Futura Digital: fino a 300.000 euro per digitalizzare l'impresa femminile

Futura Digital: da 30.000 a 300.000 euro per investimenti digitali, tasso fisso o variabile.

Gestisci un'impresa femminile che ha bisogno di fare un salto operativo: un gestionale serio al posto dei fogli di calcolo, attrezzature nuove, magazzino da riorganizzare, scorte da costruire per reggere gli ordini. Il fabbisogno è di qualche centinaio di migliaia di euro ed è un misto di investimento e capitale circolante, che è la combinazione più difficile da far finanziare.

Futura Digital è la linea di Mediocredito Centrale che tiene insieme le due cose. Va detto subito: è un finanziamento bancario, non un contributo. Non c'è fondo perduto.

Chi può accedere

Imprese femminili e startup innovative. Le dimensioni ammesse vanno dalla microimpresa alla media impresa, e la copertura è nazionale.

C'è una regola specifica per chi ha poca storia: le startup con meno di 3 bilanci accedono solo se rientrano nella definizione di startup innovative, con iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese. Se hai aperto da poco e non sei iscritta a quella sezione, questa porta resta chiusa.

Quanto vale

Gli importi cambiano in base alla destinazione.

  • Investimenti: Importo massimo 300.000 euro, Durata da 18 a 72 mesi
  • Circolante: Importo massimo 150.000 euro, Durata da 18 a 48 mesi

L'importo minimo è di 30.000 euro, con una condizione aggiuntiva per micro e piccole imprese: il finanziamento non può essere inferiore al 2% del fatturato dell'ultimo esercizio ufficiale.

Per gli investimenti può essere previsto un preammortamento fino a 6 mesi, compreso nella durata massima. Per il circolante il preammortamento non è previsto.

Quanto costa

Puoi scegliere tra due strutture.

Tasso fisso. Il TAN è dato dal parametro IRS della durata corrispondente più uno spread massimo del 5,5%. La rata resta identica per tutta la durata.

Tasso variabile. Il TAN è dato dall'Euribor a 1 o 3 mesi più uno spread massimo del 5,5%. La rata segue l'andamento del mercato.

Importi e durate restano invariati tra le due opzioni: cambia solo il profilo di rischio del costo.

Lo spread massimo è lo stesso, quindi il confronto si gioca interamente sul parametro di base e sulle tue aspettative. Con una durata di 72 mesi la scelta pesa: su 300.000 euro un punto percentuale di differenza media vale diverse migliaia di euro.

Il rimborso è rateale, mensile o trimestrale.

Cosa puoi finanziare

Il perimetro della linea è orientato alla digitalizzazione e all'operatività:

attrezzature e macchinari, impianti di produzione, arredi, software e digitalizzazione, brevetti e licenze.

A questi si aggiungono la formazione di scorte e le altre esigenze finanziarie di medio lungo periodo strettamente collegate all'attività dell'impresa.

Per gli investimenti l'attuazione può avvenire per tranche o a stato di avanzamento, con possibile pagamento diretto ai fornitori e verifica documentale della destinazione delle somme. È un meccanismo utile quando il progetto ha fasi, perché paghi interessi solo su quanto è stato effettivamente erogato.

Nei materiali disponibili non emergono vincoli tecnici su livelli di maturità tecnologica, coerenza con strategie di specializzazione regionale, autorizzazioni specifiche o ambiti settoriali dedicati. È un perimetro più libero rispetto ai bandi pubblici di innovazione.

La condizione che riguarda le startup innovative

Se accedi come startup innovativa, serve un apporto di mezzi propri interamente versato pari al 20%: del piano finanziario per gli investimenti, oppure del finanziamento per scorte e altre necessità.

È una condizione alla stipula, non un impegno futuro. Il versamento deve essere già avvenuto.

Per le imprese femminili che non rientrano nella categoria delle startup innovative, questa specifica condizione non è indicata allo stesso modo, ma resta la valutazione creditizia ordinaria.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente digitale. Ti registri e presenti la richiesta online sul portale della banca, e puoi monitorare la pratica nell'area personale. Il canale indicato per questa linea è EasyPMI.

Il documento base richiesto è la visura camerale. Nella pratica, un'istruttoria creditizia richiede poi gli elementi necessari a valutare il merito: bilanci o dichiarazioni, piano dell'investimento, preventivi, documentazione dei mezzi propri quando previsti.

Come viene valutata

La concessione è soggetta alla valutazione della banca ed è subordinata agli step previsti per l'intervento del Fondo di Garanzia PMI.

La stipula è subordinata alla concessione della garanzia del Fondo, e la banca può richiedere ulteriori garanzie. È una precisazione da non trascurare: la garanzia pubblica riduce il rischio ma non esclude che vengano chieste garanzie aggiuntive, personali o reali.

Non sono indicate tempistiche dichiarate di istruttoria.

Errori più comuni

Aspettarsi un contributo. Non c'è fondo perduto. È un prestito, con interessi e spese, e va inserito nel piano come uscita ricorrente.

Non verificare il vincolo del 2% del fatturato. Per micro e piccole imprese il finanziamento non può essere inferiore al 2% del fatturato dell'ultimo esercizio. È una soglia che può escludere richieste di importo contenuto in aziende con fatturato alto.

Chiedere il circolante come se fosse investimento. Le due finalità hanno tetti e durate diverse, 150.000 euro su 48 mesi contro 300.000 su 72. Impostare male la richiesta significa ottenere condizioni peggiori di quelle disponibili.

Contare sulla garanzia pubblica per evitare ogni garanzia personale. La banca può chiedere garanzie ulteriori.

Avere meno di 3 bilanci senza essere startup innovativa. È il requisito che blocca l'accesso a molte imprese giovani. L'iscrizione alla sezione speciale, quando i requisiti ci sono, va valutata prima.

Vale la pena

Il valore di questa linea non sta nel costo del denaro, che è di mercato, ma in tre elementi: la possibilità di finanziare insieme investimento e circolante, la procedura digitale, e l'accesso facilitato grazie alla garanzia pubblica per imprese che faticano a ottenerla altrove.

Il confronto onesto è con i bandi pubblici. Se esiste una misura regionale a fondo perduto o a tasso zero che copre le stesse spese, quella conviene di più sul piano economico. Lo svantaggio dei bandi è la disponibilità: hanno finestre, dotazioni che si esauriscono e tempi lunghi.

Questa linea è cumulabile con altre agevolazioni, il che consente di usarla come complemento: il bando sulla parte agevolabile, il finanziamento sul resto.

Il caso in cui conviene meno è l'impresa che ha un fabbisogno di solo circolante di importo contenuto e accesso a linee bancarie ordinarie a condizioni simili: lì il valore aggiunto si riduce alla sola garanzia.

Domande aperte

Come si qualifica un'impresa come femminile?

Esiste una definizione normativa basata sulla partecipazione femminile nella compagine sociale e negli organi di amministrazione, con soglie che variano in base alla forma giuridica. Molte imprese pensano di rientrare e non rientrano, o viceversa. La verifica va fatta sulla visura e sullo statuto prima di impostare la richiesta, perché è il requisito soggettivo su cui si regge l'accesso.

Posso finanziare insieme investimenti e scorte con una sola operazione?

Le due finalità hanno tetti, durate e regole di preammortamento diverse, il che suggerisce una strutturazione attenta. In alcuni casi conviene separare, in altri concentrare. La scelta incide sul costo complessivo e sulla sostenibilità della rata, e va fatta a partire dai flussi di cassa previsti, non dalla comodità.

Che differenza c'è tra tasso fisso e variabile su 72 mesi?

Lo spread massimo è lo stesso, 5,5%, quindi la differenza dipende dal parametro base: IRS per il fisso, Euribor per il variabile. Il fisso dà certezza e tipicamente parte più alto, il variabile può costare meno ma espone al rialzo. Su un'impresa con marginalità stretta, la certezza della rata ha un valore che va oltre il confronto aritmetico.

Se la garanzia del Fondo non viene concessa cosa succede?

La stipula è subordinata alla concessione della garanzia. Senza garanzia l'operazione, nella forma prevista, non si perfeziona. È il motivo per cui la verifica preliminare dei requisiti di accesso al Fondo, che riguardano settore, regolarità contributiva e situazione creditizia dell'impresa, conviene farla prima di avviare la pratica.

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