Fondo perduto per disoccupati che vogliono mettersi in proprio

Finanziamenti per disoccupati per aprire un'attività: fondo perduto fino al 100%, chi può accedere e dove.

Hai perso il lavoro o non l'hai mai trovato davvero, mandi curriculum, fai colloqui, e intanto l'idea di metterti in proprio torna sempre. Il problema è che senza busta paga la banca non ti finanzia, e i risparmi bastano a malapena per vivere.

I finanziamenti per disoccupati che vogliono aprire un'attività esistono, e alcuni sono tra i più generosi in Italia.
Se hai meno di 35 anni, le due misure nazionali di Invitalia, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro Nord, coprono il 100% delle spese di avvio fino a 40.000 o 50.000 euro. Se ne hai di più, le strade passano dalle misure regionali. Vediamo quali sono e a chi conviene cosa.

Perché i disoccupati hanno una corsia dedicata

Per lo Stato e le regioni, chi apre un'attività da disoccupato crea almeno un posto di lavoro: il proprio. Per questo molte misure per l'autoimpiego sono riservate proprio a chi oggi è senza lavoro, e offrono condizioni che un'impresa normale non vede mai.

In pratica la condizione di disoccupato, che in banca è un ostacolo, nei bandi per l'autoimpiego diventa un requisito.

Se hai meno di 35 anni: le due misure nazionali

Sono le più forti in assoluto. Funzionano allo stesso modo, cambiano regioni e importi.

Resto al Sud 2.0, per chi apre in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia:

• voucher al 100% fino a 40.000 euro, 50.000 con la maggiorazione

• oppure contributo del 75% fino a 120.000 euro di progetto e del 70% fino a 200.000

Autoimpiego Centro Nord, per chi apre nelle altre dodici regioni:

• voucher al 100% fino a 30.000 euro, 40.000 con la maggiorazione

• oppure contributo del 65% fino a 120.000 euro di progetto e del 60% fino a 200.000

Tutte e due sono a fondo perduto: niente da restituire, niente garanzie. Sono aperte dal 15 ottobre 2025, a sportello, finché ci sono fondi.

Chi conta come "disoccupato" per queste misure

Non serve essere disoccupati in senso stretto, rientri se hai tra 18 anni compiuti e 35 non compiuti e sei:

• disoccupato: hai perso il lavoro e hai dato la disponibilità al Centro per l'impiego

• inoccupato: non hai mai lavorato

• inattivo: non lavori e non cerchi lavoro in modo attivo

• iscritto a GOL, il programma nazionale per l'occupabilità

• lavoratore povero: lavori, ma con un reddito molto basso

Al Centro Nord, tra i documenti da allegare c'è il certificato dello stato di disoccupazione. Se sei disoccupato, chiedilo al Centro per l'impiego prima di iniziare la pratica: è il passaggio che richiede più tempo.

Se hai più di 35 anni: le misure regionali

Qui il quadro cambia, le misure nazionali al 100% non sono per te, ma diverse regioni hanno strumenti pensati per chi è senza lavoro a qualsiasi età. Di solito combinano una parte a fondo perduto con un prestito a tasso zero.

Due esempi aperti oggi:

• In Calabria, FUSESE è rivolto ai disoccupati di lunga durata e a chi ha difficoltà a reinserirsi. Copre il 50% a fondo perduto, fino a 73.000 euro per le società di persone, e il resto con un prestito a tasso zero. Finanzia anche affitto, utenze e personale, cosa rara.

• In Basilicata, il Fondo Microfinanza presta da 5.000 a 36.000 euro a tasso zero a chi è disoccupato. Non è fondo perduto, ma non ha interessi e, se apri da solo, non chiede garanzie.

Ogni regione ha le sue regole, i suoi tetti e le sue finestre. Vale la pena controllare cosa c'è nella tua prima di decidere.

Se prendi la NASpI

Se stai ricevendo la NASpI, l'indennità di disoccupazione, puoi chiedere all'INPS di averla in un'unica soluzione per avviare un'attività in proprio. È un capitale che puoi usare proprio per le spese che il fondo perduto non copre, come l'affitto e i primi mesi di gestione.

Attenzione però: prendere l'anticipo cambia la tua condizione lavorativa e i tempi vanno coordinati con la domanda del bando. Farlo nell'ordine sbagliato può farti perdere uno dei due.

Cosa copre il fondo perduto per chi riparte da zero

Le misure nazionali pagano l'investimento per partire: macchinari, attrezzature, arredi nuovi, software, sito, marchio, consulenze tecniche e, con il contributo, i lavori nel locale.

Non pagano invece affitto, utenze, personale, materie prime e merce. Sono le spese che pesano di più nei primi mesi, quando i clienti ancora non ci sono.

Per chi è disoccupato questo è il punto critico. Il fondo perduto risolve l'investimento, ma serve un piano per la cassa: risparmi, anticipo NASpI o un prestito bancario. Le misure nazionali non sono cumulabili con altri aiuti pubblici: se ti serve una misura regionale che copre anche la gestione, come FUSESE, va scelta al posto di quella nazionale, non insieme.

Gli errori più comuni di chi parte da disoccupato

Perdere lo stato di disoccupazione prima della domanda. Un contratto breve accettato nel momento sbagliato può farti uscire dai requisiti proprio quando stai per presentare.

Aprire la partita IVA troppo presto: Se l'attività è già operativa al momento della domanda, sei fuori.

Riaprire la stessa attività di prima: Se negli ultimi 6 mesi hai avuto un'attività con lo stesso codice ATECO, la domanda non passa.

Puntare tutto sul fondo perduto: Senza un piano per i primi mesi, anche un progetto finanziato al 100% rischia di chiudere presto.

Domande aperte

Sono disoccupato da poche settimane: posso già fare domanda?

Per le misure nazionali conta la tua condizione al momento della domanda, non da quanto tempo sei senza lavoro. Alcune misure regionali, come FUSESE, chiedono invece una disoccupazione di lunga durata, con soglie precise. Quale strada è aperta per te dipende da età, regione e dalla tua storia lavorativa degli ultimi mesi.

Posso usare l'anticipo NASpI e il voucher insieme?

In molti casi sì, ed è anche una combinazione sensata: il voucher paga l'investimento, la NASpI anticipata la gestione. Il punto delicato è l'ordine dei passaggi. Se chiedi l'anticipo e apri la partita IVA prima della domanda al bando, rischi di non avere più i requisiti, va costruita una sequenza precisa sul tuo caso.

Ho 38 anni e abito al Nord: non c'è niente per me?

Le misure nazionali al 100% no. Ma molte regioni del Centro Nord hanno strumenti per l'autoimpiego, spesso con prestiti a tasso zero e garanzie pubbliche, a volte con una quota a fondo perduto. Cambiano molto da regione a regione e anche da un anno all'altro, quindi va fatta una ricerca mirata sul tuo territorio.

Prendo un piccolo reddito da lavoretti: sono ancora disoccupato?

Dipende da quanto guadagni e da come è inquadrato quel lavoro, sotto certe soglie resti disoccupato o rientri tra i lavoratori a basso reddito, sopra no. È una delle verifiche più importanti da fare prima di tutto, perché decide se puoi accedere o meno.

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