Tecnonidi: spese ammissibili e importi fino a 350.000€. Cosa finanzi tra investimenti e funzionamento.

Hai in testa un piano di spesa per la tua impresa: qualche macchinario, un paio di assunzioni, del software da sviluppare. Sai che Tecnonidi può coprirne una buona parte, ma non sai quali di quelle voci rientrano davvero, né quanto puoi chiedere su ciascuna.
Qui trovi le spese ammissibili di Tecnonidi una per una, divise tra investimenti e costi di funzionamento, e gli importi precisi che puoi richiedere su ognuno. Con un esempio numerico, per vedere come si compone davvero il contributo sul tuo progetto.
È la prima cosa da capire, perché cambia tutto il resto. Tecnonidi non mette le tue spese in un calderone unico: le separa in due conti, con regole e percentuali diverse.
Lo stesso progetto attinge a entrambi i conti, ma ognuno ha il suo tetto e la sua percentuale di copertura. Capire in quale conto finisce ogni spesa è il primo passo per sapere quanto puoi davvero ottenere.
Sul conto impianti lavorano due strumenti insieme. Sul conto esercizio uno solo. Ecco i numeri esatti.
Conto impianti (investimenti)
Combinando il fondo perduto e il prestito, sul conto impianti arrivi a coprire fino all'80% degli investimenti agevolati.
Conto esercizio (funzionamento)
Messo tutto insieme, la richiesta complessiva di un progetto Tecnonidi va da 50.000€ a 350.000€. La dotazione dell'avviso è di 19.705.882€, il regime di aiuto è il GBER e l'agevolazione è cumulabile con altri aiuti nei limiti di legge. Lo sportello è aperto e le domande si valutano in ordine cronologico, quindi muoversi presto conta.
Prendi un progetto da 250.000€ di investimenti più 100.000€ di costi di funzionamento.
Sul conto impianti (250.000€) ricevi 100.000€ di fondo perduto (il 40%) e 100.000€ di prestito a tasso zero (un altro 40%). Coperto l'80% dell'investimento: di tasca tua resta il 20%, e l'unica parte da restituire sono i 100.000€ di prestito, a interessi zero in cinque anni.
Sul conto esercizio (100.000€) ricevi 80.000€ di fondo perduto (l'80%).
In totale, su 350.000€ di progetto incassi 180.000€ di fondo perduto puro e 100.000€ di prestito a tasso zero. La parte che davvero ti torna indietro come debito è poco più di un quarto del totale, senza interessi.
Questi sono i numeri dell'esempio, non i tuoi. Per vedere come si compone il contributo sul tuo piano di spesa reale, calcola quanto puoi ottenere con Tecnonidi: bastano un paio di minuti.
Sul conto impianti rientrano gli investimenti in beni nuovi, materiali e immateriali, destinati alla tua unità produttiva in Puglia:
La regola di fondo: i beni devono essere nuovi, installati e funzionanti al termine del progetto, e ogni fattura deve superare la soglia minima prevista dall'avviso.
Sul conto esercizio rientrano i costi per avviare e sviluppare l'iniziativa:
Sapere cosa non rientra ti evita di costruire un piano su voci che verranno tagliate. Tecnonidi non finanzia:
Le spese vanno sostenute dopo l'istanza definitiva ed entro i tempi previsti dalle erogazioni a tranche.
Sul conto esercizio sì, lì c'è solo fondo perduto. Sul conto impianti il fondo perduto al 40% e il prestito al 40% sono pensati per lavorare insieme: è la combinazione che ti porta all'80% di copertura. Puoi dimensionare il prestito su un importo più basso, ma rinunciarci del tutto significa lasciare sul tavolo una fetta importante di copertura a interessi zero. Quanto convenga nel tuo caso dipende dalla tua cassa, ed è una valutazione che ha senso fare sui tuoi numeri prima di presentare.
Il personale dipendente è una delle voci più pesanti del conto esercizio, ma deve avere qualifica adeguata e un impegno reale e documentabile sul progetto, non solo un nome in organigramma. Il confine tra costo ammissibile e costo contestato passa da come imposti i contratti e la rendicontazione delle ore: è una delle parti dove un progetto solido si distingue da uno che prende rilievi in fase di controllo.
Quasi certamente no. Tecnonidi ammette le spese sostenute dopo l'istanza definitiva, quindi un acquisto fatto prima resta fuori. Le tempistiche tra domanda preliminare, parere dell'esperto, colloquio e istanza definitiva sono il punto in cui si decide quali spese sono salve e quali no, e basta sbagliare l'ordine delle mosse per perdere un investimento che sarebbe stato ammissibile. È esattamente il tipo di sequenza che impostiamo insieme ai clienti che seguiamo.
Il massimo teorico, 350.000€, non è sempre la scelta giusta. Un piano di spesa gonfiato per arrivare al tetto regge male la valutazione dell'esperto, che premia la coerenza tra progetto, investimenti e capacità di restituire il prestito. E un prestito più grande pesa sulla tua cassa per cinque anni, anche se a interessi zero.
La domanda giusta non è "quanto posso chiedere", è "quanto ha senso chiedere sul mio progetto". Tra costruire un piano di spesa credibile e dividere bene le voci tra conto impianti e conto esercizio, qui si gioca buona parte dell'esito.
→ Calcola quanto puoi ottenere con Tecnonidi sul tuo progetto
Se invece ti serve prima il quadro completo del bando, parti dalla guida completa a Tecnonidi, oppure verifica subito se hai i requisiti per accedere.