso provare entrambe?

Le linee hanno destinatari distinti e dotazioni separate. Una persona che rientra in entrambe le categorie deve capire quale percorso ha più senso, considerando che le risorse della linea donne e quelle della linea giovani si esauriscono con ritmi diversi e che la concorrenza effettiva non è la stessa.

Cosa conta come opera muraria strettamente funzionale?

È il punto di interpretazione più delicato dell'avviso. La differenza tra un adeguamento necessario all'attività e una ristrutturazione che diventa il progetto stesso non è sempre evidente a chi scrive la domanda, e viene valutata in istruttoria. Impostare male questa voce può ridurre in modo significativo la spesa ammessa rispetto a quella presentata.

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