Aprire un'attività senza soldi con il fondo perduto: cosa paga, cosa resta a te e quanta cassa ti serve davvero.

"Apri la tua attività anche senza soldi, ci pensa il fondo perduto" lo leggi ovunque, e in parte è vero. Ma chi ci crede alla lettera rischia di trovarsi con la domanda approvata, il locale pronto e nessun euro per pagare il primo affitto.
Aprire un'attività senza soldi propri oggi si può, soprattutto se hai meno di 35 anni e non hai un lavoro stabile: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro Nord, le due misure di Invitalia, coprono il 100% delle spese di avvio fino a 40.000 o 50.000 euro. Il punto è capire quali spese. Perché il fondo perduto paga l'investimento per partire, non i mesi in cui l'attività deve ancora ingranare.
Le misure per chi apre un'attività finanziano i beni e i servizi che ti servono per partire.
In concreto:
• macchinari, impianti, attrezzature e arredi, purché nuovi di fabbrica
• software, licenze, app, piattaforme digitali e servizi informatici
• sito web, marchio e branding
• consulenze tecnico specialistiche, entro un tetto del 30% delle spese
• opere edili di ristrutturazione del locale, ma solo con la formula del contributo e fino al 50% delle spese
È la parte più pesante quando apri: il forno della pasticceria, le poltrone del parrucchiere, l'attrezzatura dell'officina, il gestionale e il sito.
Qui sta la sorpresa per molti.
Restano fuori:
• l'affitto del locale e le utenze
• il personale, compresi i tuoi primi dipendenti
• materie prime, semilavorati e merce da rivendere
• l'acquisto di immobili e terreni
• il leasing
• le consulenze legali e fiscali e quelle per preparare la domanda
E poi c'è tutto quello che non è una spesa di progetto: i tuoi contributi previdenziali, la Camera di commercio, il commercialista dei primi mesi, il tuo stipendio mentre aspetti i primi clienti.
Tradotto: il fondo perduto ti toglie il peso dell'investimento, ma non quello della gestione. Il capitale per far girare l'attività nei primi mesi resta a carico tuo.
Immagina di aprire una piccola pasticceria in Puglia, con un progetto da 45.000 euro tra forno, banco frigo, arredi, gestionale e sito. Hai 28 anni e sei disoccupata.
Con il voucher di Resto al Sud 2.0, se hai i requisiti per la maggiorazione, puoi coprire tutti i 45.000 euro.
Ma prima di aprire devi comunque mettere in conto:
• qualche mese di affitto e la cauzione del locale
• farina, zucchero, burro e le confezioni per i primi mesi
• utenze, assicurazione e commercialista
• il tuo mantenimento finché l'attività non si regge da sola
Sono spese che il voucher non tocca. Per un'attività così, avere da parte qualche migliaio di euro fa la differenza tra partire tranquilli e chiudere dopo sei mesi.
L'altro equivoco riguarda i tempi. Il fondo perduto non ti arriva in un'unica soluzione il giorno dell'approvazione.
Le strade sono due:
1. Il rimborso: Compri, paghi la fattura e chiedi a Invitalia di rimborsarti. Con Resto al Sud 2.0, ad esempio, la prima quota la chiedi dopo almeno 3 mesi dalla concessione, quando hai fatture per almeno il 30% delle spese, e Invitalia paga entro 60 giorni. Nel frattempo i soldi li devi anticipare tu.
2. Il conto vincolato: Apri un conto dedicato al progetto, Invitalia ci versa i fondi e la banca paga direttamente i fornitori. È la strada pensata per chi non ha liquidità. Ma anche qui al Sud devi versare all'inizio almeno il 10% dell'agevolazione. Al Centro Nord il conto vincolato è obbligatorio per tutti.
In ogni caso, partire con zero euro sul conto è difficile. Partire con poco, invece, è possibile.
Se hai un piccolo capitale ma non abbastanza per l'investimento, la combinazione che funziona più spesso è questa:
1. Il fondo perduto copre l'investimento: attrezzature, arredi, software, sito.
2. I tuoi risparmi coprono l'avvio: affitto, cauzione, prime scorte, i primi mesi di spese.
3. Un finanziamento per la gestione copre i buchi, se serve: un prestito bancario o, se prendi la NASpI, l'anticipo in un'unica soluzione. Le due misure nazionali non sono cumulabili con altri aiuti pubblici, quindi un prestito agevolato regionale non si somma al voucher.
Se invece non rientri nelle misure nazionali, in alcune regioni esistono prestiti a tasso zero per chi è senza lavoro, come il microcredito per disoccupati in Basilicata.
Tenere il progetto sotto il tetto del voucher aiuta molto: al Sud significa restare entro 40.000 o 50.000 euro, al Centro Nord entro 30.000 o 40.000 euro.
Gonfiare il progetto: Mettere spese in più per "sfruttare il bando" spesso fa superare il tetto del voucher. Il risultato è una quota a tuo carico che prima non c'era.
Comprare prima della domanda: Le spese valgono solo se fatte dopo la presentazione. Un macchinario comprato il mese prima resta tuo, e lo paghi tu.
Dimenticare i costi di gestione: Un piano d'impresa che non prevede affitto e primi mesi di cassa è un piano debole, anche agli occhi di chi lo valuta.
Contare su tempi brevi: Tra domanda, risposta e primi pagamenti passano mesi. Il calendario va costruito su questi tempi, non su quelli che speri.
Posso aprire senza mettere nemmeno un euro?
Sulla carta, con il voucher al 100% e il conto vincolato, ci vai vicino. Nella pratica servono sempre soldi per le spese non ammesse e per i primi mesi di attività. Quanto, dipende dal tipo di attività: un servizio digitale da casa ha bisogno di molto meno di un bar. Va stimato sul tuo progetto prima di fare domanda.
Il fondo perduto paga l'affitto del locale?
No, le locazioni sono escluse. Con il contributo puoi però finanziare i lavori di ristrutturazione del locale, fino al 50% delle spese. Se il locale va sistemato, questo può spostare la scelta tra voucher e contributo, e va calcolato sui tuoi numeri.
Posso comprare attrezzature usate?
No, devono essere nuove di fabbrica. È una delle regole che fa saltare più spese in fase di rendicontazione. Se il tuo progetto si regge su macchinari usati, va ripensato prima della domanda.
E se l'attività non va e chiudo dopo un anno?
I beni finanziati devono restare all'attività per 3 anni dopo la fine del progetto. Chiudere o vendere prima può portare alla revoca di una parte del contributo. Cosa succede nel tuo caso dipende da quando chiudi e da cosa hai comprato.