Bando SI4.0 2026: 30.000€ a fondo perduto in Lombardia

Bando SI4.0 2026: il 50% delle spese in tecnologie 4.0, fino a €30.000. Ecco chi accede e cosa finanzia.

Hai in testa un progetto che rimandi da mesi, un software che legge i dati della produzione, un braccio collaborativo, un sistema di visione che controlla i pezzi al posto di una persona. Sai quanto costa e sai che serve. Poi scopri che esiste un contributo che ne paga metà, che apre il 1 settembre 2026 e chiude il 25 settembre 2026.

Il bando SI4.0 delle Camere di Commercio lombarde copre il 50% delle spese di un progetto costruito su tecnologie digitali 4.0: intelligenza artificiale, robotica, IoT, visione artificiale, cybersecurity, ecc. Fino a €30.000 a fondo perduto. Qui trovi chi rientra davvero, quanto porti a casa e le due o tre regole che fanno scartare le domande scritte di corsa.

Quanto vale davvero il bando SI4.0

Il contributo è il 50% delle spese ammissibili, con un tetto di €30.000 per impresa. È fondo perduto: quindi non lo restituisci.

Il conto che conta è questo:
Per arrivare al tetto pieno ti servono €60.000 di spese ammissibili, se il progetto ne vale €30.000, il contributo è €15.000. E sotto i €25.000 di investimento, al netto dell'IVA, il progetto non è ammissibile per niente.

Ci sono anche due premi che si sommano al contributo, sempre dentro il tetto dei €30.000:

  • certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022: €250
  • rating di legalità: da €150 con una stelletta fino a €500 con tre

Non spostano il punteggio tecnico, aumentano solo l'importo che incassi.

Il contributo arriva tutto a saldo, a progetto finito e rendicontato. Su quello che ricevi si applica la ritenuta fiscale del 4% prevista dall'articolo 28 del DPR 600/73.

La dotazione complessiva è di €5.075.000.

Ma non è un fondo unico: €4.500.000 per Milano Monza Brianza Lodi, €325.000 per Bergamo, €250.000 per Brescia. Su questo torniamo tra poco, perché cambia le tue probabilità reali.

Chi può accedere al bando SI4.0?

Serve essere una micro, piccola o media impresa secondo i parametri europei.

Poi c'è la parte che taglia fuori più aziende di quanto sembri: le sedi. Ne servono due e contano in modo diverso.

  • La sede legale deve essere in Lombardia.
  • La sede operativa oggetto dell'intervento deve essere iscritta e attiva al Registro Imprese di una delle Camere di Commercio che finanziano la misura e deve essere anche lei in Lombardia.

Le Camere sono tre e le province coperte sono cinque: Bergamo, Brescia, Milano, Monza e Brianza, Lodi.

Restano fuori Como, Cremona, Lecco, Mantova, Pavia, Sondrio e Varese. Avere la sede legale a Milano e lo stabilimento a Varese non basta: quello che conta è dove si realizza il progetto.

E siccome ogni Camera mette i suoi soldi, concorri con le imprese del tuo territorio, non con tutta la Lombardia. Con €250.000 sul bresciano e €4,5M sull'area milanese, la partita che giochi non è la stessa.

Se sei in una delle province escluse, non vuol dire che per te non c'è niente: in Lombardia gira anche il Bando Startup Lombardia bando pensato per le startup innovative.

Cosa devi avere in regola prima di presentare

Questi requisiti servono al momento della domanda e vanno mantenuti fino all'erogazione:

  • diritto camerale annuale pagato
  • DURC regolare, quindi obblighi contributivi e assicurativi in ordine
  • normativa su salute e sicurezza sul lavoro rispettata, secondo il D.Lgs. 81/2008
  • nessuna procedura di liquidazione, fallimento o concorsuale in corso
  • nessuna sanzione interdittiva a carico dell'impresa
  • nessun altro aiuto pubblico ricevuto sulle stesse spese
  • polizza assicurativa contro gli eventi catastrofali, prevista dalla legge 213 del 30 dicembre 2023

Sulla polizza catastrofale c'è solo una accortezza di tempi: va stipulata prima di presentare la domanda, non dopo. Per il resto è un requisito da spuntare come il DURC.

Una buona notizia sul fronte opposto: se dopo l'invio ti accorgi di aver sbagliato qualcosa, puoi presentare una nuova domanda. Viene considerata l'ultima arrivata in ordine cronologico. Non è un motivo per andare di fretta, ma toglie l'ansia del clic irreversibile.

Il contributo rientra nel regime de minimis, cioè il tetto di aiuti pubblici che una impresa può ricevere in tre esercizi finanziari. Se negli ultimi anni hai già preso altri contributi, questa è la prima verifica da fare.

Quali progetti finanziare

Il progetto deve nascere da almeno una tecnologia digitale 4.0.

L'elenco è largo: robotica industriale e collaborativa, human centric robotics, visione artificiale, manifattura additiva, realtà aumentata, virtuale e mixed reality, digital twin, hardware e human in the loop, internet of things e sistemi cyber fisici, cloud e edge computing, cybersecurity, intelligenza artificiale in tutte le sue forme (machine learning, deep learning, elaborazione del linguaggio, modelli linguistici, agenti AI, data mining), blockchain e smart contract, big data e analytics, sistemi di gestione dei dati come ERP, CRM, MES, DMS, HRMS, WMS e business intelligence.

Tre temi hanno una corsia preferenziale dichiarata: eco sostenibilità, robotica e intelligenza artificiale.

Tradotto in pratica: un gestionale nuovo, da solo, è un progetto debole. Lo stesso gestionale che alimenta un modello predittivo per ridurre gli scarti di produzione è un progetto che si difende davanti a una commissione.

Le spese ammissibili e quelle che non passano

Sei voci, tutte al netto dell'IVA:

  1. Consulenza: erogata da fornitori qualificati
  2. Formazione: almeno 40 ore con frequenza minima dell'80%
  3. Investimenti tecnologici: hardware e software collegati al progetto
  4. Ingegnerizzazione: anche questa da fornitori qualificati
  5. Proprietà industriale
  6. Personale interno: fino a un massimo del 30% del totale delle altre voci

Non passano: autofatturazione, fatture sotto i 300 euro, beni usati, smartphone e computer non collegati al progetto, consulenza su adempimenti normativi, formazione obbligatoria per legge.

Se vuoi capire come ragiona un ente quando guarda un preventivo, qui trovi la logica generale delle spese ammissibili.

I fornitori: chi può fatturarti e cosa fare se non è in elenco

Consulenza, formazione e ingegnerizzazione passano solo se chi ti fattura rientra in un elenco preciso: DIH ed EDI del Piano Nazionale Transizione 4.0, poli di innovazione digitale selezionati dal MIMIT, competence center, università, centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, parchi scientifici e tecnologici, tecnopoli e cluster tecnologici, incubatori certificati e FABLAB, start up e PMI innovative, innovation manager certificati UNI 11814 o iscritti all'elenco Unioncamere, grandi imprese, soggetti iscritti all'Elenco pubblico dei fornitori di servizi e tecnologie 4.0 di Unioncamere Lombardia, enti di formazione accreditati con certificazione ISO 9001 per il settore EA37, esperti in gestione dell'energia certificati UNI CEI 11339 ed ESCO iscritte all'elenco Accredia.

Sui rapporti c'è un solo paletto, ed è ragionevole: il fornitore deve essere un soggetto davvero esterno, senza rapporti societari con la tua impresa. Questo serve ad evitare che una azienda fatturi a se stessa, fuori da quel caso, il fornitore con cui lavori da anni va benissimo.

E se il tuo fornitore non è ancora nell'elenco, non devi cambiarlo: può iscriversi. Infatti, basta compilare il form sulla pagina dedicata all'elenco fornitori di Unioncamere Lombardia, accedendo con SPID o CNS. Poi al termine della procedura arriva una mail di avvenuta consegna della domanda.

L'unica cosa che conta è l'ordine: la domanda di iscrizione all'elenco va presentata prima della tua domanda di partecipazione al bando. Con una finestra di 24 giorni, è il primo passaggio da mettere in calendario.

Come si vince: non è un click day

Qui non serve correre a inviare alle 14:00 del 1 settembre. Non è un bando a sportello, dove vince chi arriva prima: è una graduatoria a punteggio.

Quindi c'è una commissione che assegna fino a 100 punti:

  • 30 punti qualità del progetto e metodologie adottate
  • 20 punti coerenza con gli obiettivi della tua azienda
  • 15 punti innovazione digitale e impatto green
  • 15 punti robotica, intelligenza artificiale e human centric robotics
  • 15 punti cantierabilità del progetto e congruità dei costi
  • 5 punti chiarezza espositiva della domanda
  • 3 punti bonus se collabori con un DIH o un EDI

La soglia minima è 65 punti su 100, sotto quella cifra non entri in graduatoria, anche con tutti i requisiti a posto.

Guarda bene la ripartizione: 35 punti su 100 dipendono da come è scritto il progetto, non da cosa compri. È la parte che le imprese sottovalutano di più.

Come si presenta la domanda

Tutto online, dalla piattaforma Restart, con firma digitale del legale rappresentante. La finestra va dal 1 settembre 2026 alle ore 14:00 al 25 settembre alle ore 12:00.

Servono il modulo generato dal sistema, l'Allegato A con la descrizione tecnica del progetto e l'Allegato B con il prospetto delle spese. Gli allegati sono i documenti che valgono il punteggio: il modulo è burocrazia, quelli sono il tuo progetto.

Dopo l'invio ci sono due fasi: Prima l'istruttoria formale, che verifica requisiti e completezza. Poi quella tecnica, che assegna i punti e forma la graduatoria.

Se il progetto passa, hai 12 mesi dalla concessione per realizzarlo, sostenere le spese e quietanzarle. Attenzione non sono previste proroghe.
In rendicontazione devi dimostrare almeno il 70% delle spese approvate e comunque mai meno di €25.000. Poi mantieni la sede operativa nel territorio della Camera per 3 anni, non cedi i beni agevolati per altrettanto e conservi la documentazione per 5 anni.

Gli errori che fanno scartare la domanda

L'iscrizione del fornitore fatta tardi: non è che il fornitore non vada bene: è che la sua iscrizione all'elenco deve arrivare prima della tua domanda. Se ci pensi il 24 settembre, non fai in tempo.

Il progetto sotto soglia: sotto i €25.000 di spesa non sei ammissibile. Un progetto da €22.000 non prende €11.000: prende zero.

La sede operativa nella provincia sbagliata: il progetto si fa dove si fa, e deve stare in una delle cinque province coperte.

Il progetto scritto come una lista della spesa: "Compriamo un software gestionale e tre postazioni" non risponde a nessuno dei criteri di valutazione. Serve dire quale problema risolvi, con quale metodo, e come misuri il risultato.

La PEC che nessuno apre: è l'unico canale con cui l'ente ti parla. Se una richiesta di integrazione resta lì dieci giorni, il problema è tuo.

Vale la pena per te?

Vale la pena se hai già in testa un progetto vero, se le spese superano i €50.000 (così il contributo si avvicina al tetto), se la tua sede operativa è in una delle cinque province, e se il progetto tocca intelligenza artificiale, robotica o sostenibilità.

Non vale la pena se stai cercando una scusa per comprare hardware che compreresti comunque: quel tipo di progetto prende punteggi bassi e ti fa perdere settimane. Non vale la pena nemmeno se sei sotto i €25.000 di spesa o fuori dalle province coperte.

E c'è un terzo caso, il più onesto: se non hai il tempo di scrivere bene l'Allegato A entro il 25 settembre. Con 35 punti su 100 legati alla qualità della scrittura, una domanda buttata giù in tre giorni è quasi sempre una domanda sotto soglia.

Le domande che ci fanno più spesso

1. Posso presentare domanda se ho già ricevuto altri contributi pubblici?

In generale sì, purché non siano stati ricevuti sulle stesse spese. Il vincolo vero è il plafond de minimis: c'è un tetto di aiuti pubblici che la tua impresa può ricevere in tre esercizi finanziari, e il SI4.0 ci rientra dentro. La parte complicata è capire quali dei contributi che hai già preso rientrano davvero in de minimis e quali no, perché il tuo registro può contenere voci ambigue. Se vuoi, lo controlliamo insieme sulla tua posizione prima di impostare il progetto.

2. Il mio fornitore abituale non è nell'elenco. Devo cambiarlo?

Quasi mai, può iscriversi lui all'elenco, e la procedura è online. L'unico vincolo è che la sua iscrizione arrivi prima della tua domanda di partecipazione, quindi è una cosa da far partire subito, non a ridosso del 25 settembre. In parallelo si guarda anche come sono ripartite le voci di spesa: per hardware e software il vincolo del fornitore qualificato non pesa allo stesso modo che sulla consulenza. È una valutazione che dipende dal tuo caso e vale la pena farla prima di firmare qualsiasi preventivo.

3. Posso partecipare con più sedi operative o con due progetti diversi?

Non in parallelo: viene valutata una sola candidatura per impresa, quella arrivata per ultima in ordine cronologico. Quindi non puoi far correre due progetti insieme, ma puoi rivedere il tiro finché lo sportello è aperto. Se hai stabilimenti in province diverse, la scelta di quale usare non è neutra: cambia la Camera che ti finanzia, la dotazione su cui concorri e quindi le tue probabilità reali. È una decisione da prendere con i numeri davanti.

4. Quanto deve essere innovativo il progetto per superare i 65 punti?

Non serve inventare niente, serve che la tecnologia sia nuova per la tua azienda e che il progetto dimostri un salto misurabile: meno scarti, meno fermi macchina, meno ore su una attività manuale. La soglia si supera quasi sempre lavorando sulla qualità della descrizione, non aumentando il budget. Su questo, un occhio esterno che ha già visto passare altre domande fa una differenza concreta.

Il passo da fare adesso

La finestra è corta e la parte che pesa di più è quella che devi fare prima che si apra: scegliere le tecnologie, trovare i fornitori giusti, chiudere il quadro economico e scrivere il progetto.

Su tutti i bandi che monitoriamo, il SI4.0 è uno di quelli dove il divario tra una domanda fatta bene e una fatta in fretta si vede tutto nel punteggio finale.

Verifichiamo insieme se il tuo progetto SI4.0 regge i 65 punti →

Una call, il tuo progetto sul tavolo, e una risposta onesta: se non ci sono i margini per superare la soglia, te lo diciamo prima che tu ci metta tre settimane.

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