Voucher 3I: il brevetto pagato al 100%, fino a 4.000 euro

Voucher 3I: fino a 4.000 euro per brevettare. Copre il 100% della consulenza, non le tasse di deposito.

Hai sviluppato qualcosa che funziona e qualcuno ti ha detto di brevettarlo. Poi hai chiesto un preventivo a un consulente in proprietà industriale e hai scoperto che tra ricerca di anteriorità, stesura e deposito si arriva facilmente a qualche migliaio di euro. Per una microimpresa appena nata è una cifra che si rimanda, e intanto l'invenzione resta scoperta.

Il Voucher 3I copre quella spesa per intero. È piccolo, è semplice e ha una regola che taglia fuori chi non la legge: un solo voucher per impresa e per un solo servizio.

Chi può accedere

Startup e microimprese. Il bando è nazionale, aperto in tutte le regioni, e la dimensione ammessa è la microimpresa.

Il regime applicato è il de minimis, cioè il limite di aiuti pubblici che una singola impresa può ricevere in tre esercizi finanziari. Vista l'entità del voucher, è difficile che da solo ti faccia sforare il plafond, ma va comunque conteggiato.

I tre servizi finanziabili

Il voucher è forfettario e ha tre importi, uno per servizio:

La copertura è al 100% del servizio. La dotazione complessiva della misura è di 9 milioni di euro.

La regola che blocca più domande di tutte

Un solo voucher per impresa, e per un solo servizio.

Significa che non puoi chiedere il voucher da 1.000 euro per la ricerca di anteriorità e poi quello da 3.000 euro per il deposito. Devi scegliere una sola volta.

La conseguenza pratica è che la scelta del servizio va fatta a monte, con criterio. Se sei ragionevolmente sicuro che l'invenzione sia brevettabile, ha più senso usare il voucher sul deposito nazionale da 3.000 euro e pagare di tasca tua la ricerca di anteriorità, che costa meno. Se invece hai dubbi seri sulla novità, spendere 1.000 euro pubblici per scoprire che il brevetto non sta in piedi ti fa risparmiare l'investimento successivo, ma bruci il voucher.

Per il deposito all'estero c'è un vincolo in più: serve avere già una domanda di brevetto nazionale, e l'estensione deve avvenire entro dodici mesi dal deposito nazionale. È il termine di priorità internazionale, non una regola del bando: se lo superi, perdi la priorità e non c'è voucher che la recuperi.

Cosa il voucher non copre

Questo è il punto che genera più fraintendimenti. Il voucher copre solo i servizi professionali, quindi non include le tasse e i diritti di deposito.

Significa che con il voucher da 3.000 euro paghi il consulente che redige e deposita la domanda, ma le tasse dovute all'ufficio brevetti restano a carico tuo. Vanno messe a budget a parte.

Chi può erogare i servizi

Solo consulenti in proprietà industriale o avvocati iscritti negli elenchi dedicati. Il fornitore va indicato nella domanda.

C'è un'esclusione esplicita: non sono ammissibili servizi erogati da fornitori che siano amministratori, soci o dipendenti dell'impresa. Se hai un socio avvocato, non può essere lui a fatturare il servizio.

Cosa puoi brevettare

Il voucher riguarda le invenzioni industriali, non i marchi, non i disegni, non i modelli di utilità.

Gli interventi ammessi sono tre e corrispondono ai tre servizi: la verifica preliminare della brevettabilità con ricerche di anteriorità, la predisposizione della documentazione e il deposito in Italia presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, oppure l'estensione all'estero di una domanda nazionale rivendicandone la priorità, anche attraverso l'Ufficio europeo dei brevetti o l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale.

Come si presenta la domanda

Accedi alla piattaforma di Invitalia con SPID, CNS o CIE. Compili la domanda online indicando il servizio scelto e il fornitore, e carichi gli allegati. Per inviare servono firma digitale e PEC. Il sistema assegna un protocollo.

Gli allegati sono tre e sono pochi rispetto alla media dei bandi: dichiarazione sostitutiva, accordo di consulenza firmato digitalmente, visura camerale.

L'accordo di consulenza firmato è il documento che richiede più tempo, perché presuppone che tu abbia già scelto il professionista e definito con lui l'incarico prima di presentare domanda.

Come funziona la valutazione

Le domande sono valutate in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse. Non c'è graduatoria di merito, non ci sono punteggi.

In caso di esito positivo viene rilasciato il voucher e notificato ai soggetti interessati. In caso negativo ti viene comunicato il diniego.

È il tipo di procedura in cui la velocità conta più della qualità della domanda: non devi convincere nessuno, devi solo arrivare prima che i fondi finiscano.

Errori più comuni

Scegliere il servizio sbagliato. È l'errore strutturale di questa misura, perché è irreversibile. Vale la pena decidere dopo aver parlato con il consulente, non prima.

Presentare domanda senza aver ancora scelto il professionista: Serve l'accordo di consulenza già firmato. Chi arriva alla piattaforma senza averlo perde giorni proprio in una misura dove conta l'ordine di arrivo.

Contare sul voucher per coprire l'intero costo del brevetto: Le tasse di deposito sono escluse. Il brevetto costa comunque qualcosa.

Affidare il servizio a un fornitore non iscritto negli elenchi: La domanda non è ammissibile e te ne accorgi tardi.

Vale la pena

Sì, con una precisazione.

Il valore economico è modesto in valore assoluto, ma la copertura è al 100% e la domanda è tra le più snelle in circolazione: tre allegati e nessuna valutazione di merito. Il rapporto tra tempo investito e beneficio ottenuto è tra i migliori disponibili.

Il ragionamento cambia se non hai ancora deciso se brevettare. Il brevetto ha senso quando hai qualcosa di realmente nuovo e un mercato in cui difenderlo: se manca uno dei due, il voucher ti fa risparmiare su una spesa che non dovresti fare comunque.

Va anche detto che il voucher è cumulabile con altre agevolazioni, quindi non ti preclude l'accesso a misure più consistenti sullo stesso progetto di innovazione.

Domande aperte

Posso usare il voucher per un marchio?

No. La misura riguarda le invenzioni industriali e i servizi di brevettazione. Marchi, disegni e modelli hanno strumenti dedicati, con regole e importi diversi. Capire se quello che hai sviluppato si tutela meglio con un brevetto, con un modello di utilità o con il segreto industriale è una valutazione da fare prima, perché condiziona tutta la strategia di protezione.

Ho già depositato in Italia sei mesi fa: sono ancora in tempo per l'estero?

Sì, il termine è di dodici mesi dal deposito nazionale. Ne hai ancora sei. Il punto delicato è che l'estensione all'estero va progettata: scegliere tra via europea, procedura internazionale e depositi nazionali diretti cambia costi e tempi in modo sostanziale, e la scelta si fa sulla base dei mercati in cui vuoi davvero essere presente.

La mia impresa ha due anni: conta come startup?

Il bando si rivolge a startup e microimprese, e la dimensione microimpresa è il parametro che conta. Molte imprese giovani rientrano senza essere iscritte alla sezione speciale delle startup innovative. La verifica va fatta sui parametri dimensionali reali, dipendenti e fatturato, non sull'età dell'impresa.

Quanto tempo passa dalla domanda all'erogazione?

Il bando non fissa un termine di istruttoria dichiarato. La procedura è a sportello con valutazione in ordine di arrivo, quindi l'esito dipende anche dal carico di domande nel periodo. Va considerato che il servizio del consulente si avvia dopo il rilascio del voucher, e questo allunga i tempi complessivi rispetto al momento in cui decidi di brevettare.

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