GreenTour 2026: 109 milioni per le imprese turistiche. Requisiti, spese, punteggi e scadenze.

La tua struttura consuma troppo e lo sai da anni. Gli impianti sono quelli di quando hai aperto, la bolletta cresce a ogni stagione, e ogni volta che chiedi un preventivo per rifare l'involucro o mettere il fotovoltaico il numero ti fa rimandare tutto all'anno dopo.
GreenTour 2026 è il bando del Ministero del Turismo che mette 109 milioni di euro su quel preventivo. Qui trovi tutto quello che serve per decidere se presentare domanda: che tipo di bando è, quali codici ATECO rientrano, quali requisiti servono davvero, cosa puoi mettere nel progetto, quanto vale l'agevolazione, come si costruiscono i 100 punti della graduatoria e cosa succede dopo la concessione.
È un bando a graduatoria, ed è la prima cosa da capire perché ribalta il modo di prepararsi.
Nei bandi a sportello puro vince chi clicca prima: la domanda si valuta in ordine di arrivo e i fondi finiscono con l'ordine cronologico. Qui no. Tutte le domande valide arrivate entro la chiusura sono considerate presentate nello stesso momento, ricevono un punteggio sugli stessi criteri e vengono messe in fila per merito. Le agevolazioni si concedono scorrendo la graduatoria fino a esaurimento delle risorse.
Le conseguenze pratiche sono tre:
L'istruttoria di Invitalia arriva entro 60 giorni dal ricevimento della domanda: Il bando è promosso dal Ministero del Turismo, la gestione operativa è di Invitalia.
La dotazione complessiva è di 109 milioni di euro, e non è un unico salvadanaio: è divisa in due componenti che viaggiano sempre insieme.
Componente Importo Contributo a fondo perduto 59 milioni di euro Finanziamento agevolato50 milioni di euro
Ci sono poi due riserve che cambiano parecchio le probabilità se la tua struttura è piccola:
Se la quota riservata alle PMI non viene assorbita interamente, le risorse residue tornano disponibili per le altre categorie. Non è una garanzia di ammissione, ma è un vantaggio strutturale: competi dentro una fetta protetta invece di giocarti lo stesso euro contro un gruppo alberghiero da cento milioni di fatturato.
Per partecipare devi essere iscritto al Registro delle imprese con un codice ATECO turistico ammesso alla data di presentazione della domanda. Non basta averlo aggiunto dopo, e non basta svolgere di fatto l'attività.
Le famiglie coperte sono tre:
Codice Attività: 55.10.00 alberghi e strutture simili, 55.20.10 villaggi turistici, 55.20.20O stelli della gioventù, 55.20.41 afittacamere, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 55.20.42. attività di alloggio connesse alle aziende agricole 55.30.01, aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 55.30.02, aree di sosta 55.30.03, rifugi di montagna 55.30.04, colonie e case per ferie55.90.01, altre strutture ricettive.
Codice Attività 56.11.11 ristorazione con servizio al tavolo, 56.11.12 ristorazione senza servizio al tavolo, 56.11.91 ristorazione connessa alle aziende agricole, 56.11.92 altre attività di ristorazione, 56.21.01 catering per eventi e banqueting 56.21.02, altri servizi di ristorazione su base contrattuale, 56.22.01 mense, 56.22.02 altri servizi di ristorazione collettiva
Codice Attività 96.23.10 e 96.23.90 stabilimenti termali e balneari 93.21.00 parchi di divertimento e parchi tematici 93.29.10 e 93.29.20 discoteche, sale da ballo e locali notturni 82.30.01 organizzazione di convegni e congressi.
Rientrano inoltre porti turistici, agenzie di viaggio e tour operator.
C'è una via d'accesso alternativa, ed è la parte che moltissimi si perdono. Puoi partecipare anche senza codice turistico principale, ma servono due condizioni insieme:
È il caso della società immobiliare che possiede e gestisce la struttura, dell'azienda agricola con una parte ricettiva ormai prevalente, della società di servizi nata per altro e diventata di fatto un operatore turistico. Sulla carta rientri. Nella pratica, la dimostrazione contabile va costruita con il commercialista prima della domanda, perché è esattamente il punto su cui un'istruttoria si blocca: servono scritture che isolino il fatturato turistico voce per voce, non una dichiarazione generica.
Sono ammessi i proprietari delle strutture, a tre condizioni:
È lo schema tipico della proprietà separata dalla gestione, molto comune nel ricettivo italiano. Funziona, ma va documentato: il contratto di gestione diventa parte del dossier.
Puoi presentare anche in rete, con regole precise:
Sui numeri la rete non fa sconti: il vincolo del 51% di interventi trainanti va rispettato da ciascun programma di investimento, non dalla media della rete. I parametri economici invece si calcolano come media dei singoli, e per le premialità serve che almeno metà delle imprese possieda la certificazione.
Oltre al codice ATECO, l'impresa deve essere in ordine su tutta la parte formale. Ognuno di questi punti è una potenziale esclusione.
Impresa attiva: Non in liquidazione volontaria, non sottoposta a procedure concorsuali.
Sede: Sede legale in Italia, oppure nella UE o nello Spazio Economico Europeo con almeno una sede operativa sul territorio italiano.
Regolarità contributiva, fiscale e assicurativa: DURC regolare. Vale la pena verificarlo settimane prima, non il giorno della domanda: sistemare una posizione irregolare richiede tempi che non controlli.
Impresa non in difficoltà: È una definizione tecnica del regolamento europeo GBER, non un giudizio generico: guarda perdite che erodono il capitale sociale oltre certe soglie, procedure in corso, indicatori di indebitamento. Una società che ha bruciato più della metà del capitale sottoscritto può risultare "in difficoltà" anche se il fatturato va bene. Va verificato sull'ultimo bilancio prima di investire in progettazione.
Nessuna sanzione interdittiva ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Nessun aiuto illegale da restituire: Se hai ricevuto aiuti pubblici dichiarati incompatibili e non li hai rimborsati, sei fuori. Vale anche per somme da restituire per revoche precedenti del Ministero del Turismo.
Polizza contro le calamità naturali e gli eventi catastrofali: È il requisito più recente e quello che sorprende più spesso: va attivata prima della domanda. Se non ce l'hai, mettila in cima alla lista delle cose da fare, perché i tempi di sottoscrizione non sono immediati e senza polizza la domanda non regge.
Il programma deve valere da 1 milione a 15 milioni di euro. Sotto il milione non è finanziabile, sopra i 15 milioni l'eccedenza resta interamente a carico tuo.
Le spese si dividono in quattro categorie, e la logica che le lega sta tutta nei nomi: una sola è obbligatoria, le altre si agganciano a quella.
Sono il cuore del progetto e devono valere almeno il 51% della spesa complessiva. Sotto quella soglia la domanda non viene valutata: è esclusa.
Efficientamento energetico dell'edificio
Produzione di energia e stoccaggio
Qui ci sono due vincoli tecnici che decidono quanta spesa entra davvero nel calcolo:
Servizi e strutture turistiche accessorie
Facoltativi, finanziabili solo se abbinati ai trainanti, senza soglia minima di spesa. Comprendono giardini verticali e tetti verdi, efficientamento idrico e recupero dell'acqua piovana, teleriscaldamento e teleraffrescamento, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
Anche questi facoltativi e agganciati ai trainanti, ma valutati separatamente dagli aggiuntivi ESG in graduatoria, con una scala di punti propria. Comprendono sistemi di automazione e gestione dell'edificio, intelligenza artificiale applicata ai consumi, cablaggio e banda larga. Per le sole PMI rientrano anche software, brevetti, licenze e competenze tecniche.
Spese minori, fuori dai vincoli del GBER e dentro il regime De Minimis, cioè il tetto di aiuti pubblici che un'impresa può ricevere in tre esercizi finanziari: sostituzione di pavimenti, rivestimenti e tamponature con materiali sostenibili, pergotende climatiche.
Sugli interventi trainanti il regolamento europeo ragiona per costi supplementari: ammette la differenza tra quello che spendi per raggiungere il livello di efficienza più alto e quello che avresti speso per un investimento alternativo meno efficiente. È il cosiddetto scenario controfattuale.
C'è però una regola che aiuta: se il progetto è mirato unicamente all'efficienza energetica e non esiste un'alternativa meno efficiente credibile, i costi ammissibili coincidono con i costi totali. Nella riqualificazione alberghiera capita spesso, ma va argomentato nel documento progettuale, non dato per scontato.
Impianti alimentati a combustibili fossili, beni usati, terreni e immobili, spese di funzionamento, spese notarili, imposte e tasse, scorte, beni di valore unitario inferiore a 500 euro.
L'agevolazione non copre mai il 100% delle spese, copre una quota chiamata intensità di aiuto, fissata dal regolamento europeo GBER, che cambia in base a tre variabili che si sommano.
1. Il tipo di intervento: efficienza energetica generale, efficientamento dell'involucro edilizio e produzione di energia rinnovabile viaggiano su articoli diversi del GBER, con percentuali diverse.
2. La dimensione dell'impresa: le piccole imprese hanno una maggiorazione di 20 punti percentuali, le medie di 10. La classificazione dimensionale non è un dettaglio anagrafico: è la variabile che sposta di più il conto finale.
3. Dove si trova la struttura: le aree assistite della carta degli aiuti a finalità regionale danno 15 punti percentuali in più in zona a) e 5 punti in zona c).
Per gli ordini di grandezza: sulla produzione di energia da fonti rinnovabili si arriva al 65% per le piccole imprese, 55% per le medie, 45% per le grandi. Sull'efficienza energetica si parte da una base del 30% e si sale con le maggiorazioni. Sull'involucro edilizio la base è 25% per un singolo elemento e 30% se intervieni su più elementi insieme, con un ulteriore aumento se il miglioramento di prestazione supera il 40%.
Il resto della spesa lo metti tu: si chiama cofinanziamento privato e va dimostrato in domanda, non a lavori iniziati.
Calcolata l'agevolazione, questa si divide sempre allo stesso modo:
Non sono due opzioni tra cui scegliere: è un pacchetto unico.
Ed è qui che nasce l'equivoco più costoso del bando. Il 54% non è la percentuale che ti torna sulle spese: è il 54% dell'agevolazione, che a sua volta è una quota della spesa. Su un investimento da 1 milione con intensità al 65%, l'agevolazione vale 650.000 euro, di cui 351.000 a fondo perduto e 299.000 di finanziamento. Il fondo perduto reale sul progetto è il 35,1%.
Tutti i conti, dimensione per dimensione e voce per voce, li trovi nell'articolo dedicato a quanto ti torna davvero in fondo perduto.
Condizione Valore Tasso di interesse 20% del tasso di riferimento europeo. Durata massima 5 anni, rimborso rate semestrali costanti posticipate. Scadenze delle rate 30 giugno e 31 dicembre. Preammortamento interessi dovuti dall'erogazione al primo rimborso. Decorrenza dalla prima scadenza successiva alla rendicontazione finale. Erogazione in unica soluzione entro 30 giorni dalla sottoscrizione Garanzia fideiussione bancaria o polizza assicurativa.
Un quinto del tasso di riferimento è denaro molto più economico di qualunque linea bancaria ordinaria. Il punto critico non è il costo: sono la sostenibilità del rimborso in cinque anni con i flussi della struttura e la capacità di ottenere la garanzia. Se una delle due manca, è meglio scoprirlo adesso.
Il punteggio massimo è 100 punti, distribuiti su sette parametri, più fino a 20 punti di premialità.
Parametro Fascia Punti Incidenza degli interventi trainanti da 51% a 59,9% 10 punti, da 60% a 69,9% 15 punti, dal 70% in su 25 punti. Aggiuntivi trainati (efficienza ed ESG) da 5% a 9,9% 7,5 punti, da 10% a 14,9% 10 punti, dal 15% in su 12,5 punti. Digitalizzazione trainata da 5% a 9,9% 7,5 punti, da 10% a 14,9% 10 punti, dal 15% in su 12,5 punti.
Le percentuali si calcolano sul totale degli investimenti. Trainati e digitalizzazione si valutano separatamente: puoi prendere il massimo su entrambi, per 25 punti complessivi.
Si calcolano sull'ultimo bilancio approvato e depositato. Quattro indicatori, ciascuno fino a 7,5 punti, con fasce a scalini.
MOL su fatturato: Punti fino a 1,9% 0 punti, da 2% a 6,9% 2,5 punti, da 7% a 9,9% 5 punti, dal 10% in su 7,5 punti. Indipendenza finanziaria (patrimonio netto su passivo): Punti fino a 14,9% 0 punti, da 15% a 19,9% 2,5 punti, da 20% a 24,9% 5 punti, dal 25% in su 7,5 punti. Rapporto di indebitamento (debiti su passivo): Punti dal 45,1% in su 0 punti, da 35,1% a 45% 2,5 punti, da 25,1% a 35%5 sotto il 25% 7,5 punti. Oneri finanziari su fatturato: Punti dall' 8,1% in su 0 punti, da 5,1% a 8% 2,5 punti, da 3,1% a 5% 5 punti, sotto il 3% 7,5 punti.
Guarda le fasce: sono strette. Tra un MOL al 6,9% e uno al 7% ci sono 2,5 punti di differenza. Tra un'indipendenza finanziaria al 24,9% e una al 25% idem. Sono margini su cui, con qualche mese di anticipo e un confronto con il commercialista, si può lavorare prima del deposito del bilancio.
E c'è la trappola più costosa del bando: senza bilancio approvato e depositato prendi zero punti su tutti e quattro gli indicatori. Sono 30 punti su 100, cioè quasi sempre la differenza tra entrare e restare fuori. Per le contabilità semplificate servono scritture equivalenti certificate da un professionista.
Sopra i parametri si aggiungono fino a 20 punti, cumulabili tra loro, a condizione di possedere la certificazione alla data di presentazione della domanda.
Premialità Punti Rating di legalità+5. Certificazione per la parità di genere+5. Certificazioni ambientali+10.
Le certificazioni ambientali riconosciute includono GSTC, Green Key, ISO 21401, ISO 50001, ISO 14001 ed EMAS.
Venti punti su cento sono enormi in una graduatoria di questo tipo, e sono l'unica parte del punteggio che non dipende né dal progetto né dai bilanci: dipende solo dall'organizzazione. Se hai già una di queste certificazioni e non la dichiari, stai regalando posizioni. Se non ce l'hai, il tempo di ottenerla va valutato subito: alcune richiedono mesi di percorso e un audit esterno. Nelle reti serve che almeno metà delle imprese la possieda.
Il dossier è tecnico e non si improvvisa. Serve:
In caso di contratto di rete servono in più le schede tecniche per ciascuna azienda e per il piano di rete. Le premialità si documentano con i relativi certificati.
Il pezzo che allunga i tempi non è la modulistica: è il documento progettuale. Se parti da zero, tra sopralluogo, progettazione, preventivi e verifica urbanistica parliamo di settimane. Qui trovi una panoramica generale su quali documenti servono per un bando.
La domanda si presenta solo online, dalla piattaforma informatica di Invitalia, con autenticazione SPID, CNS o CIE del legale rappresentante e firma digitale sugli allegati.
Fase Termine Apertura sportello 15 luglio 2026, ore 12:00. Chiusura sportello15 settembre 2026, ore 17:00. Istruttoria entro 60 giorni dal ricevimento. Documentazione edilizia definitiva entro 120 giorni dalla concessione. Stipula del contratto entro 30 giorni dalla consegna dei documenti. Anticipo del 30% del contributo entro 30 giorni dalla stipula, previa fideiussione. Conclusione degli investimenti entro 18 mesi dalla concessione e comunque entro il 30 settembre 2028
La parte operativa, dalla compilazione al caricamento degli allegati fino alla rendicontazione, è quella di cui ci occupiamo noi. Quello che serve a te è arrivare con il progetto giusto e i requisiti in ordine.
Molti si fermano a immaginare la domanda. Ma il percorso vero comincia dopo, e conoscerlo cambia il modo di pianificare la cassa.
Erogazione del contributo, in tre momenti:
Erogazione del finanziamento agevolato: in unica soluzione entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto, con il rimborso che parte dalla prima scadenza semestrale successiva alla rendicontazione finale.
Tradotto in flussi di cassa: non aspettarti di ricevere tutto prima di iniziare i lavori. Anticipi una parte, la recuperi per stati di avanzamento, e chiudi con il saldo dopo la rendicontazione. La copertura del circolante in quei mesi va messa nel piano finanziario fin dall'inizio.
Non per tutti, e lo diciamo senza giri di parole.
Vale la pena se hai una struttura che ha davvero bisogno di riqualificazione energetica, un investimento sopra il milione già nei piani o rinviabile di poco, bilanci decenti negli ultimi esercizi e la capacità di coprire la quota privata. In quel caso GreenTour è tra le occasioni migliori viste sul turismo negli ultimi anni: fondo perduto, debito a un quinto del tasso di riferimento, e una graduatoria che premia chi progetta bene invece di chi clicca prima.
Non vale la pena se il tuo investimento sta sotto il milione, se non hai bilanci depositati, se il progetto che hai in testa è soprattutto estetico, o se non hai modo di coprire il cofinanziamento privato e ottenere una fideiussione. In questi casi il costo della domanda, tra progettazione tecnica e tempo del tuo staff, supera la probabilità concreta di entrare in graduatoria.
Nel 2025 abbiamo seguito 88 pratiche, e su bandi a graduatoria come questo il verdetto arriva quasi sempre prima della domanda: si capisce dai numeri di partenza se un progetto è competitivo oppure no.
Posso partecipare se ho già usato altri incentivi sulla stessa struttura? In generale si, purché non stia chiedendo un secondo aiuto sulle stesse identiche spese: lo stesso euro non può essere coperto due volte. La parte delicata è che GreenTour mescola due regimi, il GBER sulle voci principali e il De Minimis sugli accessori, e ciascuno ha regole di cumulo proprie con soglie diverse. Se negli ultimi anni hai preso crediti d'imposta, contributi regionali o altri bandi, il conto va rifatto voce per voce prima di impostare il progetto, perché un cumulo sbagliato non si vede in istruttoria: si vede in revoca, anni dopo. Qui trovi il quadro su come funziona la cumulabilità tra bandi, ma il calcolo sul tuo caso richiede di guardare cosa hai già incassato e sotto quale regime.
Ho una struttura piccola: ha senso provarci con un progetto da 1 milione tondo? Ha senso più di quanto pensi, per due motivi che si sommano: le riserve del 60% per le PMI e del 25% per micro e piccole, e le maggiorazioni GBER che portano le piccole imprese alle intensità più alte. Il fondo perduto reale di una piccola impresa è quasi il doppio di quello di una grande sulla stessa spesa. Il punto critico si sposta altrove: sostenere il rimborso del finanziamento e dimostrare la copertura della quota privata su un milione di investimento. Quella valutazione si fa sul tuo bilancio e sui tuoi flussi, non su una regola generale.
Il mio commercialista dice che i miei indici di bilancio sono deboli. Rinuncio? Non necessariamente. I parametri economici pesano 30 punti su 100: restano 50 punti sulla composizione dell'investimento e 20 sulle certificazioni. Un progetto con il 70% di trainanti, digitalizzazione sopra il 15%, aggiuntivi sopra il 15% e una certificazione ambientale parte da 75 punti prima ancora di guardare i bilanci. Quanto basti dipende da dove si fermerà la graduatoria, e quello non lo sa nessuno in anticipo. Quello che si può fare, prima di spendere in progettazione, è simulare il punteggio realistico e decidere con un numero davanti.
Quanto tempo serve davvero per preparare la domanda? Il collo di bottiglia non è la modulistica: è il documento progettuale del tecnico abilitato, che deve certificare conformità urbanistica, percorso autorizzativo e cronoprogramma compatibile con i 18 mesi. Aggiungi i preventivi dei fornitori, l'eventuale percorso di certificazione ambientale e il deposito del bilancio se non è ancora fatto. Con la chiusura fissata al 15 settembre 2026, la domanda giusta oggi non è "quando presento" ma "cosa devo avere pronto tra sei settimane".
Se prendo l'agevolazione, quali vincoli mi restano addosso negli anni successivi? Ce ne sono, e vanno considerati prima di firmare. I lavori vanno conclusi entro 18 mesi dalla concessione e comunque entro il 30 settembre 2028, la rendicontazione deve corrispondere a quanto approvato, e il rimborso del finanziamento accompagna la struttura per cinque anni. Se la proprietà è separata dalla gestione, il rapporto di gestione deve restare in piedi per tutta la durata dell'investimento. Sono vincoli gestibili, ma vanno letti insieme al tuo piano dei prossimi anni: è una delle cose che mettiamo nero su bianco prima di partire, non dopo.
Il primo passo non costa niente: verifichiamo se la tua struttura rientra nei requisiti, quanto fondo perduto reale puoi ottenere con la tua dimensione e in che fascia di punteggio ti collochi con i bilanci che hai adesso.