Fino a €10K a fondo perduto per digitale e green a Bologna. Sportello dal 10 settembre 2026.

Hai un'impresa nell'area metropolitana di Bologna, sai che il gestionale andrebbe rifatto o che i consumi di energia vanno finalmente misurati, ma ogni volta che riapri il preventivo lo rimandi al trimestre dopo. Il bando 2026 della Camera di Commercio serve esattamente a togliere quel freno: metà della spesa la copre lei.
Il voucher doppia transizione Bologna riconosce il 50% delle spese di un progetto digitale ed ecologico, fino a 10.000€ a fondo perduto. Lo sportello apre il 10 settembre 2026 e resta aperto otto giorni. Qui trovi quanto vale davvero, chi può chiederlo, quali progetti rientrano e perché in questo bando conta arrivare pronti più che arrivare bravi.
Fondo perduto significa che i soldi che ricevi non li restituisci. Il voucher copre il 50% delle spese ammesse, con un tetto di 10.000€.
I numeri che ti servono per fare due conti:
Con 5.000€ di spesa incassi 2.500€.
Con 20.000€ arrivi al massimo.
Sopra i 20.000€ il contributo non sale più, quindi ha senso dimensionare il progetto sapendolo in partenza.
Il voucher si incassa in un'unica soluzione a fine progetto, dopo la rendicontazione delle spese, conclusa la verifica, il pagamento parte entro 60 giorni. È una logica di rimborso: prima spendi, poi recuperi metà.
Un ultimo numero che vale la pena tenere a mente: 600.000€ di dotazione coprono circa sessanta voucher pieni, quindi non è un fondo capiente.
Il bando è aperto alle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici, comprese le startup che rispettano i parametri dimensionali. Non c'è un settore privilegiato: conta il progetto, non il codice ATECO.
I requisiti da avere in ordine sono quattro:
Ci sono poi due porte chiuse che conviene conoscere subito, perché fanno saltare la domanda a monte. Resta fuori chi ha già ottenuto il contributo del bando Voucher Digitali 2025 della Camera di Commercio di Bologna e ha rendicontato nei termini. E non puoi chiedere il voucher per software o tecnologie già finanziati dai bandi voucher digitali degli anni precedenti della stessa Camera.
Il progetto deve essere coerente con la doppia transizione, quella digitale e quella ecologica, e comprendere almeno una tecnologia oppure un servizio di consulenza o formazione tra quelli previsti. Puoi muoverti su quattro fronti, anche insieme:
Un esempio che sta in piedi: un'azienda manifatturiera installa sensori collegati al gestionale per leggere in tempo reale i consumi di energia e acqua, analizza i dati di produzione per tagliare sprechi ed emissioni, e mette dentro lo stesso progetto la consulenza specialistica e la formazione del personale.
Qui non c'è una graduatoria a punti che premia il progetto migliore. Le domande si valutano in ordine di invio, ma alcune categorie di impresa vengono istruite per prime, sempre in ordine cronologico all'interno del proprio gruppo. Hanno la priorità:
Le risorse che restano vanno alle altre domande ammissibili, sempre in ordine di arrivo. Esauriti i fondi, le domande successive non vengono nemmeno istruite.
Ci sono poi due passaggi obbligatori che non riguardano il merito del progetto ma la sua ammissibilità: i self assessment SELFI4.0 per la parte digitale e SUSTAINability per quella di sostenibilità. Il report SELFI4.0 va fatto nei tre mesi prima della domanda, quindi ha una finestra di validità stretta. E chi ti eroga consulenza o formazione deve essere un fornitore qualificato: accreditato, oppure con almeno tre incarichi simili negli ultimi tre anni.
Tradotto: la partita si gioca prima del 10 settembre, non dopo.
Tutta la procedura è telematica, sulle piattaforme della Camera di Commercio, con identità e firma digitale. Servono il progetto, i preventivi dei fornitori e i documenti dell'impresa. Il calendario è compresso: sportello aperto dal 10 al 17 settembre 2026, istruttoria entro 90 giorni prorogabili fino a 100.
Non serve che tu diventi esperto di procedure camerali. La parte che ti chiediamo è quella che sai già: l'idea di progetto e i preventivi. Al resto, dalla verifica dei requisiti alla compilazione fino all'invio, pensiamo noi con te.
In linea generale si: 2.500€ recuperati su una spesa che avresti comunque sostenuto sono cassa che resta in azienda, e l'iter camerale è tra i più rapidi. La domanda vera è un'altra: con una dotazione da 600.000€ e uno sportello cronologico, vale la pena presentare un progetto piccolo o conviene ampliarlo per avvicinarsi ai 20.000€ di spesa e al contributo pieno? Dipende da cosa hai già in programma nei prossimi mesi e da cosa può entrare legittimamente nello stesso progetto. È una valutazione che si fa sul caso, non sulla regola.
Non automaticamente. L'esclusione riguarda chi ha ottenuto il contributo del bando Voucher Digitali 2025 di Bologna e lo ha rendicontato nei termini, più il divieto di rifinanziare software e tecnologie già coperti dai voucher digitali precedenti della stessa Camera. Se hai partecipato ad altri bandi, camerali o regionali, la strada resta aperta. Capire in quale delle due caselle cadi richiede di guardare cosa hai effettivamente rendicontato, non solo a quale bando hai partecipato.
Si, e più di quanto sembri. Non danno punti: spostano l'impresa in un gruppo che viene istruito prima degli altri. Con una dotazione che copre una sessantina di voucher, essere nel primo gruppo o nel secondo può fare la differenza tra ammessa e non istruita. Il punto delicato è che queste condizioni vanno documentate nel modo giusto: una priorità che ti spetta ma dichiarata male è una priorità persa.
Si, se hai sede nell'area metropolitana di Bologna, hai in mente un progetto digitale o di efficienza energetica per almeno 5.000€ di spesa, e puoi organizzarti per essere pronto entro l'inizio di settembre.
No, se la tua sede è fuori dalla circoscrizione della Camera di Commercio di Bologna, se il tuo progetto è una spesa di gestione ordinaria senza una tecnologia dentro, oppure se cerchi un contributo molto più alto: in quel caso il voucher camerale è poca cosa e ti conviene guardare a un bando regionale o nazionale. Se invece la tua attività è nel commercio, in Emilia Romagna c'è un bando dedicato che potrebbe pesare di più.
I voucher camerali restano gli strumenti più prevedibili per recuperare cassa sull'innovazione: importo contenuto, iter snello, tempi certi. La logica dello sportello cronologico li rende però bandi in cui la preparazione conta quanto il progetto e lo stesso vale per il voucher doppia transizione della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, costruito con una meccanica simile.
Se sei interessato ad approfondire e vuoi arrivare pronto al 10 settembre 2026, visita il nostro sito e contattaci per capire se questa opportunità fa al caso tuo.