Bando commercio Emilia-Romagna 2026: fino a 50.000 euro per la tua attività

Fino a 50.000 euro a fondo perduto per rinnovare negozi, bar e locali in Emilia-Romagna. Ecco a chi spetta.

Hai un negozio, un bar o un ristorante in Emilia-Romagna e sai che andrebbe rinnovato. Nuovi arredi, impianti da rifare, magari un gestionale che finalmente funziona. Il problema è sempre lo stesso: quanto costa, e chi te lo paga.

Una parte te la può pagare la Regione. Il bando commercio Emilia-Romagna 2026 mette 10 milioni di euro a fondo perduto per ammodernare le attività di commercio e di somministrazione. Ti spiego a chi spetta, quanto vale davvero e cosa puoi finanziare.

A chi spetta il bando

Il bando parla alle micro, piccole e medie imprese iscritte al REA della Camera di Commercio. In pratica, queste attività:

  • negozi di vicinato, cioè il commercio al dettaglio in sede fissa
  • bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
  • discoteche, sale da ballo e locali di intrattenimento danzante regolarmente autorizzati
  • esercizi commerciali polifunzionali già avviati

C'è una condizione che non puoi saltare: l'unità locale del progetto deve essere in Emilia-Romagna. Vale anche se stai per aprire una nuova attività in una sede diversa da quella attuale, purché tu abbia già i requisiti richiesti.

Restano fuori solo le imprese della produzione primaria di pesca, acquacoltura e prodotti agricoli.

Quanto vale il contributo

Il contributo è a fondo perduto, quindi non lo restituisci. Copre fino al 40% della spesa ammessa, per un massimo di 50.000 euro per soggetto.

Per accedere devi mettere sul piatto un investimento minimo:

  • 20.000 euro se sei un negozio di vicinato o un esercizio polifunzionale
  • 30.000 euro se sei un bar, un ristorante o un locale di intrattenimento

Il bando lavora in regime de minimis, cioè dentro il tetto di aiuti pubblici che la tua impresa può ricevere in tre anni. Sulle stesse spese non è cumulabile con altri aiuti di Stato. La dotazione complessiva è di 10 milioni di euro.

Cosa puoi finanziare

Qui sta la parte interessante, perché le voci ammesse sono ampie. Puoi coprire:

  • opere edili, murarie e impiantistiche, con un limite: gli interventi edilizi possono riguardare al massimo il 25% del volume dell'immobile
  • arredi, attrezzature e macchinari, anche usati o ricondizionati, anche in noleggio o leasing
  • licenze software, servizi cloud e digitalizzazione della vendita e dei servizi
  • progettazione e direzione lavori collegate alle opere
  • spese generali, riconosciute in forma forfettaria al 7%

Il bando prevede due modalità di progetto: a costi reali, oppure a costi standard al metro quadro per chi fa solo riqualificazione dei locali. La scelta cambia il modo in cui valorizzi la spesa, e non è banale: incide su quanto recuperi.

Le premialità che alzano il contributo fino al 50%

Il 40% è la base. Puoi salire fino al 50% se il tuo progetto centra alcune condizioni di valore.

Vale un primo 5% in più se ricorre almeno una di queste:

  • crei occupazione stabile a tempo indeterminato
  • sei un'impresa femminile o giovanile
  • il progetto ha ricadute su disabilità, innovazione sociale, qualità della vita o sostenibilità
  • hai il rating di legalità, se il fatturato è almeno di 2 milioni di euro
  • recuperi materiali e riduci i rifiuti

C'è un ulteriore 5% se l'unità locale si trova in un'area montana o in un'area interna della regione.

Il tetto resta 50.000 euro in ogni caso. Le premialità però vanno dichiarate nel progetto, e qui un errore di impostazione ti fa lasciare punti e soldi sul tavolo.

Non basta essere veloci, conta il punteggio

Attenzione, perché questo bando ha una meccanica che spiazza chi è abituato al fondo perduto a sportello.

Le domande si presentano dal 23 giugno al 21 luglio 2026. La finestra però si chiude prima se arrivano 350 domande. Quindi la fretta serve, ma non basta.

Il motivo è che non è un semplice click day. È una graduatoria a punteggio: una commissione valuta il progetto e per entrare servono almeno 50 punti su 100. Pesano la qualità del progetto, l'innovazione dei servizi, la digitalizzazione e la solidità economica della proposta.

Tradotto: vince chi unisce due cose, presentare presto e presentare bene. Un progetto da 50 punti non si improvvisa nel weekend dell'apertura, si costruisce nelle settimane prima. I lavori, poi, vanno conclusi entro il 30 giugno 2027.

Vale la pena? La nostra valutazione

Diciamo le cose come stanno. Se avevi già in mente di rinnovare il locale e prevedi di spendere almeno la soglia minima, questo bando vale assolutamente il tempo di provarci: 50.000 euro a fondo perduto cambiano il conto di un investimento.

Se invece non hai un progetto chiaro, o pensi di spendere poco sotto la soglia, il gioco rischia di non valere la candela. E c'è la variabile punteggio: senza un progetto curato, anche con i requisiti a posto puoi restare fuori dalla graduatoria.

In altre parole, qui non conta solo essere eleggibile. Conta presentare un progetto che faccia punteggio, ed è esattamente la parte dove la maggior parte delle domande fai da te perde colpi.

Domande aperte

La mia attività è nuova, posso partecipare?

In linea generale sì. Il bando ammette anche chi apre una nuova unità locale, diversa da quella in cui opera oggi, a patto di avere già i requisiti e un titolo che dimostri la disponibilità dell'immobile. La parte delicata è il timing tra apertura, visura e progetto, perché alla fine l'unità locale deve risultare attiva al momento giusto. È il tipo di incastro che conviene farsi validare prima di muoversi.

Ho già ricevuto altri contributi, posso accedere lo stesso?

Spesso sì, perché conta il regime de minimis e quanto plafond ti resta. Il punto è capire quali dei tuoi aiuti passati rientrano davvero nel de minimis e quali no, perché sbagliare il calcolo significa rischiare la revoca a distanza di mesi. Su questo ti diciamo subito se hai margine o no, partendo dalla tua situazione reale.

Conviene di più la modalità a costi reali o quella standard?

Dipende dal tuo progetto. Se fai solo riqualificazione dei locali, i costi standard al metro quadro a volte sono più semplici e convenienti. Se invece compri attrezzature, macchinari e software, i costi reali ti aprono più voci di spesa. La scelta giusta cambia quanto recuperi, e si decide guardando il tuo caso specifico, non in astratto.

In sintesi

Il bando commercio Emilia-Romagna 2026 è un'occasione seria per chi ha un'attività di commercio o somministrazione e vuole rinnovarla con lo Stato che ne paga una parte importante. Fondo perduto fino a 50.000 euro, una finestra stretta e una graduatoria che premia i progetti fatti bene.

La differenza tra una domanda che entra e una che resta fuori non la fa il bando, la fa il progetto. Noi lo costruiamo ogni giorno per imprese come la tua: oltre 400 ci hanno già scelto.

Vuoi sapere se per la tua attività vale la pena e come costruire un progetto da punteggio? Prenota una call con noi, partiamo dal tuo caso.

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