Smart Money: 80% sui servizi per arrivare al MVP e 100% sull'investimento in capitale di rischio.

Hai una soluzione innovativa individuata e vuoi arrivare al prodotto minimo funzionante, quello da mettere davanti ai primi clienti per capire se regge. Ti servono competenze che in azienda non hai: un incubatore che ti segua, servizi specialistici, qualcuno che ti aiuti a validare. Sono cifre piccole in valore assoluto, ma in fase pre seed anche diecimila euro sono una barriera.
Smart Money è costruito su misura per questa fase. Ha due linee che si sommano, e la seconda è insolita: non paga un servizio, premia chi investe nel tuo capitale.
Startup innovative italiane in fase pre seed e seed. Sono ammessi anche i progetti non ancora costituiti in società.
La dimensione ammessa è la piccola impresa. La dotazione complessiva della misura è di 9,5 milioni di euro.
Sono cinque e vanno letti con attenzione perché delimitano bene il campo.
Il progetto deve partire da una soluzione innovativa già individuata e orientata al mercato, da consolidare negli aspetti operativi. Non è uno strumento per esplorare un'idea: l'idea deve esserci già.
Deve avere potenziale di scalabilità.
Deve prevedere il coinvolgimento diretto dei soci o di un team con adeguate capacità tecniche e gestionali, oppure il loro rafforzamento con nuove professionalità.
Deve essere finalizzato alla realizzazione del prototipo, del Minimum Viable Product o della prima applicazione industriale del prodotto o servizio, anche per raccogliere riscontri da clienti o investitori.
I servizi del piano devono essere erogati da incubatori, acceleratori, innovation hub o organismi di ricerca abilitati. Non puoi spendere il contributo con un fornitore qualsiasi.
Contributo a fondo perduto pari all'80% delle spese, con spesa minima di 10.000 euro e contributo massimo di 10.000 euro per startup innovativa.
Le spese ammissibili sono coerenti con la fase: servizi, consulenze e personale esterno, studi di fattibilità, digitalizzazione, marketing, registrazione di brevetti, licenze, affitto.
Su una spesa di 12.500 euro ottieni il contributo pieno di 10.000 euro. Oltre quella soglia il contributo non cresce.
Qui il meccanismo è diverso e merita attenzione, perché è la parte meno conosciuta della misura.
Contributo pari al 100% dell'investimento ricevuto nel capitale di rischio, con investimento minimo di 10.000 euro e contributo massimo di 30.000 euro per startup innovativa.
È un'agevolazione ulteriore rispetto al sostegno ai piani di attività: le due si sommano, per un potenziale complessivo di 40.000 euro.
La linea è riservata alle startup che hanno già beneficiato del sostegno ai piani di attività. Non puoi partire da qui: devi prima aver fatto la prima linea.
Le condizioni sull'investimento sono quattro e sono tutte vincolanti:
Il versamento va effettuato entro 6 mesi dalla deliberazione dell'investimento.
La logica è chiara: lo Stato rimborsa alla startup una somma pari a quanto un attore qualificato ha messo nel suo capitale, entro il tetto. È un moltiplicatore dell'investimento privato, non un sostituto.
La domanda si invia tramite la procedura informatica di Invitalia, in lingua italiana e con firma digitale.
Per il piano di attività la domanda contiene dati del proponente, descrizione del progetto, piano di attività, tempistiche con diagramma di Gantt, voci di spesa, risultati attesi, pitch e accordo o pre accordo con l'attore dell'ecosistema dell'innovazione.
Quest'ultimo documento è il passaggio critico: prima di presentare domanda devi aver già individuato l'incubatore, l'acceleratore, l'innovation hub o l'organismo di ricerca e aver definito con lui l'intervento.
Per la linea capitale di rischio la domanda passa dalla stessa procedura e può riguardare uno o più investimenti. Servono la delibera di investimento e la dichiarazione di versamento o di impegno al versamento.
Le domande sono valutate in ordine cronologico.
Piano di attività. Delibera entro 60 giorni. La valutazione verifica completezza, requisiti di accesso, coerenza del progetto, impegno di soci e team, soluzione innovativa, scalabilità e mercato. La soglia minima richiede almeno un sì per ogni criterio.
Questo dettaglio è importante: non è un punteggio da massimizzare, è una verifica binaria su ogni voce. Basta un no su un criterio per essere fuori, per quanto forte sia il resto.
Capitale di rischio. Delibera entro 30 giorni. Si verificano completezza, condizioni di accesso, documentazione sull'investimento, forma dell'investimento e rispetto dei tempi di versamento.
Presentare domanda senza l'accordo con l'attore dell'ecosistema. È un allegato richiesto. Chi arriva alla procedura senza averlo non può completare l'invio.
Scegliere un fornitore non abilitato. I servizi devono essere erogati da soggetti che rientrano nelle categorie ammesse. Un consulente indipendente bravissimo ma non inquadrato come incubatore, acceleratore, innovation hub o organismo di ricerca non va bene.
Contare sulla seconda linea senza aver fatto la prima. La linea capitale di rischio è riservata a chi ha già beneficiato del sostegno ai piani di attività. È una sequenza obbligata.
Strutturare l'investimento tramite crowdfunding. È escluso esplicitamente.
Far entrare l'investitore in maggioranza. L'investimento non deve determinare una partecipazione di maggioranza. Un round che porta l'investitore oltre il 50% fa perdere il contributo.
Dimenticare i 18 mesi di mantenimento. Se l'investitore esce prima, il presupposto dell'agevolazione viene meno.
Sì, con una premessa di scala: sono cifre piccole. Diecimila euro sulla prima linea e trentamila sulla seconda non finanziano la crescita di un'azienda.
Ma nella fase pre seed il rapporto tra sforzo e beneficio è favorevole. La prima linea copre l'80% di un percorso con un incubatore, che è esattamente quello che serve per arrivare a un MVP presentabile. La seconda linea, di fatto, riduce il costo effettivo dell'ingresso di un investitore qualificato.
Il caso in cui non è lo strumento giusto è la startup che ha già superato la fase di validazione e ha bisogno di capitale per crescere: lì servono Smart&Start Italia o strumenti di equity, con ordini di grandezza diversi.
Va tenuto presente che la misura non è cumulabile. Prima di presentare domanda conviene mappare il percorso complessivo di finanziamento, perché usare Smart Money può precludere l'accesso contemporaneo ad altre agevolazioni sulle stesse spese.
Posso presentare domanda se la società non è ancora costituita?
Tra i destinatari rientrano anche i progetti non ancora costituiti. Il punto pratico è che diversi allegati, dalla visura all'atto costitutivo alla delibera, presuppongono una società esistente, mentre altri no. La sequenza corretta tra costituzione e presentazione della domanda dipende dalla linea scelta e va impostata prima, perché sbagliarla significa dover ripresentare.
Chi sono esattamente gli attori abilitati dell'ecosistema?
Sono incubatori, acceleratori, innovation hub e organismi di ricerca che rispondono a requisiti specifici. Non tutti i soggetti che si presentano come incubatori rientrano nella definizione utile ai fini della misura. La verifica va fatta prima di firmare l'accordo, perché è il perno su cui si regge l'intera domanda.
Cosa succede se l'investitore esce prima dei 18 mesi?
Il mantenimento per almeno 18 mesi è una condizione dell'agevolazione. Un'uscita anticipata mette a rischio il contributo già erogato. È un vincolo da far conoscere all'investitore prima della delibera, perché condiziona anche la struttura dei patti parasociali.
La soglia "almeno un sì per ogni criterio" quanto è selettiva?
È più selettiva di quanto sembri, perché elimina la possibilità di compensare. Un progetto eccellente su innovazione e scalabilità ma debole sull'impegno documentato del team riceve un no su quel criterio e si ferma. Nella preparazione conviene quindi lavorare sui punti deboli, non rafforzare ulteriormente quelli già solidi.