Bando Startup Innovative Lombardia 2026: 80% a fondo perduto

Bando startup innovative Lombardia 2026: 80% a fondo perduto fino a 1 milione. Chi accede, quanto vale, come fare.

Hai una startup innovativa con sede in Lombardia, una tecnologia ancora da validare e un investimento importante davanti, ma le banche ti guardano come un rischio e gli investitori vogliono prima vedere il prodotto funzionare. La Regione Lombardia sta per aprire un bando pensato esattamente per questa fase: il bando startup innovative che, tramite Finlombarda e i fondi europei FESR, copre fino all'80% delle spese a fondo perduto, fino a un milione di euro.

In breve: è la misura per lo sviluppo tecnologico delle startup innovative dell'Azione 1.3.3 del PR FESR 2021-2027 di Regione Lombardia, gestita da Finlombarda. Finanzia con un contributo a fondo perduto pari all'80% delle spese ammissibili, fino a 1 milione di euro (1,5 milioni nelle zone assistite). La dotazione totale è di circa 15,6 milioni. I criteri sono già stati approvati: l'avviso con le date di apertura è in arrivo, e prepararsi adesso è ciò che fa la differenza in una graduatoria.

Cos'è il bando startup innovative della Lombardia

È un contributo a fondo perduto che la Regione Lombardia mette a disposizione delle startup innovative nella fase più delicata della loro vita, quella early stage in cui la tecnologia non è ancora matura e il mercato è ancora tutto da conquistare.

L'obiettivo dichiarato è far crescere il livello di maturità tecnologica del progetto, il cosiddetto TRL (Technology Readiness Level, la scala da 1 a 9 che misura quanto una tecnologia è vicina al mercato). Il bando accompagna l'impresa dal prototipo o proof of concept iniziale verso una validazione industriale che dimostri che la soluzione funziona, è scalabile e si può davvero vendere. È il sostegno pubblico che riduce il rischio agli occhi degli investitori privati e sblocca i round successivi.

La dotazione è di 15.637.408,95 euro a valere sul FESR 2021-2027. Di questi, 7 milioni sono riservati ai progetti che sviluppano soluzioni per la resilienza, l'efficienza o l'autosufficienza energetica. Se la quota riservata non viene usata, torna disponibile per le altre startup in graduatoria.

Chi può accedere

Il bando si rivolge alle piccole imprese già iscritte come startup innovative nella sezione speciale del Registro delle Imprese. I requisiti principali, che devono risultare da visura camerale al momento della domanda, sono questi:

  • impresa costituita e attiva da non più di 36 mesi. Il limite sale a 60 mesi se dimostri di essere ancora in sviluppo tecnologico, con un livello di maturità pari o inferiore a TRL 6
  • sede operativa in Lombardia dove svolgi le attività del progetto, oppure l'impegno a costituirla prima dell'erogazione
  • impresa non quotata su mercati regolamentati
  • impresa che non ha ancora distribuito utili
  • requisito di piccola impresa ai sensi del Regolamento GBER, da mantenere fino alla concessione del contributo

Restano fuori alcuni settori: tabacco, agricoltura (con qualche eccezione), attività immobiliari e finanziarie, oltre alle esclusioni standard del GBER e ai casi di irregolarità contributiva o antimafia. Su queste esclusioni conviene fermarsi: una rilevazione di attività o una concentrazione societaria nei termini sbagliati possono farti decadere, e non sempre è evidente leggendo il bando da soli.

Se sei a questo punto e non sai dire con certezza se la tua startup rientra, partiamo dal tuo caso e lo verifichiamo insieme. È il primo controllo che facciamo per ogni cliente.

Cosa finanzia e quanto vale

Qui sta il cuore del bando. Il contributo è a fondo perduto e copre fino all'80% delle spese ammissibili, con questi tetti:

  • fino a 1.000.000 di euro per le piccole imprese innovative
  • fino a 1.500.000 di euro se la sede operativa del progetto è in una zona assistita ai sensi dell'articolo 107.3.c del Trattato UE

Il progetto, per essere ammissibile, deve prevedere una spesa non inferiore a 150.000 euro e non superiore a 1.250.000 euro, elevabile a 1.875.000 euro nelle zone assistite. Tradotto: non è un voucher da poche migliaia di euro, è una misura per chi ha un piano di sviluppo serio e vuole accelerarlo.

I progetti vanno realizzati e rendicontati entro 15 mesi dalla concessione, con una possibile proroga di 6 mesi.

Quali spese puoi mettere a progetto

Le spese ammissibili, sempre al netto di IVA e sostenute dopo la domanda, coprono praticamente tutta la filiera dello sviluppo tecnologico:

  • macchinari, strumentazione e hardware funzionali a ricerca, sviluppo, prototipazione e test (esclusi smartphone e cellulari)
  • software, licenze cloud e SaaS per 12 mesi, brevetti
  • materiali e componenti direttamente imputabili al progetto
  • consulenze tecnico scientifiche: analisi di libertà di attuazione, progettazione del prototipo, testing, collaudo, certificazione, uso di laboratori, protezione della proprietà intellettuale
  • altre consulenze legali, tecniche ed economiche, entro il 20% delle voci precedenti
  • spese di personale dedicato al progetto, riconosciute in forma forfettaria al 20% dei costi diretti
  • costi indiretti, forfettari al 7% dei costi diretti

Non sono ammesse le fatture sotto i 1.000 euro di imponibile. Il dettaglio definitivo delle spese arriverà con l'avviso attuativo.

Come funziona la selezione

Non è un click day e non è a sportello. È una procedura valutativa a graduatoria: presenti la domanda nella finestra prevista, e poi un nucleo tecnico valuta il progetto con un punteggio fino a 100 punti. Per entrare in graduatoria servono almeno 65 punti, con soglie minime su tre criteri chiave: qualità progettuale, qualità del team e modello di ricavi.

I punti si distribuiscono su qualità dell'operazione, grado di innovazione rispetto allo stato dell'arte, qualità del team e sostenibilità economico finanziaria. Ci sono poi fino a 4 punti di premialità per impresa benefit, coerenza con la strategia regionale S3, certificazioni ambientali e presenza femminile o giovanile nella compagine societaria.

Qui si gioca davvero la partita. La differenza tra una domanda ammessa e una esclusa non è avere i requisiti, ce li hanno in tanti, ma costruire un progetto che prende un punteggio alto sui criteri che pesano. Su questo lavoriamo: impostare il progetto perché la valutazione lo premi, non solo perché sia ammissibile.

Come e quando si presenta la domanda

La domanda si presenta online sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi, una sola domanda per impresa. La selezione formale è affidata a Finlombarda, e il procedimento si chiude entro 120 giorni dalla chiusura della finestra. Il contributo viene erogato in massimo due tranche: un anticipo fino al 40% e il saldo a rendicontazione conclusa.

Sulle date c'è una cosa importante da sapere. Al momento la Regione ha approvato solo i criteri applicativi della misura. L'avviso attuativo, cioè il documento che fissa la data di apertura e di chiusura della finestra, la modulistica e il dettaglio definitivo delle spese, non è ancora stato pubblicato: la Regione lo indica come "di successiva emanazione". In pratica oggi sappiamo come funzionerà il bando, ma non quando si potrà presentare la domanda.

Questo cambia il modo di muoversi. La finestra può aprirsi in qualsiasi momento e di solito resta aperta per poche settimane: chi arriva con il progetto già impostato e i requisiti verificati parte avvantaggiato su chi inizia a leggere il bando il giorno dell'apertura. Per questo prepararsi adesso, mentre la finestra è ancora chiusa, è la mossa che fa la differenza.

Questa pagina viene aggiornata appena la Regione pubblica l'avviso attuativo: aggiungeremo le date esatte di apertura e chiusura, la modulistica e l'elenco definitivo delle spese ammissibili. Se vuoi essere avvisato quando la finestra apre, lasciaci il contatto dalla guida qui sotto.

Vale la pena? La nostra valutazione

Onestamente: per una piccola startup innovativa in Lombardia con un progetto di sviluppo tecnologico vero, questo è uno dei bandi più interessanti in circolazione. L'80% a fondo perduto su importi fino a un milione è una copertura che pochissime misure offrono, e il regime GBER lo rende cumulabile con altre agevolazioni nei limiti dell'intensità di aiuto.

Non è per tutti, però. Se il tuo progetto vale meno di 150.000 euro di spesa, sei sotto la soglia minima. Se la tua impresa ha più di tre anni e non puoi dimostrare di essere ancora in sviluppo tecnologico sotto TRL 6, sei fuori. E se il progetto non regge sui criteri di innovazione e team, rischi di spendere settimane su una domanda che non supera i 65 punti. La valutazione caso per caso non è un dettaglio: è ciò che decide se ha senso candidarsi.

Se vuoi capire in pochi minuti se la tua startup rientra e quanto puoi richiedere, parti dalla guida qui sotto.

Domande frequenti

Quando apre il bando? Si può già presentare la domanda?

No, non ancora. Ad oggi la Regione ha approvato solo i criteri della misura, mentre l'avviso che fissa la data di apertura e di chiusura della finestra è "di successiva emanazione" e non è stato pubblicato. Non esiste quindi una scadenza: la domanda non si può ancora caricare. Appena l'avviso esce aggiorniamo questa pagina con le date esatte. Il motivo per cui ne parliamo ora è che la finestra, quando aprirà, durerà poche settimane, e chi si prepara prima arriva con un vantaggio concreto.

Cosa cambia tra i "criteri" e l'avviso vero e proprio?

I criteri applicativi, già approvati, stabiliscono chi può partecipare, quanto vale il contributo, quali spese sono ammesse e come si assegna il punteggio: è la struttura del bando, ed è quella che ti permette già adesso di capire se rientri e di impostare il progetto. L'avviso attuativo aggiunge ciò che ancora manca: le date della finestra, la modulistica da compilare e qualche dettaglio operativo sulle spese. La sostanza la conosciamo, mancano le date e la modulistica.

La mia startup ha quattro anni: posso ancora partecipare?

In linea generale il limite è 36 mesi dalla costituzione, ma sale a 60 mesi se dimostri di essere ancora in fase di sviluppo tecnologico, con un livello di maturità pari o inferiore a TRL 6, motivato e documentato. La parte delicata è proprio questa documentazione: dimostrare il TRL in modo che regga in sede di valutazione non è banale, e un'autovalutazione approssimativa è uno dei motivi più comuni di esclusione. Se sei nella fascia tra i 3 e i 5 anni, conviene verificarlo prima di investire tempo nella domanda.

Devo già avere la sede operativa in Lombardia al momento della domanda?

Non per forza. Puoi presentare la domanda assumendo l'impegno a costituire la sede operativa in Lombardia prima dell'erogazione del contributo, purché sia lì che si svolgono le attività del progetto. È una porta aperta per le startup che stanno valutando di radicarsi in regione, ma è anche un impegno vincolante: se la sede non viene costituita nei termini, il contributo salta. Conviene pianificare la tempistica del trasferimento insieme a quella del progetto, non darla per scontata.

Cosa serve davvero per superare i 65 punti?

La soglia di 65 su 100 non è alta in sé, ma ci sono soglie minime su tre criteri che pesano: qualità progettuale, qualità del team e modello di ricavi. Significa che non basta un punteggio alto su una voce per compensare un buco su un'altra: se il modello di ricavi è debole, anche un progetto tecnicamente brillante rischia di non passare. Il punteggio si costruisce raccontando l'innovazione rispetto allo stato dell'arte, la solidità del team e la sostenibilità economica in modo coerente tra loro. È qui che una domanda ammissibile diventa una domanda competitiva, e non è un lavoro che si improvvisa nei giorni dell'apertura.

Posso presentare più di un progetto?

No, è ammessa una sola domanda per impresa. Questo alza la posta: non c'è un secondo tentativo nella stessa finestra, quindi la scelta di quale progetto candidare e come impostarlo va fatta bene la prima volta. Se hai più linee di sviluppo possibili, decidere quale ha più chance sui criteri di valutazione è una delle prime cose da ragionare.

Come e quando arrivano i soldi?

Il contributo è erogato in massimo due tranche: un anticipo fino al 40% dopo la concessione e il saldo a rendicontazione conclusa, cioè dopo che hai realizzato e documentato il progetto entro i 15 mesi previsti (più l'eventuale proroga di 6). Vuol dire che una parte delle spese va comunque anticipata con risorse tue o di terzi e recuperata a saldo: è un aspetto di cassa da mettere in conto fin dall'inizio, soprattutto per una startup early stage.

Posso cumulare questo contributo con altre agevolazioni?

Sì, il regime GBER consente il cumulo con altre agevolazioni sulle stesse spese, purché non si superi l'intensità di aiuto massima applicabile. È escluso però il cumulo con risorse PNRR. Il punto critico è il calcolo: capire quali aiuti già ricevuti incidono sull'intensità e quali no richiede di leggere il tuo registro nazionale aiuti, e un errore qui può comportare la rideterminazione del contributo mesi dopo. È un controllo che ha senso fare a monte, non a domanda presentata.

Quanto tempo ho per preparare la domanda?

Oggi l'avviso con le date non è ancora uscito, quindi tecnicamente la finestra non è aperta. Ma è proprio questo il momento utile: un progetto candidabile su questa misura richiede un piano di sviluppo, un budget coerente con le spese ammissibili e una narrazione che prenda punteggio sui criteri di valutazione. Tutto questo si costruisce in settimane, non in giorni. Chi aspetta l'apertura per iniziare quasi sempre arriva corto.

Prepara la candidatura adesso

Su 2.400+ bandi che monitoriamo, questo è tra i più ricchi per le startup innovative lombarde, e tra quelli in cui prepararsi in anticipo conta di più. Nel 2025 abbiamo seguito 88 pratiche di finanza agevolata, e la differenza tra una domanda vincente e una esclusa la fa quasi sempre il lavoro fatto prima dell'apertura.

Nella guida trovi il quadro completo dei requisiti, delle spese e dei criteri di punteggio, e puoi verificare in pochi minuti se la tua startup rientra e quanto puoi richiedere.

Scopri se rientri nel bando startup innovative Lombardia e prepara la domanda con noi →

Ultimi articoli

Vai al blog