Quali spese entrano nel 50% del voucher doppia transizione Bologna 2026 e cosa resta fuori

Hai capito che il voucher della Camera di Commercio di Bologna copre metà della spesa, hai già in mano due preventivi, e adesso ti fermi sulla domanda che conta: queste voci ci stanno dentro o no? È il punto in cui la maggior parte dei progetti si costruisce male, perché si parte dal preventivo invece che da cosa il bando considera doppia transizione.
Qui trovi le spese ammissibili del voucher doppia transizione Bologna, le esclusioni che fanno saltare una domanda, e il modo in cui un progetto va messo insieme perché regga in rendicontazione. Le domande si presentano dal 10 al 17 settembre 2026.
Prima delle voci di spesa servono tre paletti, perché condizionano tutto il resto.
Il contributo è il 50% delle spese ammesse, fino a 10.000€. Il progetto non è ammissibile sotto i 5.000€ di investimento, e sopra i 20.000€ di spesa il contributo non cresce più. Le spese devono essere sostenute e pagate tra l'8 luglio 2026 e il 31 maggio 2027: quello che hai pagato prima non entra, anche se il progetto è perfetto.
Il voucher è concesso in regime de minimis, quindi è cumulabile con altre agevolazioni nei limiti del plafond che hai già usato.
Se hai un preventivo sul tavolo e vuoi sapere se rientra, il modo più rapido è guardarlo insieme →
Le voci ammesse ruotano tutte attorno alla tecnologia che introduci. Sono sei famiglie:
La logica è sempre la stessa, ed è quella che vale per le spese ammissibili di quasi tutti i bandi: la spesa deve essere strumentale al progetto. Un macchinario entra se serve alla tecnologia che stai introducendo, non perché è un macchinario.
Questo elenco vale quanto il precedente, perché è qui che le domande si indeboliscono. Non sono ammessi:
Sulla vendita online c'è una regola precisa da leggere bene: entra nel progetto solo se il sistema è davvero collegato a un'altra tecnologia digitale ammessa. Un negozio online che vive per conto suo non basta.
E ci sono due esclusioni che riguardano l'impresa, non la spesa. Resta fuori chi ha già ottenuto il contributo del bando Voucher Digitali 2025 della Camera di Commercio di Bologna e ha rendicontato nei termini. E non puoi chiedere il voucher per software o tecnologie già finanziati dai bandi voucher digitali degli anni precedenti della stessa Camera.
Il progetto deve comprendere almeno una tecnologia, oppure un servizio di consulenza o formazione, tra quelli previsti dal bando. Le aree sono quattro e possono stare insieme nello stesso progetto:
Un progetto che regge, in concreto: sensori installati sulla linea e collegati al gestionale per leggere in tempo reale consumi di energia e acqua, analisi dei dati di produzione per tagliare sprechi ed emissioni, e dentro lo stesso progetto la consulenza specialistica che lo implementa più la formazione delle persone che lo useranno. Quattro voci di spesa diverse, una sola tecnologia che le tiene insieme.
Le spese di consulenza e formazione hanno un requisito in più: il fornitore deve essere qualificato, cioè accreditato oppure con almeno tre incarichi simili negli ultimi tre anni. Scegliere il consulente sbagliato rende inammissibile una voce che sulla carta era perfetta.
Il progetto richiede inoltre due self assessment: SELFI4.0 per la parte digitale e SUSTAINability per quella di sostenibilità. Il report SELFI4.0 va fatto nei tre mesi che precedono la domanda, quindi ha una finestra di validità stretta e va incastrato nel calendario.
Dipende da cosa lo collega alla tecnologia. Se il macchinario è il pezzo su cui installi i sensori, o quello che il nuovo sistema di gestione governa, la spesa è strumentale al progetto e la logica regge. Se invece è un acquisto autonomo a cui aggiungi il digitale come cornice, il nesso è debole ed è esattamente quello che l'istruttoria guarda. La differenza non sta nel macchinario: sta in come è scritto il progetto.
È una spesa ammissibile a pieno titolo, sulle competenze digitali, green ed energetiche delle persone stabilmente impiegate in azienda. Usata bene fa due cose: alza il valore del progetto verso i 20.000€ che servono per il contributo pieno, e rafforza la coerenza con la doppia transizione. Usata male, cioè scollegata dalla tecnologia introdotta, diventa la voce più facile da tagliare in istruttoria. Anche qui il fornitore deve essere qualificato, e questo restringe il campo.
No, e non è un dettaglio recuperabile: contano le spese sostenute e pagate dall'8 luglio 2026 in poi. È il tipo di errore che costa caro, perché di solito riguarda proprio la prima analisi, quella che ti ha fatto scoprire il bando. Quando la finestra di spesa è già aperta come adesso, la cosa utile è verificare le date dei pagamenti già fatti prima di costruirci sopra il progetto.
La parte che ti chiediamo è quella che conosci: l'idea di progetto e i preventivi dei fornitori. Da lì in avanti mettiamo in fila le voci ammissibili, controlliamo che il nesso con la tecnologia regga, verifichiamo le date dei pagamenti e i requisiti dei fornitori, e portiamo la domanda fino all'invio e poi alla rendicontazione.
Serve farlo prima di settembre, perché il bando funziona a sportello cronologico: le domande si valutano in ordine di arrivo e la dotazione da 600.000€ copre circa sessanta voucher pieni.
I voucher camerali sono tra i bandi che vediamo più spesso: la stessa impostazione la trovi nel voucher doppia transizione della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest. Se vuoi che guardiamo il tuo piano di spesa, puoi contattarci sul nostro sito.