Smart&Start Italia: 80% del piano a tasso zero per startup innovative

Fino a 1,5 milioni a tasso zero per startup innovative. Il 90% se il team è under 36 o tutto femminile.

Hai un progetto tecnologico solido e una società appena costituita, o nemmeno quella. Le banche ti chiedono tre bilanci che non hai e i fondi ti chiedono trazione che arriverà solo dopo aver sviluppato il prodotto. È il classico punto morto in cui muore la maggior parte delle startup italiane prima ancora di partire.

Smart&Start Italia esiste per quel punto morto: finanzia fino all'80% del tuo piano di impresa a tasso zero, senza garanzie personali sul finanziamento e senza chiederti uno storico. Ti spiego come funziona davvero, dove si alza la percentuale e cosa guarda chi valuta.

Chi può accedere

Devi essere una startup innovativa iscritta alla sezione speciale del registro delle imprese, oppure una micro o piccola impresa con quelle caratteristiche.

La particolarità che rende questa misura diversa dalle altre: puoi presentare domanda anche come società non ancora costituita. In quel caso firma il referente del progetto, che deve essere uno dei futuri soci. Costituirai la società solo dopo l'esito positivo. Significa che non devi rischiare capitale e spese notarili su un progetto che potrebbe non essere finanziato.

Sono ammessi tutti i settori, con due esclusioni: la produzione primaria dei prodotti agricoli e il settore carboniero.

Il requisito che decide tutto: il contenuto innovativo

Il piano deve rientrare in almeno una di tre direttrici, e questa è la parte su cui si gioca l'ammissibilità:

  • Introduzione di tecnologie nuove o sperimentali. Tecnologia che non è già standard di mercato.
  • Sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nell'economia digitale. Il digitale come leva di un nuovo modello di business, non come strumento di supporto.
  • Valorizzazione economica dei risultati della ricerca. Trasformi in impresa esiti brevettati, studi, ricerche, know how tecnico scientifico. Se prendi questa strada, gli esiti devono essere documentati e dimostrabili: serve un titolo di disponibilità del risultato della ricerca.

Rientrano anche le soluzioni migliorative rispetto al mercato di riferimento e i modelli di business orientati all'innovazione sociale, purché l'elemento innovativo sia concreto e riconoscibile. La parola chiave è riconoscibile: "usiamo l'intelligenza artificiale" scritto in una slide non è un elemento innovativo, è un'affermazione.

Quanto vale

Il piano di impresa deve stare tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Sotto la soglia minima non sei ammissibile.

Su quella spesa ricevi un finanziamento a tasso zero pari all'80%, restituibile in 10 anni.

La percentuale sale al 90% in due casi:

  • la startup è composta interamente da donne oppure da giovani under 36
  • tra i soci c'è almeno un dottore di ricerca impegnato all'estero che rientra in Italia

Su un piano da 500.000 euro significa 400.000 euro di finanziamento a interessi zero, che diventano 450.000 se il team rientra in una delle due condizioni.

Il vantaggio riservato al Sud

Se la startup ha sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nel Cratere sismico del Centro Italia, il 30% del finanziamento concesso diventa contributo a fondo perduto. Non lo restituisci.

Il restante 70% resta a tasso zero.

Su un piano da 500.000 euro con finanziamento all'80%, cioè 400.000 euro, significa 120.000 euro che non tornano indietro e 280.000 euro da restituire senza interessi in 10 anni. È la differenza più rilevante tra fare impresa al Nord e al Sud su questa misura, e da sola giustifica una riflessione sulla localizzazione della sede operativa se il progetto lo consente.

La dotazione complessiva della misura è di 100 milioni di euro.

Quali spese puoi mettere a piano

Il perimetro è ampio e copre praticamente tutto quello che serve a far partire una startup tecnologica:

attrezzature e macchinari, impianti di produzione, software, brevetti e licenze, personale dipendente, personale esterno e consulenze, servizi, certificazioni, marketing, affitto dei locali, spese generali.

Il piano va realizzato entro 24 mesi dalla firma del contratto.

La presenza di affitto, personale e marketing tra le spese ammissibili è il motivo per cui Smart&Start funziona anche per chi non ha investimenti materiali pesanti: una startup software può costruire un piano credibile fatto quasi solo di persone e servizi.

Come si presenta la domanda

Accedi all'area personale di Invitalia con SPID, CNS o CIE. Compili la domanda online, la firmi digitalmente e la invii. Se la società è già costituita firma il legale rappresentante, altrimenti firma il referente del progetto.

Gli allegati principali per una società costituita sono curriculum dei soci e del management team, pitch del progetto, atto costitutivo, statuto, dichiarazioni riepilogative, dichiarazione carichi e antiriciclaggio. A questi si aggiungono, quando ricorre il caso, il titolo di disponibilità del risultato della ricerca, la dichiarazione dell'investitore qualificato, il rating di legalità e la dichiarazione dell'incubatore o acceleratore.

Come viene valutata

La procedura è a sportello, secondo ordine di arrivo e senza graduatorie. Non corri contro gli altri: corri contro le soglie.

Invitalia svolge verifica formale, valutazione di merito e un colloquio istruttorio. L'esito arriva entro 60 giorni.

I criteri sono quattro, con pesi dichiarati:

  • Competenze tecniche, organizzative e gestionali: 30%
  • Sostenibilità economica e finanziaria: 30%
  • Innovazione: 20%
  • Fattibilità tecnologica e operativa: 20%

Il dato interessante è che l'innovazione pesa il 20%, mentre team e sostenibilità finanziaria insieme pesano il 60%. È il contrario di quello che pensa chi prepara la domanda: la maggior parte dei proponenti investe tutto il tempo sulla descrizione della tecnologia e arriva al colloquio senza saper rispondere su chi fa cosa nel team e su come si regge il piano finanziario.

Le premialità

Il punteggio sale in quattro casi:

  • accordi con incubatori o acceleratori
  • presenza di un investitore qualificato
  • piani realizzati al Sud da startup del Centro Nord
  • rating di legalità

Sono punti aggiuntivi, non requisiti. Ma in una misura dove il colloquio istruttorio pesa, avere un incubatore o un investitore alle spalle cambia la percezione della solidità del progetto.

Errori più comuni

Presentare un progetto innovativo senza saper dire perché. La valutazione chiede innovazione riconoscibile. Serve il confronto esplicito con lo stato dell'arte: cosa esiste oggi, cosa fai tu di diverso, perché non è già stato fatto.

Costruire un piano finanziario decorativo. La sostenibilità economica pesa il 30% e il finanziamento va restituito in 10 anni. Un piano con ricavi che triplicano ogni anno senza una logica sottostante viene smontato al colloquio.

Dimenticare che il finanziamento è un debito. L'80% a tasso zero resta una somma da restituire, tranne la quota a fondo perduto al Sud. Va inserito nelle proiezioni finanziarie come uscita.

Sottovalutare il colloquio. È parte della valutazione, non una formalità. Chi si presenta senza padronanza dei numeri del proprio piano perde punti sui criteri che pesano di più.

Vale la pena

Per una startup tecnologica in fase di avvio, Smart&Start è probabilmente lo strumento nazionale più adatto, per tre motivi concreti: puoi candidarti prima di costituire la società, non servono bilanci pregressi, e il costo del denaro è zero.

Il caso in cui vale meno è la startup che ha già raccolto capitali e ha bisogno di velocità: tra preparazione, istruttoria e colloquio passano mesi, e i 60 giorni di istruttoria decorrono da una domanda completa.

Il caso in cui vale di più è la startup deep tech o la spin off da ricerca con sede al Sud: lì la combinazione tra 90% di copertura e 30% a fondo perduto non ha equivalenti sul mercato.

Va considerato che la misura non è cumulabile con altre agevolazioni sulle stesse spese. Se stai valutando anche un bando regionale, devi scegliere.

Domande aperte

Posso presentare domanda se la società non esiste ancora?

Sì, ed è una delle caratteristiche più utili della misura. Firma il referente del progetto, che deve essere uno dei futuri soci, e la società si costituisce dopo l'esito. La complessità sta nel presentare un piano finanziario credibile per un soggetto che non ha ancora forma giuridica, compagine definita e capitale versato: sono proprio gli elementi su cui si concentra il 60% del punteggio.

Come dimostro che il progetto nasce dalla ricerca?

Serve un titolo di disponibilità del risultato: brevetto, licenza, accordo con l'università o con l'ente di ricerca, documentazione del know how. La parte delicata è quando il risultato è stato prodotto da un socio durante un rapporto con un ente pubblico, perché la titolarità potrebbe non essere sua. È una verifica da fare prima di scrivere la domanda, non dopo.

Il 30% a fondo perduto vale se sposto solo la sede legale al Sud?

Il riferimento è alla sede in cui si realizza il piano. Aprire una sede formale senza attività reale sul territorio è un rischio in fase di controllo. Quando il progetto è delocalizzabile davvero la valutazione ha senso, ma va impostata sull'operatività, non sull'indirizzo.

Quanto deve essere grande il piano?

Il minimo è 100.000 euro. Molti progetti early stage si fermano sotto e vengono gonfiati per raggiungere la soglia: è l'errore che emerge nella valutazione di congruità dei costi. Se il tuo fabbisogno reale è 60.000 euro, Smart&Start non è lo strumento giusto e conviene guardare misure di taglio inferiore.

Ultimi articoli

Vai al blog