Bando startup Lombardia: fondo perduto 80% fino a 1,5 milioni. Quanto vale e come arrivano i soldi.

Un contributo a fondo perduto dell'80% non è cosa che si vede spesso. La maggior parte dei bandi per startup si ferma al 40 o al 50%, e spesso è finanziamento agevolato, cioè un prestito da restituire. Qui invece parliamo di soldi che non torni indietro, su una quota che copre quasi tutto il progetto. Ecco perché il fondo perduto del bando startup Lombardia è la parte che vale la pena capire fino in fondo, numeri alla mano.
Ti spiego quanto vale davvero il contributo, dove sta il tetto massimo, cosa cambia con le zone assistite e, altrettanto importante, come e quando i soldi arrivano sul conto. Perché l'80% sulla carta e l'80% in cassa non sono la stessa cosa.
Il bando finanzia con un contributo a fondo perduto pari all'80% delle spese ammissibili. Fondo perduto vuol dire che non lo restituisci: non è un prestito, non ci sono interessi, non c'è un piano di rientro. Se il tuo progetto costa 200.000 euro di spese ammissibili, il contributo teorico è 160.000 euro, e la parte a tuo carico è 40.000.
Questo cambia completamente il profilo di rischio di un progetto di sviluppo tecnologico. Con l'80% coperto, un investimento che da solo sarebbe fuori portata per una startup early stage diventa sostenibile, e riduce il rischio anche agli occhi di un investitore privato che entra sulla quota restante.
L'80% ha un limite massimo in valore assoluto. I tetti sono due:
Le zone assistite sono aree specifiche del territorio, individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, dove l'intensità di aiuto consentita è più alta. Se il tuo progetto si svolge in una di queste aree, il tetto sale del 50%. Verificare se la tua sede rientra è uno dei primi controlli da fare, perché sposta il massimale in modo significativo.
Per attivare quel contributo, il progetto deve rispettare una forbice di spesa:
Ecco come si legano i numeri, ed è il punto che genera più confusione. L'80% di 1.250.000 fa 1.000.000: è il tetto ordinario del contributo. L'80% di 1.875.000 fa 1.500.000: è il tetto elevato nelle zone assistite. Quindi il contributo massimo e la spesa massima si muovono insieme, e il fattore che li fa salire è sempre la localizzazione in zona assistita.
Se non sai ancora quanto potrebbe valere il tuo progetto o se la tua sede è in zona assistita, partiamo dai tuoi numeri e li mettiamo a terra insieme.
Qui sta l'aspetto che molte startup sottovalutano, ed è puro tema di cassa. Il contributo è erogato in massimo due tranche:
In alcuni casi può esserci solo il saldo, senza anticipo. In ogni caso, una parte consistente delle spese va anticipata con risorse tue o di terzi e recuperata dopo, quando hai realizzato e documentato le attività. Il saldo viene erogato anche in funzione del raggiungimento dei risultati previsti dal progetto.
C'è un ulteriore meccanismo da conoscere: se in fase di rendicontazione le spese validate risultano inferiori a quelle ammesse, il contributo viene rideterminato al ribasso. Devono comunque restare almeno pari al 40% delle spese ammesse, altrimenti il progetto salta. Tradotto: non basta spendere, devi spendere in modo coerente con quanto approvato e documentarlo bene.
L'80% è garantito o è un massimo?
È l'intensità massima di aiuto: copre fino all'80% delle spese ammissibili, entro i tetti in valore assoluto. Quanto ricevi davvero dipende da due cose: l'importo del progetto ammesso in valutazione e le spese che poi rendiconti e che vengono validate. Se una parte delle spese non passa la validazione, il contributo si riduce di conseguenza. L'80% è il punto di partenza del calcolo, non un assegno fisso.
Posso cumularlo con altre agevolazioni?
Sì, il regime GBER consente il cumulo con altre agevolazioni sulle stesse spese, purché non si superi l'intensità di aiuto massima applicabile. È escluso invece il cumulo con risorse PNRR. Il punto critico è il calcolo dell'intensità complessiva: capire quali aiuti già ricevuti pesano e quali no richiede di leggere il tuo registro nazionale aiuti, e un errore qui può comportare la rideterminazione del contributo mesi dopo. È un controllo che ha senso fare prima di presentare, non dopo.
Come faccio a sapere se la mia sede è in zona assistita?
Le zone assistite sono definite dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, che individua le aree ammesse all'intensità maggiorata. Non tutta la Lombardia rientra: sono porzioni specifiche di territorio. Verificare l'indirizzo esatto della sede operativa contro la mappa delle zone assistite è un passaggio che vale la pena fare subito, perché la differenza tra un tetto da 1 milione e uno da 1,5 milioni può cambiare la scala stessa del progetto che ha senso presentare.
Devo anticipare tutti i soldi e poi farmeli rimborsare?
Non tutti, ma una parte sì. Con una tranche intermedia fino al 40% e il saldo a fine progetto, la copertura di cassa durante i lavori è parziale. Significa che serve pianificare come coprire lo scarto tra le uscite e le entrate del contributo, con risorse proprie, un round o una linea di credito. Per una startup early stage questo è un aspetto da mettere in conto fin dall'inizio: un contributo ricco non elimina il bisogno di gestire la cassa.
Un fondo perduto all'80% fino a 1,5 milioni è tra le coperture più alte che una startup innovativa possa trovare oggi in Italia. Ma il numero che conta per te non è il tetto massimo del bando, è quanto vale il tuo progetto una volta impostato bene: spesa ammissibile, zona assistita, intensità cumulabile.
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