Finanziamento a tasso agevolato per creare o sviluppare un'impresa in Piemonte: da 10.000 a 120.000€.

Hai deciso di aprire la tua attività in Piemonte, o ne hai una appena nata che vuoi far crescere. Hai in testa i macchinari da comprare, i locali da sistemare, i software da prendere. Ti manca la liquidità per partire senza svuotare i risparmi o accendere un prestito a condizioni di mercato.
La Regione Piemonte ha una misura pensata esattamente per questo. Ti spiego come funziona il finanziamento per la creazione d'impresa in Piemonte, chi può richiederlo, quanto vale e come si presenta la domanda.
Partiamo dalla cosa più importante, quella che evita malintesi.
Questo non è un contributo a fondo perduto. È un finanziamento a tasso agevolato che copre fino al 100% delle spese ammissibili del tuo progetto. Una parte arriva da fondi regionali a tasso zero, una parte da fondi bancari a tasso agevolato. I soldi vanno restituiti, ma a condizioni che sul mercato non trovi.
La differenza è sostanziale: un fondo perduto non lo rendi, un finanziamento agevolato sì, però paghi pochissimi interessi (o zero sulla quota regionale). Se vuoi capire bene la distinzione prima di decidere, qui ti spieghiamo la differenza tra tasso zero e fondo perduto.
La misura è rivolta a chi crea o sviluppa un'impresa con sede in Piemonte. Rientrano micro e piccole imprese, anche nella forma di startup, e liberi professionisti.
Il finanziamento opera in regime de minimis, cioè il limite di aiuti pubblici che una stessa impresa può ricevere in tre esercizi finanziari. Se negli ultimi anni hai già preso altri aiuti in de minimis, va verificato quanto plafond ti resta prima di presentare domanda.
Se non sei sicuro di rientrare nella definizione di micro o piccola impresa, qui te lo spieghiamo in modo semplice.
Puoi richiedere da 10.000€ a 120.000€, in funzione delle spese del tuo progetto.
Il modo in cui il finanziamento si compone cambia in base a una priorità precisa. La Regione considera prioritarie le domande presentate da imprese a conduzione femminile o a prevalente partecipazione femminile.
Più alta è la quota regionale, meno interessi paghi sul totale. Per questo la componente di priorità femminile non è un dettaglio formale: incide direttamente sul costo del finanziamento.
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Il finanziamento copre gli investimenti materiali e immateriali necessari per avviare o far crescere l'attività, iscrivibili a cespite. In concreto:
La logica è chiara: si finanzia ciò che resta all'impresa e produce valore nel tempo, non i costi di gestione ordinaria.
Il rimborso avviene con rate trimestrali posticipate, con scadenza all'ultimo giorno di marzo, giugno, settembre e dicembre.
La durata massima è di 72 mesi, quindi sei anni, senza preammortamento: inizi a rimborsare da subito secondo il piano. Al finanziamento è collegata una garanzia accessoria, che fa parte della struttura dell'operazione.
La misura funziona a sportello. Non c'è una data di chiusura fissa: le domande si presentano e vengono istruite in ordine di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. Tradotto: non conviene aspettare, perché chi arriva prima trova i fondi disponibili.
Per la domanda serve come base la visura camerale dell'impresa, insieme alla documentazione che descrive il progetto e le spese previste. La parte che fa davvero la differenza è la coerenza tra ciò che chiedi, le spese che metti a piano e l'attività che intendi avviare o sviluppare.
Sui finanziamenti per la creazione d'impresa gli errori che pesano di più sono quasi sempre questi:
Conviene di più questo finanziamento o un fondo perduto?
Dipende dal tuo caso. Un fondo perduto non si restituisce, ma di solito copre una percentuale parziale della spesa e ha requisiti più stretti. Questo finanziamento copre fino al 100% delle spese a un costo molto basso, e spesso è disponibile quando un fondo perduto adatto non c'è. La risposta giusta dipende da quanto capitale ti serve, da cosa devi comprare e da quali altre misure sono aperte nel tuo settore. È esattamente il tipo di confronto che facciamo all'inizio, sul tuo progetto.
La mia impresa è troppo recente per partecipare?
Al contrario: la misura nasce proprio per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese, quindi una realtà appena costituita o ancora da costituire è nel target. Il punto delicato è avere la sede in Piemonte e un progetto di spesa coerente. Su come impostarlo nella tua situazione conviene ragionare prima di presentare.
Cosa significa nel concreto la priorità per le imprese femminili?
Significa una quota più alta di fondi regionali a tasso zero, il 60% invece del 50%, quindi meno interessi sul finanziamento complessivo. Vale per le imprese a conduzione femminile o a prevalente partecipazione femminile. Capire se la tua rientra, e come dimostrarlo, è una verifica che conviene fare bene prima della domanda.
Su 2.500+ bandi che monitoriamo, questa misura della Regione Piemonte è tra le più solide per chi vuole avviare o far crescere un'impresa con un costo del capitale vicino allo zero. Essendo a sportello, però, il tempo conta: le risorse vanno fino a esaurimento.
Nel 2025 abbiamo seguito 88 pratiche, e sui finanziamenti agevolati la differenza si gioca prima della domanda, nel modo in cui colleghi le spese al progetto e verifichi i requisiti, dal plafond de minimis alla priorità femminile.
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