Tasso zero fino a 25.000€ per microimprese del Lazio costituite da meno di 36 mesi o ancora da costituire.

Hai una microimpresa in Lazio nata da pochi mesi, o stai per aprirla, e ti scontri col problema classico di chi parte da zero: la banca non finanzia chi non ha storia, e tu resti fermo prima ancora di partire. È il caso d'uso per cui esiste il Nuovo Fondo Futuro della Regione Lazio.
Si tratta di un finanziamento a tasso zero pensato esattamente per le microimprese in fase di avviamento. Sportello operativo dall'11 maggio 2026, con possibilità di precompilare le domande dal 7 maggio 2026. Sotto trovi cosa è, chi può accedere, cosa puoi finanziare e quali sono le condizioni di rimborso (compresa la premialità che può cancellare le ultime 12 rate).
Il Nuovo Fondo Futuro è uno strumento di microcredito agevolato della Regione Lazio dedicato a chi sta avviando un'attività economica nel territorio regionale. Si rivolge a due platee precise: microimprese costituite da meno di 36 mesi e soggetti non ancora costituiti che si impegnano a costituirsi prima dell'erogazione.
L'idea di base è semplice: per il sistema bancario tradizionale un'impresa neonata o non ancora nata è un soggetto difficile da valutare, perché manca lo storico necessario per istruire una pratica di credito ordinario. Il Nuovo Fondo Futuro copre proprio quella fascia, con condizioni che il circuito bancario tipicamente non offre.
Il prodotto è un finanziamento a tasso zero da 5.000 a 25.000 euro, con durata 72 mesi e un anno di preammortamento obbligatorio incluso nella durata complessiva. Sopra il piano standard si innesta una premialità che, se sono rispettate certe condizioni, può portare all'abbuono delle ultime 12 rate di ammortamento.
Possono richiedere il finanziamento le microimprese in fase di avviamento, nelle due configurazioni previste dal bando:
Sono ammesse le seguenti forme giuridiche:
I requisiti del beneficiario sono pochi ma vincolanti:
La regola dei 36 mesi va letta come un perimetro stretto: lo strumento è dedicato al primo tratto di vita dell'impresa, dove il fabbisogno è alto e l'accesso al credito è strutturalmente bloccato.
Il Nuovo Fondo Futuro sostiene investimenti collegati all'avvio o al consolidamento dell'attività. Le spese ammissibili rientrano in due grandi categorie:
Il filo conduttore è la coerenza: il progetto deve essere organico e funzionale all'attività dichiarata, non un elenco di spese sciolte. La selezione, di fatto, si gioca qui.
Cosa il bando, per logica e per la natura dello strumento, non finanzia:
Per il dettaglio delle voci ammissibili e degli eventuali vincoli specifici (per esempio l'IVA, i beni usati o i mezzi targati), il riferimento è la documentazione ufficiale del bando.
Le condizioni economiche del Nuovo Fondo Futuro 2026 sono pensate per chi parte e ha bisogno di una struttura di rimborso sostenibile:
Tasso zero significa che restituisci esattamente il capitale ricevuto, senza interessi. Il preammortamento di 12 mesi obbligatorio è un punto che vale la pena leggere bene: significa che per il primo anno non paghi rata di capitale, hai tempo di mettere l'attività a regime, e poi parte il piano di rimborso vero e proprio.
Sopra le condizioni standard, il bando prevede una premialità eventuale: se il beneficiario rispetta determinate condizioni di regolarità nel piano di rimborso (in particolare il puntuale pagamento delle rate e il mantenimento dei requisiti di ammissibilità), può accedere all'abbuono delle ultime 12 rate di ammortamento.
Tradotto sul numero: su un finanziamento da 25.000 euro a 72 mesi, le ultime 12 rate equivalgono a 1/5 dell'importo, cioè circa 5.000 euro. La premialità trasforma quella quota in agevolazione netta, non più in capitale da restituire.
La premialità è dichiarata come eventuale, quindi non è automatica: dipende dal rispetto delle condizioni che il regolamento del bando definisce nel dettaglio. Vale la pena leggere quella parte prima della firma del contratto, perché incide direttamente sul costo finale dello strumento.
Per gli strumenti regionali di questa famiglia il regime applicabile è tipicamente il De Minimis: un'agevolazione che rientra nel tetto di aiuti pubblici cumulabili in regime De Minimis previsto dalla normativa europea, pari a 300.000 euro in tre esercizi finanziari per la singola impresa unica.
Se hai già ricevuto altri aiuti in De Minimis negli ultimi tre anni, ti restano in teoria gli euro che mancano al tetto. La verifica si fa sul Registro Nazionale Aiuti (RNA) prima della domanda: sbagliare il calcolo significa vedersi revocare l'agevolazione a posteriori.
Sul fronte della cumulabilità con altri bandi, vale la regola generale: stessa spesa, una sola agevolazione, salvo specifiche eccezioni regolamentate. Per fare cumulo serve sempre incrociare i regimi di aiuto degli strumenti coinvolti, motivo per cui conviene impostare il piano spese con questa logica in mente fin dall'inizio.
Nota di trasparenza: il regime di aiuto applicato al Nuovo Fondo Futuro 2026 va confermato sulla documentazione ufficiale del bando, perché non risulta esplicitato nella scheda di sintesi disponibile alla data di redazione di questo articolo.
La cronologia di apertura del bando è la seguente:
La fase di precompilazione è un vantaggio operativo importante: ti permette di preparare l'intera pratica con calma, caricare la documentazione, controllare gli allegati e arrivare all'apertura dello sportello con la domanda pronta da inviare al click.
Il bando opera tipicamente con procedura a sportello: le domande sono istruite in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento delle risorse. Chi presenta prima, e con una pratica completa, viene valutato prima. Per questo la finestra di precompilazione conta: arrivare puliti all'11 maggio fa la differenza tra accedere e finire in lista d'attesa.
Il Nuovo Fondo Futuro non è uno strumento settoriale: copre microimprese di ogni filiera con sede operativa nel Lazio, purché rispettino i requisiti soggettivi (under 36 mesi o ancora da costituire) e oggettivi (sede regionale, DURC, difficoltà di accesso al credito, polizza catastrofale).
Tipicamente lo strumento è utile a:
In tutti questi casi, la logica è la stessa: lo strumento esiste perché il credito ordinario, per il primo tratto di vita dell'impresa, non funziona.
Una giovane libera professionista nel Lazio apre la partita IVA da otto mesi. Vuole stabilizzare l'attività e investire in macchinari, software gestionale e un piccolo intervento di adeguamento dell'ufficio. Il suo piano spese è:
Totale progetto: 25.000 euro. La libera professionista chiede un finanziamento da 25.000 euro a tasso zero, durata 72 mesi, di cui 12 di preammortamento. Non paga rata di capitale per il primo anno, poi inizia un piano di ammortamento mensile a interesse zero. Se rispetta i pagamenti e le condizioni del bando, può accedere alla premialità che cancella le ultime 12 rate.
È esattamente il profilo per cui lo strumento è stato disegnato: capitale piccolo, sostenibile, senza interessi, con un meccanismo di premio per chi si dimostra in regola.
Per consultare la scheda integrale del Nuovo Fondo Futuro Lazio 2026, con la documentazione di riferimento, le condizioni complete, il regime di aiuto applicato, gli aggiornamenti sulla disponibilità dello sportello e l'andamento delle domande, puoi accedere alla dashboard di Bando Easy. Nella scheda del bando trovi anche le informazioni operative aggiornate, la piattaforma di presentazione delle domande e i contatti dei soggetti gestori della misura sul territorio.